Iraq, l'Isis ditrugge il più antico monastero cristiano

Lo Stato islamico rade al suolo con i bulldozzer il sito di Sant'Elijah, fondato nel 590 dopo Cristo. Foto.

20 Gennaio 2016

Un altro scempio, a cui ormai lo Stato islamico ci ha abituato. L'Isis ha raso al suolo il monastero di St. Elijah, a Mosul, costruito 1.400 anni fa. Era il più antico monastero cristiano in Iraq. Dopo Ninive, Hatra, Nimrud e Palmira, gli uomini del Califfo hanno distrutto per sempre un altro lascito del passato (guarda le foto).
L'agenzia Associated Press, che ha dato in esclusiva la notizia, riferisce di avere potuto accertare la distruzione del monastero attraverso fotografie satellitari commissionate alla società DigitalGlobe.
Il monastero di Sant'Elijah, fondato nel 590 dopo Cristo, era situato su una collina che sovrasta Mosul. L'edificio era già in gran parte senza tetto, ma erano ancora visibili 25 stanze e una cappella.
LE MURA POLVERIZZATE COI BULDOZZER. Secondo esperti che hanno visionato le immagini, le antiche mura di pietra «sono state letteralmente polverizzate» con l'uso di bulldozer e forse di esplosivi, probabilmente tra l'agosto e il settembre 2014. Sant'Elijah era già stato teatro di tragedie e atti di vandalismo, anche ad opera di militari americani durante l'occupazione dell'Iraq.
Nel 1743, centocinquanta monaci erano stati massacrati da un generale persiano perché avevano rifiutato di convertirsi all'Islam. I soldati della 101ma Divisione aviotrasportata Usa, invece, avevano ricoperto le pareti di disegni e vi avevano inciso l'aquila che è il loro simbolo.

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