Kibernetiq, il primo magazine per il cyber jihad

Messaggi criptati. App consigliate e da evitare. Arriva Kibernetiq, un magazine per formare i mujaheddin digitali. E i suoi editori avvisano: «Non siamo l'Isis».

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17 Gennaio 2016

La cover di Kybernetiq, magazine per i cyber jihadisti.

La cover di Kybernetiq, magazine per i cyber jihadisti.

Restate vigili, gli 'infedeli' vi controllano. È il messaggio contenuto in quello che viene ritenuto il primo magazine dell’Isis dedicato alla guerra cibernetica contro l’Occidente, pubblicato a dicembre e diffuso il 5 gennaio. Si tratta, almeno secondo quanto emerso finora, di un’ulteriore pubblicazione degli estremisti islamici, realizzata per istruire e informare i lettori su come attrezzarsi nella difesa da sistemi di controllo di conversazioni e scambio file presenti sul web e social network.
IN GUERRA COL PROGRESSO. Il magazine si chiama Kybernetiq ed è dedicato agli aspiranti jihadisti che vogliono operare nel mondo del web e dei software in una guerra «contro il progresso tecnologico e scientifico del mondo occidentale».
La copertina è una foto che mostra due mani, in una c’è una chiave usb e nell’altra un proiettile. Il debutto della distribuzione è stato online, in lingua tedesca. L’editoriale di apertura specifica che è una rivista dedicata ai mujaheddin, mentre sul profilo Twitter del giornale, campeggia la scritta «We are not Isis».
Su alcuni profili del social network, dedicati alla cyber intelligence, è potenzialmente possibile anche scaricare il file della rivista, 15 pagine di testo e foto. L’intera pubblicazione è inoltre disponibile su un noto sito di archivio online, dove solitamente sono messi a disposizione gratuitamente libri o testi.
CONSIGLI SULLA CRITTOGRAFIA. I lettori di Kibernetiq vengono informati sulle modalità per lo scambio di informazioni alternative a Gmail, Hotmail o Yahoo. Secondo quanto rinvenibile online, all’interno del magazine sono presenti articoli dal titolo eloquente: 'I metadati possono uccidere', 'Mettere al sicuro i dati dai servizi segreti' e 'Alternative a WhatsApp e Telegram'.
Nella rivista viene spiegata l’importanza dell’utilizzo della criptatura dei messaggi per proteggere le comunicazioni, utilizzando una crittografia efficace, come quella end-to-end, sistema finito nel mirino di tutte le intelligence in particolare dopo gli attentati di Parigi, che permette di proteggere da intrusioni i messaggi scambiati tra mittente e destinatario.
Sullo stesso fronte esiste, per esempio, TextSecure/Signal, applicazione gratuita e open source che permette di criptare messaggi sia vocali che scritti, nonché sms e mms. In un contesto che, secondo gli hacktivisti di Anonymous del gruppo GhostSec, vede almeno 300 chat room di jihadisti attive su Telegram.

Da Tor a Tails, come navigare anonimamente

Una schermata di Tor, un browser per navigare in anonimo nel deep web.

Una schermata di Tor, un browser per navigare in anonimo nel deep web.

Alcuni estratti della rivista sono stati tradotti dal sito Site intelligence group, specializzato nel monitoraggio della minaccia estremistica islamica in Rete. Riferiscono come la rivista inviti i jihadisti all’utilizzo di software per navigare anonimamente, come Tor o Tails.
«DIFENDIAMO LA PRIVACY». Un altro consiglio che arriva da Kybernetiq è quello di non usare software ormai associati alla jihad o che abbiano già la fama di essere riferiti al mondo mujaheddin, come suggerito dall’articolo dal titolo 'Il marchio digitale'. Tra questi si segnala Asrar al dardashah o Asrar al mujahideen.
La finalità di Kybernetiq, che sul suo profilo Twitter sostiene di essere per la privacy e l’autoprotezione, e non per lo Stato islamico, sarebbe però la formazione dei futuri soldati del Cyber Califfato. Principale firma della rivista è iMujahid che afferma come sia importante che «fratelli e sorelle apprendano in maniera appropriata l’uso di software e hardware».
UNA STORIA DI FANTASCIENZA PER MUSULMANI. Nell’ultimo capitolo della rivista, si parla addirittura della prima novella islamica di fantascienza, in cui sarebbe contenuto un messaggio all’unità e una riflessione per i musulmani, sotto forma di prologo a firma di un fantomatico dottor Yuito Abdillah Deisuke, comandante del terzo cyborg reggimento e direttore della ricerca di un altrettanto fantomatico emirato islamico il cui nome è la traslitterazione tedesca Schām, ovvero la Grande Siria.
Kybernetiq resta quindi un’incognita. Alcuni analisti di cyber intelligence, tra cui i tedeschi di Die Welt e gli specialisti di Site intelligence group, lo hanno esaminato e ne hanno dato notizia, attribuendolo agli estremisti islamici, sviscerando i particolari informatici pubblicati. Restano però alcuni dubbi sugli autori, sulla finalità della pubblicazione e su alcuni messaggi non facilmente interpretabili. Per ora quindi non resta che attendere un eventuale numero 2 del magazine.

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