Cronaca
CHIESA
Il papa: «Matrimoni gay? Attentato alla famiglia»
Per Ratzinger è fondamentale la difesa delle nozze uomo-donna.
Una forte difesa, teologica e filosofica, della famiglia
eterosessuale e della antropologia che la sottende.
Tanto da definire i matrimoni omosessuali «attentati».
E punti fermi sul dialogo interreligioso, «condizione necessaria
per la pace nel mondo» in cui il cristiano può impegnarsi
a partire e comunque certo della propria «identità».
Su questi binari principali il papa ha condotto venerdì 21
dicembre il discorso alla curia per gli auguri natalizi,
scegliendo, nell'anno di Vatileaks, un taglio non centrato
sulla «politica interna» della Chiesa.
UOMO COME ESSERE STESSO. «Se finora
avevamo visto come causa della crisi della famiglia un
fraintendimento dell'essenza della libertà umana», ha
affermato il Santo Padre, «adesso diventa chiaro che qui è in
gioco la visione dell'essere stesso, di ciò che in realtà
significa l'essere uomini».
Benedetto XVI ha affermato l'importanza del valore
dell'unione tra uomo e donna, dalla quale scaturisce il
concetto di famiglia che costituisce la base della società.
Chiesa impegna nella difesa dei valori
Il Papa si è concentrato anche sul rapporto con lo Stato e la
società.
Ha spiegato come la Chiesa sia impegnata a difendere valori non
negoziabili affinché questi possano tradursi in azione politica.
«Essa non ha soluzioni pronte per le singole questioni.
Insieme con le altre forze sociali, lotterà per le risposte che
maggiormente corrispondano alla giusta misura dell'essere
umano». Ha poi rivolto un appello alla lotta per la famiglia, in
cui «è in gioco l'uomo stesso, il quale viene negato nel
momento in cui si nega il suo creatore».
DALLA GMG AL LIBANO. Per segnalare i punti che
gli stanno oggi più a cuore, i «temi fondamentali del nostro
momento storico», Benedetto XVI ha preso le mosse da alcuni
eventi ecclesiali, come la giornata mondiale delle famiglie
svoltasi a Milano lo scorso maggio e i viaggi in America Latina e
Libano, quest'ultimo collegandolo al dialogo interreligioso,
mentre al ricordo della esperienza a Cuba e Messico ha consegnato
il proprio apprezzamento per il ruolo che la
«religiosità» può svolgere nei Paesi dell'America
Latina, anche davanti a «forme di violenza» e problemi
economici.
La religiosità, ha detto, certo non può risolvere questi
problemi, ma può aiutare grazie alla «purificazione dei
cuori».
L'importanza del matrimonio fondato su uomo e donna
Al cuore del discorso, dunque, la difesa della famiglia fondata
sul matrimonio di uomo e donna, dato naturale collegato al
disegno di Dio, negando il quale «scompaiono anche le figure
fondamentali dell'esistenza umana: il padre, la madre, il
figlio; cadono dimensioni essenziali dell'esperienza
dell'essere persona umana».
Benedetto XVI ha ampiamente citato il «trattato
accuratamente documentato e profondamente toccante»del gran
rabbino di Francia, Gilles Bernheim, che nei mesi scorsi ha
presentato un parere negativo sulle unioni gay alle autorità
francesi. A giudizio di Benedetto XVI il gran rabbino «ha
mostrato che l'attentato, al quale oggi ci troviamo esposti,
all'autentica forma della famiglia, costituita da padre madre
e figlio, giunge a una dimensione ancora più
profonda».
DIALOGO INTERRELIGIOSO. Con riferimenti sia al
Libano che all'incontro di Assisi, Benedetto XVI ha quindi
rimarcato come nel dialogo interreligioso il cristiano «ha
la grande fiducia di fondo, la grande certezza di poter
tranquillamente prendere il largo nel vasto mare della verità,
senza dover temere per la sua identità di cristiano».
Ai cristiani in dialogo con le altre fedi, condizione, ha
ribadito, «necessaria per la pace nel mondo>, papa Ratzinger
ha raccomandato di essere «liberi e al tempo stesso sicuri».
Venerdì, 21 Dicembre 2012
(1)
Andrea Rossini 21/dic/2012 | 18:22
Bla bla bla.... il problema di Ratzinger è non rendersi conto che siamo nel XXI secolo. Ed infatti le chiese sono vuote.
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