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Cronaca 

Incendio in garage, 21enne muore asfissiato

Nel Bolognese: attesa l'autopsia, non chiare le cause del rogo.

TRAGEDIA

Un ragazzo, Daniele Schettino di 21 anni, è morto nella notte tra l'11 e il 12 maggio, probabilmente per asfissia, causata dall'incendio del garage della villetta dove abitava con i genitori a Monte San Pietro, nel Bolognese.
Le fiamme sono divampate verso le 2.30 bloccando il giovane nel locale.
A dare l'allarme sono stati i genitori.
Le cause dell'incendio sono accidentali.
NEL GARAGE C'ERANO DUE AUTO. Nel garage della villetta bifamiliare, in via Toscana, erano presenti due automobili, l'Alfa Mito del ragazzo e l'Audi del padre.
La zona più interessata dalle fiamme sarebbe stata proprio la parte anteriore di quest'ultima.
IL PADRE COLTO DA UN MALORE. Il corpo del ragazzo è stato trovato in un altro stanzino del garage, nel quale erano conservati generi alimentari. Dopo il ritrovamento del corpo, il padre è stato colto da un lieve malore e portato in pronto soccorso all'ospedale Maggiore di Bologna.
La salma è stata portata all'obitorio comunale, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
DISPOSTA L'AUTOPSIA. Le indagini sono coordinate dal pm Domenico Ambrosino, che ha disposto l'autopsia per chiarire le cause della morte di Daniele Schettino, affidando l'incarico al medico legale Emanuela Segreto. La procura ha disposto anche consulenze per stabilire come si sia innescato il rogo. L'esame merceologico, quello cioé tenuto ad analizzare le sostanze trovate sul luogo, è stato conferito al dottor Onelio Morselli, che poi ha in programma di confrontare il proprio lavoro con le conclusioni a cui è destinato ad arrivare l'ingegner Giovanni Bargagli Stoffi, che deve invece approfondire le cause dell'incendio. Nella giornata di martedì 14 maggio è previsto un primo sopralluogo.
I GENITORI CREDEVANO FOSSE FUORI CASA. I genitori si sono accorti della presenza del figlio, solo all'arrivo dei vigili del fuoco. Pensavano che non avesse ancora fatto rientro a casa. Il padre aveva cercato di spegnere l'incendio con una manichetta del giardino, mentre la madre chiamava i pompieri.
Non avendo visto l'auto del figlio, avevano pensato che il ragazzo non fosse ancora rincasato: in realtà la macchina era nascosta dietro a quella del capofamiglia e il fumo aveva ulteriormente limitato la visibilità.

Lunedì, 13 Maggio 2013


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