Migranti, l'Austria sospende Schenghen

Il governo blocca temporaneamente la libera circolazione. E punta il dito contro l'Ue.

16 Gennaio 2016

Dopo l'annuncio della Svizzera di fare pagare ai richiedenti asilo 9 mila euro, arriva una nuova stretta dall'Austria. Vienna infatti ha deciso di «annullare temporaneamente» le regole di Schengen sulla libera circolazione in Europa.
L'ESEMPIO TEDESCO. Lo ha annunciato il cancelliere Werner Faymann in un'intervista al giornale Österreich, in cui afferma: «Esattamente come fa la Germania abbiamo deciso di aumentare i controlli alle frontiere e di effettuare rimpatri». Chiunque raggiungerà l'Austria «verrà controllato. Chi non ha diritto all'asilo verrà rispedito indietro». Perché «se l'Ue non lo fa, non protegge le frontiere esterne di Schengen, è l'esistenza stessa dell'accordo a decadere».
Un notizia che arriva alla vigilia della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato.
E in questi giorni fioccano i suggerimenti per affrontare il fenomeno della migrazione.
LE POSSIBILI SOLUZIONI. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble ha lanciato l'idea di un'addizionale sulla benzina a livello europeo per coprire i crescenti costi legati ai migranti. ««Dobbiamo mettere in sicurezza i confini dell'area Schengen e non possiamo fallire a causa di fondi limitati», ha dichiarato alla Süddeutsche Zeitung.
«Ho suggerito», ha spiegato, facendo riferimento a quanto detto all'ultimo Eurogruppo, «di fissare una tassa su ogni litro di benzina, se non ci sono fondi sufficienti nei budget nazionali o in quello europeo».
La Svizzera, come accennato, ha seguito la strada già imboccata dalla Danimarca, di imporre ai rifugiati di consegnare fino a 10 mila franchi dei loro beni per pagare le spese di accoglienza.
ALFANO ACCELERA SULL'HOTSPOT DI POZZALLO. Una soluzione che non ha incontrato per niente il favore del ministero degli interni italiano, Angelino Alfano: «Non condivido assolutamente la posizione della Danimarca sulla confisca dei beni ai migranti», ha detto il ministro dell'Interno da Palermo annunciando l'avvio della procedura per aprire immediatamente un hotspot a Pozzallo (Rg).
E mentre gli Stati si interrogano sulle vie da seguire per mettere in campo interventi strutturali, a livello locale si cerca di tamponare le emergenze.
A Milano sono 40 le famiglie che si sono candidate a ospitare in casa per sei mesi un rifugiato, titolare di protezione internazionale, ricevendo dal Comune 350 euro al mese. Lo rivelano i dati dell'assessorato comunale alle Politiche sociali sul bando per la sperimentazione sull'ospitalità aperto il 30 dicembre e chiuso il 15 gennaio.
 

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