Mafia Capitale, Salvatore Buzzi: il braccio destro di Carminati

Condannato per omicidio, gestiva coop, business nomadi e profughi. Era il «braccio destro imprenditoriale» dell'ex Nar.

03 Dicembre 2014

Salvatore Buzzi (a sinistra) con Massimo Carminati.

(© Ansa) Salvatore Buzzi (a sinistra) con Massimo Carminati.

Massimo Carminati aveva un braccio destro proveniente dall'estrema sinistra. Salvatore Buzzi, 59 anni, arrestato con il presunto capo della 'Mafia Capitale', intercettato dai carabinieri diceva, però, che «la politica è una cosa, gli affari so' affari». E lui, condannato in passato per omicidio, si era inventato prima una cooperativa sociale con ex detenuti e poi aveva creato un piccolo impero nel settore, ha spiegato il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone.
Capace di mettere al tavolo - in senso letterale - esponenti di destra e di sinistra, a lui Carminati aveva chiesto di «mettersi la minigonna e battere» per ingraziarsi la nuova giunta di Ignazio Marino.
BRACCIO IMPRENDITORIALE. Buzzi era il «braccio destro imprenditoriale» del 'nero'. Il gip Flavia Costantini nell'ordinanza d'arresto ha descritto «il suo ruolo apicale indiscusso, la sua posizione di primazia nel settore dell'organizzazione volto alla sfera pubblica, la sua presenza operativa in tutti i numerosissimi reati commessi nel settore».
«L'analisi del suo percorso criminale», ha proseguito il giudice parlando di Buzzi, «consente di cogliere la particolare propensione a delinquere dell'indagato».
DENTRO I CIRCUITI CRIMINALI. Come è scritto nei documenti dell'inchiesta, infatti, l'ex ras delle cooperative «condannato per omicidio e per calunnia», era capace di sfruttare «tutte le aperture dell'ordinamento giudiziario per reinserirsi in circuiti criminali a un livello decisamente più alto e raffinato»: «Fruisce di liberazione anticipata e della liberazione condizionale, benefici palese frutto di una manipolazione verso gli organi che li hanno concessi, evidentemente ingannati circa la volontà di cooperare all'opera di rieducazione, se il risultato sono i fatti, gravissimi, per cui si procede», ha scritto il giudice».
PROPENSIONE A DELINQUERE. Poi, sempre nei documenti dell'inchiesta è stato scritto che la «propensione a delinquere» di Buzzi «si evince dagli investimenti in capitale istituzionale che egli fa con il cambio di maggioranza al comune di Roma iniziando un'attività intesa a introdurre nel suo circuito criminale gli esponenti della nuova amministrazione, espressione della ricerca di una continua espansione in forma allargata del sistema corruttivo».
«Eloquente esempio di tale esasperata ricerca di espansione criminale», ha concluso l'accusa, «è la vicenda relativa al Comune di Morlupo, nella quale egli sta per ottenere l'assegnazione di lavori».

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