Leosini, se la tivù dei carnefici fa discutere

Luca Varani, l'uomo che ordinò di sfregiare Lucia Annibali, ospite di Storie Maledette. Polemica sulla Leosini. Il prof Simonelli a L43: «Smettiamola di scandalizzarci».

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04 Febbraio 2016

Franca Leosini, conduttrice di Storie Maledette.

(© Ansa) Franca Leosini, conduttrice di Storie Maledette.

Nel bene o nel male purché se ne parli, verrebbe da dire citando Oscar Wilde.
Di Franca Leosini, ultima star della tivù generalista e icona di riferimento per una nutrita pattuglia di fan social-addicted, erano state finora tessute le lodi dopo la promozione in prima serata del suo Storie maledette.
Fatta eccezione per alcune voci fuori dal coro come il critico Aldo Grasso, giudizi positivi sulla giornalista erano stati spesi da più parti.
A incrinare l'unanimità di consensi è spuntata, però, la polemica attorno alla presenza di Luca Varani come protagonista del terzo appuntamento della nuova stagione.
CONDANNA A 20 ANNI. L'avvocato pesarese, condannato a 20 anni in Appello con l'accusa di aver ordinato l'aggressione che ha sfregiato il volto di Lucia Annibali, è stato intervistato dalla Leosini nel corso della puntata in onda il 4 febbraio.
Una scelta che ha fatto discutere più di altre volte, malgrado la stessa giornalista abbia in passato interpellato diversi autori di crimini efferati.
LA VITTIMA È ANCORA VIVA. Giorgio Simonelli, docente di Storia della televisione e di Giornalismo televisivo nonché opinionista a TvTalk, spiega a Lettera43.it: «È normale che sia così quando la vittima di una violenza rimane in vita e porta in giro ogni giorno la testimonianza di ciò che ha subito».

Varani era rimasto in silenzio fino a ora: e il processo è in corso

L'ex fidanzato di Lucia Annibali, Luca Varani, all'arrivo al tribunale di Pesaro.

(© Ansa) L'ex fidanzato di Lucia Annibali, Luca Varani, all'arrivo al tribunale di Pesaro.

Rispetto ad altri casi di cronaca, tuttavia, occorre fare dei distinguo.
Varani, finora, non aveva mai parlato (non lo ha fatto in aula) e resta pur sempre un imputato in attesa del giudizio definitivo, quello della Cassazione.
Anche per questo, la procura della Repubblica di Pesaro, che ha condotto l'inchiesta sul caso, vuole capire chi abbia autorizzato il lungo faccia a faccia nel carcere di Teramo.
INFLUENZA SUL GIUDIZIO. Secondo il procuratore Manfredi Palumbo, infatti, è grave che «si raccolgano in tivù le sue dichiarazioni, che potrebbero avere, anzi avranno sicuramente valenza processuale».
E ancora: «La tivù di Stato offre le sue telecamere a un imputato che ha più volte tentato di inquinare le prove».
IL CARCERE SI DIFENDE. Per il direttore del carcere di Castrogno, Stefano Liberatore, si tratta però di «una polemica priva di fondamento. Varani è stato autorizzato dal dipartimento: è stato condannato in Appello, quindi se vuole rilasciare dichiarazioni può farlo. Noi ci siamo limitati a veicolare la richiesta».

Da Avetrana a Erika e Omar, quanti criminali sui palcoscenici tivù

Michele Misseri nell'aula del tribunale.

(© Ansa) Michele Misseri nell'aula del tribunale.

Un eccesso di esposizione mediatica che non è andato giù a molti, quello concesso all'aguzzino di Lucia Annibali.
Tanto che i deputati del Partito democratico Vinicio Peluffo e Michele Anzaldi, assieme alla vice presidente del gruppo dem alla Camera Alessia Morani, si sono spinti a chiedere la sospensione della messa in onda dell'intervista.
Intervista che è stata, invece, regolarmente trasmessa da RaiTre, con la vittima dello sfregio che, dalle colonne del Corriere della Sera, ha confessato di non aver voluto assistervi.
Eppure non è certo la prima volta che i protagonisti della cronaca salgono alla ribalta dei palcoscenici televisivi.
Se i personaggi di Storie maledette oscillano tra mezze verità e professioni d'innocenza, da anni la tivù si nutre dei racconti degli attori di vicende criminali.
DONATO BILANCIA DA BONOLIS. Lo spartiacque va individuato nelle confessioni choc di Donato Bilancia ai microfoni di Paolo Bonolis in un tranquillo pomeriggio domenicale del 2004.
Il faccia a faccia che vide protagonista il serial killer condannato a 13 ergastoli per 17 omicidi commessi tra il 1997 e il 1998 fu forse il primo a spaccare l'opinione pubblica, causando in molti un moto di sdegno per l'opportunità di dar voce a un personaggio come Bilancia.
OMAR FAVARO OSPITE A MATRIX. Dopo di lui, tra plastici e perizie improvvisate, non si può non ricordare la drammatica ricostruzione di Omar Favaro, che dallo studio di Matrix descrisse nel dettaglio l'uccisione di Susy Cassini e del piccolo Gianluca De Nardo, compiuta assieme alla fidanzata Erika nel febbraio 2001.
Lo stesso palcoscenico che ha visto protagonista Michele Misseri qualche anno più tardi per l'ennesima puntata del delitto di Avetrana.

Eppure gli ascolti non sono troppo elevati

Lucia Annibali.

(© Imagoeconomica) Lucia Annibali.

A far da comun denominatore a testimonianze così forti, inaspettatamente, ascolti non troppo elevati.
Quasi a dire che il reale interesse dell'opinione pubblica sia sovrastimato rispetto al tam tam di polemiche che precede e talvolta accompagna la messa in onda.
Se Bonolis si fermò a uno share del 23,71%, uscendo sconfitto con la sua Domenica In dal confronto con Buona domenica (28,27%), l'intervista esclusiva a Omar Favaro totalizzò 1 milione 367 mila telespettatori totali e uno share del 15,51%.
LEOSINI È PIÙ SOCIAL. Anche la stessa Leosini, paradossalmente, sembra esser premiata più dal grande pubblico dei social network che non da quello degli habituée televisvi.
L’intervista esclusiva a Rudy Guede su RaiTre ha battuto sia RaiDue con Virus sia La7 con Piazzapulita, 1 milione 459 mila spettatori e 5,3% di share contro rispettivamente 774 mila (3,4%) e 770 mila (3,6%).
Ma si è dovuta inchinare di fronte ai 7 milioni 958 mila telespettatori e al 28% di share di Don Matteo (RaiUno) e ai 4 milioni 165 mila de Il Segreto su Canale5.
CAPACITÀ DI FAR RIFLETTERE. «Non è tanto l'etica degli intervistati a stabilire il valore sociale di una trasmissione», spiega Simonelli a Lettera43.it, «quanto piuttosto la capacità dell'intervistatore di indurre a una riflessione».
Nello specifico, «non si può discutere la professionalità» della Leosini, dice ancora Simonelli, per il quale tuttavia la mancata completezza di giudizio di Varani rappresenta «una piccola macchia» sul curriculum della giornalista.
«BASTA SCANDALIZZARCI». Alti e bassi a parte, per Simonelli la cronaca nera, pr con gli eccessi determinati da anni di programmazioni pomeridiane troppo spesso dedite alla morbosità, non finirà mai per stancare il pubblico televisivo.
«Dovremo però finirla di scandalizzarci ogni qual volta a parlare a siano persone che hanno scontato o stanno scontanto la pena per i loro errori».


Twitter @LorenzoMantell

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