Libia, droni Usa in volo da Sigonella

Via libera dell'Italia dopo mesi di negoziati. Per ora solo operazioni difensive. Ma Obama preme per bombardare.

22 Febbraio 2016

(© Ansa)

Il governo italiano ha dato il permesso a droni armati statunitensi di spiccare il volo dalla base di Sigonella, in Sicilia, per condurre operazioni militari contro l’Isis in Libia e in tutto il Nord Africa.
A rivelarlo un articolo del Wall Street Journal, che parla di «svolta» dopo oltre un anno di negoziazioni. 
Secondo quanto riportato da fonti dell’amministrazione statunitense, il via libera di Roma è arrivato a una condizione: i droni potranno essere utilizzati «solo a scopo di difesa, per proteggere le operazioni delle forze speciali Usa in Libia».
OBAMA IN PRESSING. Secondo il Wsj, tuttavia, l'amministrazione Obama starebbe ancora tentando di persuadere il governo italiano ad autorizzare l'uso dei droni anche in operazioni offensive, come quella condotta lo scorso 19 febbraio contro un campo dell'Isis a Sabratha, nel Nord-ovest della Libia.
DRONI DALL'INGHILTERRA. In quell'occasione sono stati uccisi almeno 30 jihadisti e tra questi, quasi certamente. anche la mente degli attentati al museo del Bardo di Tunisi e del resort della spiaggia di Susa, sempre in Tunisia. In questo caso i droni sono partiti da una base militare in Inghilterra.
Finora - ha scritto ancora il quotidiano - l'Italia si era rifiutata di cedere su questo punto, per paura di accendere una opposizione interna contro la guerra, specialmente nel caso che nel corso delle operazioni dei droni ci possano essere delle vittime civili.
DISTANZA DAI RAID. Ufficialmente, insomma, l'Italia continua a tenersi a debita distanza dai raid americani. A oggi nella base di Sigonella sono presenti velivoli RQ-4B Global Hawk da osservazione e sorveglianza.
Dopo l'attacco al consolato di Bengasi, la Difesa italiana ha concesso anche «un’autorizzazione temporanea allo schieramento di ulteriori assetti americani. Nello specifico si tratta di APR MQ-1 Predator, velivolo da ricognizione che in alcune sue versioni può eventualmente essere armato, alcuni ulteriori velivoli P-3 Orion AIP da pattugliamento marittimo e velivoli cargo C-130 Hercules con il relativo personale di supporto logistico».
LIMITI E VINCOLI PRECISI. Le autorizzazioni però sono state concesse con limiti e vincoli precisi. E cioè che i velivoli armati possano essere utilizzati solo in operazioni di evacuazione di personale non combattente o di salvataggio di ostaggi e previa autorizzazione delle autorità italiane e informando i governi delle nazioni interessate alle operazioni.
Nel 2017 la base siciliana è destinata a ospitare anche i Global Hawke acquistati dai Paesi Nato, ma sempre velivoli non armati.

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