Isis in Libia, «rischio di barconi con terroristi verso l'Italia»

Allarme dei media britannici e dell'ambasciatore dell'Egitto a Londra.

18 Febbraio 2015

Miliziani dell'Isis.

(© GettyImages) Miliziani dell'Isis.

Cresce l'allarme su una possibile diffusione della minaccia dell'Isis. Secondo indiscrezioni del Daily Telegraph, alcuni piani segreti dell’Isis contro il Sud dell’Europa sono contenuti in un documento di cui il think tank antiterrorismo britannico Quilliam è entrato in possesso. I jihadisti sarebbero pronti a utilizzare la Libia per portare «il caos nel Sud dell'Europa». «Stando a uno dei principali reclutatori dello Stato islamico in Libia», ha riportato il quotidiano britannico, «l’Isis vuole infiltrarsi sui barconi di immigrati nel Mediterraneo e attaccare le «compagnie marittime e le navi dei Crociati».
Il rischio che «barconi pieni di terroristi» arrivino sulle coste italiane è stato rilanciato a poche ore di distanza dall'ambasciatore d'Egitto a Londra, Nasser Kamel il quale ha sottolineato la necessità di agire il più in fretta possibile per fermare l'avanzata dell'Isis in Libia. «Sirte è a soli 300 chilometri dall'Italia», ha aggiunto Kamel.
GLI 007 ESCLUDONO EVIDENZE. Esponenti di intelligence e forze dell'ordine interpellati dalle agenzie di stampa, pur confermando come in linea teorica sia possibile che un terrorista utilizzi le traversate dalla Libia per spostarsi in Europa, hanno per ora escluso evidenze che ciò sia finora avvenuto.
«Se un terrorista volesse colpire in Europa», si ragiona, «perché dovrebbe spostarsi su barconi fatiscenti col rischio di affondare e comunque affrontare poi i controlli delle autorità presenti sui mezzi di soccorso?».
Quella dei terroristi infiltrati sui barconi è comunque un'ipotesi di scuola da tempo all'attenzione di intelligence e forze di polizia. Tra le migliaia di persone sbarcate in Italia in molti provengono da aree di conflitto come Siria, Iraq, Somalia. E, fra tanti in fuga da guerre, persecuzioni e povertà, potrebbe esserci anche qualcuno indottrinato alla jihad, che arriva con intenzioni ostili verso l'Occidente. Finora, però, non esiste alcun riscontro di terroristi entrati in Italia a bordo di barconi.
Fonti di sicurezza fanno piuttosto notare come gli ultimi attentati avvenuti in Europa, da Parigi a Copenaghen, siano stati portati a termine da cittadini con passaporto europeo, non da immigrati.
ALLERTA LANCIATA ANCHE DAL DIRETTORE DEL COPASIR STUCCHI. L'avanzata dell'Isis in Libia e l'escalation di sbarchi degli ultimi giorni pone tuttavia nuovi interrogativi. E il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, il 17 febbrio aveva parlato di «rischio concreto» che «possibili terroristi, anche non coordinati tra loro, si nascondano sui barconi in partenza». «Certo», aveva aggiunto, «fino ad ora, vista la situazione delicata, ogni soggetto che arriva viene controllato in modo approfondito. Mi chiedo però, con molta preoccupazione, come si possano garantire controlli adeguati nel caso di arrivi in massa, magari 10 mila in un giorno».

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