Jacovella: «Subsonica-Morricone? Nessun plagio»

Il perito musicale Jacovella sull'intro di The Hateful Eight: «Solo un incontro fortuito». Lo stesso frammento «è presente anche in Vesti la Giubba di Ruggero Leoncavallo, datato 1892».

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10 Febbraio 2016

Ennio Morricone.

(© Getty Images) Ennio Morricone.

«Quando il Subsonica con il post su Facebook incontra il Morricone con la querela...». La celebre frase che anima lo scontro tra Ramón e Joe in Per un pugno di dollari, riadattata per l'occasione, sembra perfetta per introdurre la querelle tra il gruppo rock e il mitico compositore italiano, in lizza per l'Oscar con la colonna sonora di The Hateful Eight, l'ultimo film di Quentin Tarantino.
Un brano in particolare (l'overture, per l'appunto) è al centro del duello, che dai social network sembra destinato a trasferirsi nelle aule di tribunale.
Il Maestro Morricone, attraverso il suo avvocato Giorgio Assumma, ha infatti deciso di rispondere a questo post, pubblicato su Facebook l'8 febbraio dai Subsonica.

 

 

Lo stesso giorno, sul profilo ufficiale di Max Casacci (chitarrista, produttore e fondatore dei Subsonica), ne era apparso un altro, del medesimo tenore.

 

 

QUERELA ANNUNCIATA. L'avvocato Assumma ha annunciato querela: «Il brano composto dal Maestro Ennio Morricone, inserito nella colonna musicale del film The Hateful Eight, premiata con il Golden Globe ed in corsa per l'Oscar, non ha nulla a che vedere con la canzone Tutti i miei sbagli interpretata dai Subsonica. Non v'è tra le due composizioni alcuna identità o somiglianza o colleganza ispirativa. Peraltro quattro note non costituiscono neppure un'unità creativa idonea a ricevere una seppur minima considerazione artistica e legale. Al fine di tutelare la propria onorabilità e originalità creativa Ennio Morricone, che non ha mai subito nella sua lunga carriera censure di plagio, mi ha dato incarico di intraprendere con urgenza le azioni legali più appropriate».
L'ESPERTO JACOVELLA A L43. Per tentare di capire meglio l'intera faccenda, Lettera43.it ha chiesto lumi a Luca Ruggero Jacovella, pianista e perito musicale, che dal 2000 si occupa di effettuare perizie di parte e d'ufficio per dirimere casi di possibile plagio in musica.

 

  • Luca Ruggero Jacovella.

 

DOMANDA. Come valuta l'azione legale annunciata dall'avvocato di Ennio Morricone?
RISPOSTA. La trovo esagerata, e sinceramente non credo sia un’idea del Maestro Morricone. Gli avvocati fanno il loro lavoro, a volte devono anche incutere un po' di timore.
D. Crede quindi che la lite non arriverà in tribunale?
R. Non credo che verrà dato seguito a nulla. Sarebbe peraltro in contraddizione con una vecchia affermazione del Maestro stesso, quando disse che troppi inutili casi di presunti plagi affollano le aule dei tribunali.
D. Le affermazioni dei Subsonica sono qualificabili come diffamatorie?
R.
Io posso esprimermi solo come esperto di musica: non mi sembrano affatto diffamatorie.
D. Perché?
R. Affermare con un certo orgoglio che le prime note di una musica scritta da un mito della composizione da film sono le stesse di una propria canzone, non è diffamatorio, ma un riscontro tecnico oggettivo che desta curiosità e perciò impellenza a comunicarlo. Del resto, sul punto, ho notato anche un'altra cosa.
D. Quale?
R. Lo stesso frammento melodico è presente anche in Vesti la Giubba, brano dell’opera Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, datata 1892. Ed è del tutto naturale.
D. Quali sono le caratteristiche del plagio musicale?
R. L’unico modo per procedere è quello dell’analisi caso per caso. In generale, il plagio non sussiste per via di una semplice sovrapponibilità di alcune note della melodia, ma è dato da ciò che un ascoltatore medio potrebbe riscontrare come evidente identità tra due enunciati musicali costituenti una parte rilevante o preponderante dei brani in questione.
D. Ad esempio?
R. Una melodia, articolata in senso compiuto (e non assolutamente parziale) come intera sezione di un’opera (una strofa, un ritornello), che sotto diversi parametri presenti un medesimo profilo in due brani di autori diversi, potrebbe rappresentare un plagio.
D. Ci sono sentenze che lo affermano?
R.
Una sentenza del tribunale di Roma del 1997 recita: «Il plagio può ritenersi sussistente nel caso in cui vi sia una pedissequa ripetizione dell’opera dell’ingegno altrui». Perciò, quando si riscontrano invece autonomie espressive e sforzi creativi di diversa natura, non si può parlare di plagio.
D. Ci sono specifiche norme di legge che regolano la questione?
R.
Le norme sono la legge sul diritto d’autore e il codice civile. Non esistono norme specifiche, data l’assoluta impossibilità a definire esattamente ciò che la creatività umana può generare, nelle sue infinite - qualcuno dice che siano finite - possibilità.
D. Qual è l'orientamento della giurisprudenza italiana in materia?
R. In Italia c’è l’abitudine, che personalmente non condivido, a difendersi dalle accuse di plagio mettendo in discussione l’originalità delle musiche della parte avversa, cercando cioè antecedenti nella storia della musica.
D. Con quali risultati?
R. Puntualmente si trova un frammento melodico identico in qualche opera di Bach, o di Beethoven, o addirittura di epoca medievale, e così l’autore che vede, anche realisticamente, la propria canzone ripresa in maniera più o meno pedissequa da un altro autore, non ha più possibilità di tutela. Ritengo ciò costituisca un vero problema per la giustizia e per gli autori, e auspico perciò una più profonda riflessione sul concetto di originalità in una prospettiva storica, tra approccio diacronico e approccio sincronico. C'è poi un altro problema.
D. Quale?
R. Le competenze dei periti stessi. Ogni genere musicale richiede diverse metodologie di analisi. Si verificano invece, relativamente a liti in ambito di popular music, perizie scritte da maestri competenti solo in musica cosiddetta classica. Gli esiti sono quando surreali e quando del tutto errati, ma questi influiscono sul corso della giustizia.
D. Ricorda casi simili alla querelle Subsonica-Morricone, nell'arco della sua esperienza di perito e consulente?
R. Questo non mi pare un vero e proprio 'caso', però le vicende sono spesso simili. Nella fattispecie, suscita clamore mediatico l’aver nominato un grande Maestro, che Tarantino ha già accostato ai giganti del passato. Ma nessuno, in astratto, è immune dall’ispirazione proveniente dall’immenso patrimonio dei suoni vaganti e assimilati nel corso della nostra formazione culturale, e perciò dagli incontri fortuiti. Anzi, un tempo citare e ispirarsi ad altri autori era la prassi artistica consolidata.

 

Twitter @davidegangale

 

Post scriptum: giovedì 11 febbraio il Maestro Morricone è tornato sull'episodio in un colloquio con l'agenzia di stampa Adnkronos: «Non querelo nessuno, se loro non insistono». E sulla pagina Facebook dei Subsonica è apparso un altro post.

 

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