L'ombra dell'Isis si allunga sulla Sicilia

L'isola è strategica. Per la centralità nel Mediterraneo. E per le basi militari Usa. Così può finire nel mirino dei terroristi islamici. Che fanno affari con la mafia.

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24 Dicembre 2015

Un aereo atterra alla base militare Usa di Sigonella, in Sicilia.

(© Getty) Un aereo atterra alla base militare Usa di Sigonella, in Sicilia.

La Sicilia è l'avamposto dell'Occidente nella lotta al terrorismo.
Ma proprio a causa della sua centralità nel Mediterraneo rischia di essere colpita dall'Isis e da altri gruppi jihadisti.  
Lo sostiene l'Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies (Itstime), il centro di ricerca sui temi della sicurezza e del terrorismo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Dopo gli attentati di Parigi, sono state rafforzate le misure di sicurezza in tutta Europa, compresa l'Italia.
In Sicilia sono stati intensificati i controlli su strade, porti e aeroporti, monumenti e centri sportivi.
SEI BASI IN SICILIA. L'isola è importante perché ospita sei basi militari: Sigonella, Augusta, Niscemi, Trapani, Pantelleria e Lampedusa. «Sigonella è il secondo aeroporto militare più trafficato in Europa e la base per il decollo di droni americani Global Hawks e Nato», spiega Marco Maiolino di Itstime citato da Meridionews.it. «La posizione della Sicilia nel Mediterraneo è la migliore in termini di rapidità di dispiegamento. Per gli americani è la finestra prediletta su Africa e Medio Oriente».
Secondo i ricercatori, dopo che la Francia si è appellata alla mutual assistance tra Paesi alleati «è plausibile che queste basi vengano usate dagli americani, o messe a disposizione delle forze francesi e della coalizione anti-Isis per operare in Siria e Iraq, se richiesto».
POSSIBILI OBIETTIVI MILITARI E CIVILI. Ma le stesse basi militari siciliane (tra cui il sistema di comunicazioni Muos di Niscemi) potrebbero diventare obiettivi dei terroristi.
L'ipotesi «non è assurda, senz'altro si tratta di luoghi che potenzialmente potrebbero interessare l'Isis», afferma il coordinatore del centro Marco Lombardi. «Tuttavia per il momento i fatti dicono che le azioni dei terroristi sono indirizzati verso altri luoghi» di tipo civile, come teatri e ristoranti.
Tra i siti archeologici ritenuti obiettivi sensibili c’è la Valle dei Templi di Agrigento, che potrebbe finire nel mirino dell'Isis come l'antica Palmira in Siria.
Non a caso il prefetto Nicola Diomede ha disposto controlli su tutti i turisti con un metal detector.

Radicalizzati in contatto coi foreign fighter sul web

Combattenti dell'Isis.

(© GettyImages) Combattenti dell'Isis.

I pericoli non arrivano solo dai terroristi, ma anche dai cosiddetti «radicalizzati» sul territorio che sostengono l'ideologia jihadista fornendo supporto di natura non militare.
Ne è esempio la ricercatrice universitaria libica fermata all'università di Palermo per istigazione a commettere reati di terrorismo.
Secondo l'accusa, la donna era in contatto con diversi foreign fighter e faceva propaganda per al Qaeda sul web.
Altri quattro somali sono stati arrestati il 23 dicembre dalla polizia a Catania. Sono accusati di aver fornito a connazionali falsi titoli di viaggio per stranieri irregolari che permettevano loro di raggiungere i Paesi del Nord Europa, in particolare Scandinavia e Germania.
COSA NOSTRA COME DETERRENTE? Infine bisogna tener presente i possibili legami tra criminalità organizzata italiana e terrorismo. Il vicepresidente della commissione nazionale Antimafia Claudio Fava ha affermato che la Sicilia potrebbe essere fuori dal rischio di infiltrazioni terroristiche proprio grazie alla presenza della mafia.
Una tesi ribadita dal Daily Beast, secondo cui la mafia farebbe profitti lasciando attraversare il nostro Paese ai terroristi, nascosti anche tra i migranti non registrati. Basta che poi non restino in Italia, perché le organizzazioni criminali vogliono mantenere il monopolio sul territorio.
«MAFIA E TERRORISMO PARTNER COMMERCIALI». Lombardi sottolinea i «possibili rapporti commerciali tra criminalità organizzata e terrorismo. L'Isis ha bisogno di un flusso continuo di denaro per esistere ed è per questo che è attivo nel traffico di armi, droga ed esseri umani».
«In tal senso», conclude, «più che come deterrente, bisogna ragionare sulla mafia come eventuale partner commerciale del terrorismo».

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