Giulio Regeni, la salma torna in Italia

Arrivata all'aeroporto di Fiumicino. L'ambasciatore: «Lo hanno torturato».

06 Febbraio 2016

Il feretro con la salma di Giulio Regeni all'aeroporto di Fiumicino.

(© Ansa) Il feretro con la salma di Giulio Regeni all'aeroporto di Fiumicino.

È arrivata a Roma la salma di Giulio Regeni, il ragazzo italiano trovato morto al Cairo in circostanze misteriose.
Il volo Egyptair MS791 partito dalla capitale egiziana è atterrato all'aeroporto di Fiumicino poco dopo le 13.40.
Ad accogliere il carro funebre che trasporta il feretro del ragazzo ci sono i genitori: la madre Paola che ha salutato con un bacio il feretro del proprio figlio e il papà Claudio che ha rivolto un cenno di saluto indirizzato alla bara. Presente tra gli altri il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il presidente della commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini.
Il 6 febbraio è prevista l'autopsia per far luce sulle cause della morte del ricercatore italiano, sul cui cadavere sono state rinvenute bruciature di sigaretta, ferite da coltello e contusioni.

Fonti: al Cairo «sono state arrestate due persone sospettate dell'omicidio»

Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano trovato morto al Cairo.

Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano trovato morto al Cairo.

Non è chiaro se Regeni sia finito nelle mani di sequestratori criminali o, come più di un elemento lascia pensare, di apparati dello Stato egiziano. Una fonte della sicurezza al Cairo ha rivelato che «sono state arrestate due persone sospettate dell'omicidio» dello studente italiano. Successivamente i due sospetti sono stati rilasciati perché non è stata formalizzata alcuna accusa che giustificasse un arresto.
GENTILONI: «LONTANI DALLA VERITÀ». Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha mostrato cautela nel commentare la vicenda: «A quanto risulta dalle cose che ho sentito sia dall'ambasciata sia dagli investigatori italiani che stano cominciando a lavorare con le autorità egiziane, siamo lontani dal dire che questi arresti abbiano risolto o chiarito cosa sia successo. Credo che siamo lontani dalla verità». 
L'AMBASCIATORE: «LO HANNO TORTURATO». L'ambasciatore in Egitto Maurizio Massari, il diplomatico che ha potuto vedere in obitorio al Cairo il corpo di Regeni, ha raccontato al Corriere della Sera: «In trent'anni di carriera una cosa così non mi era mai capitata, una prova durissima sul piano emotivo e professionale. Vederlo per me è stato devastante. Presentava segni evidenti di percosse e torture. Ho notato ferite, ecchimosi e bruciature. Non c'è alcun dubbio che il ragazzo sia stato duramente picchiato e seviziato».
UN SIT-IN PER COMMEMORARE GIULIO. Un sit-in sul retro dell'ambasciata italiana al Cairo ha commemorato il giovane ricercatore friulano. Al raduno hanno partecipato circa 500 persone, inclusi molti giornalisti e uomini della sicurezza in borghese. Tra le persone intervistate conoscenti di Regeni, attivisti per i diritti umani e civili, sindacalisti e almeno un noto politico e una scrittrice. Diversi anche i semplici cittadini venuti a testimoniare solidarietà all'Italia e alla famiglia di Regeni.
Alcuni portavano candele infilate in bicchieri di plastica per proteggerle dal vento e fiori. Sono stati mostrati anche alcuni cartelli tra cui uno denunciava l'uccisione di oppositori egiziani.

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