Intercettazioni Crocetta-Espresso: audio fantasma

Borsellino fatta 'fuori come il padre'? I cronisti: «Sentite solo due parole». E se la prendono con il settimanale: «Parlano con il culo nostro». Le intercettazioni.

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19 Febbraio 2016

La nota dell'Espresso sull'intercettazione ''ascoltata e riscontrata''.

La nota dell'Espresso sull'intercettazione "ascoltata e riscontrata".

Un'intercettazione 'fantasma' che stava per far cadere una giunta regionale. Sei parole - «Va fatta fuori come suo padre» - attribuite al medico personale del governatore Rosario Crocetta, Matteo Tutino, e riferite all'ex assessore della Sanità della Regione Sicilia, Lucia Borsellino, hanno allungato ombre sul settimanale autorevole che le ha pubblicate il 16 luglio 2015, L'Espresso. E sono un caso ancora da chiarire (leggi tutte le intercettazioni).
Per quell'articolo firmato da Piero Messina con la collaborazione di Maurizio Zoppi (collaboratore anche di Lettera43.it), la procura di Palermo guidata da Francesco Lo Voi ha indagato i due giornalisti per calunnia e diffusione di notizia falsa.
A ottobre il procuratore ha chiesto per loro il giudizio immediato, ma il gip del tribunale ha rigettato la richiesta credendo che non ci fossero le prove necessarie e che la vicenda meritasse il dibattimento. Ora si va verso il rinvio a giudizio. E dalle intercettazioni dei due cronisti indagati per l'articolo e dalle note dei carabinieri che conducono le indagini emerge un quadro molto più complesso. Che accende i riflettori sulle scelte della redazione e il rapporto con le fonti dei cronisti.
«HO SENTITO SOLO DUE PAROLE». Quando gli investigatori chiedono a Messina se ha mai ascoltato la presunta intercettazione tra Tutino e Crocetta, il cronista risponde: «Non posso affermare di avere sentito quella frase ma posso raccontare l'episodio in cui ho sentito due parole precisamente: 'Fatta fuori'. Mi trovavo in un bar di Piazza Politeama insieme al Capitano Cosentino e parlavamo delle vicende connesse alle indagini su Villa Sofia. Nel corso di tale conversazione, mentre stavamo quasi per salutarci, dal telefonino o da un registratore del Capitano ebbi modo di ascoltare le parole 'fatta fuori'».
«MINCHIA, DICONO DELL'AUDIO». Successivamente il giornalista avrebbe chiamato il colonnello per avere conferme che si parlasse della Borsellino e avrebbe contattato le sue fonti in procura. Eppure quando scoppia il caso la direzione dell'Espresso dice che i due hanno sentito l'audio di un'intercettazione: «Ascoltata e riscontrata», scrive il settimanale. E Zoppi al telefono con Messina commenta: «Minchia dicono che noi sentiamo l'audio». «Gli ho detto di smussarla molto questa cosa (…) ho detto di dire che si tratta semplicemente di uno stralcio e che mai ci saremmo basati su quello per scrivere la notizia di uno stralcio molto confuso», risponde Messina. E ancora Zoppi: «Questi vogliono uscirsene belli puliti col culo nostro».
«NON POTETE ABBANDONARMI». Ma Messina chiama anche il colonnello dei Nas Cosentino e lo accusa di averlo abbandonato: «Tu sei stato molto preciso. Poi possiamo parlarne all'infinito. Io tutelo le fonti ma non mi potete abbandonare così e dare in pasto a questi qua». Cosentino che coordinava le indagini su Tutino, secondo gli atti delle indagini, ricorda come il medico di Crocetta si augurava che la Borsellino venisse fatta fuori, ma che si riferiva all'incarico ricoperto e non dal punto di vista fisico. E a Messina risponde: «Io ti ho detto che non lo ricordavo e ribadisco che ti avevo raccomandato di parlarne con Trifirò (Giovanni, capitano dei Nas, ndr). Peraltro se dobbiamo essere precisi mi avevi detto anche che mi avresti fatto leggere l'articolo prima di mandarlo ed anche in questo caso ti invitai a farlo con chi gestisce la comunicazione adesso».

 

Ecco tutte le intercettazioni

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