Moige, 20 anni di crociate e censure in tivù

Guerra Mediaset per 50 sfumature di grigio. Ultimo attacco di una lunga serie. Tra poche vittorie e molte polemiche.

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25 Gennaio 2016

Una scena tratta dal film 50 sfumature di grigio

Una scena tratta dal film 50 sfumature di grigio

Film, cartoni animati e spot pubblicitari.
Si annidano un po' ovunque i nemici del Moige, la famigerata associazione paladina dei genitori costantemente in ansia per le minacce a cui sarebbe esposta la crescita dei loro figli.
Buon'ultima è stata la volta di 50 sfumature di grigio, l'opera diretta da Sam Taylor-Johnson con protagonisti Jamie Dornan e Dakota Johnson, destinata a sbarcare sul prime time di Canale 5 la sera di lunedì 25 gennaio.
«PROGRAMMAZIONE INADATTA». Una programmazione inaccettabile per il Moige, al punto da chiedere esplicitamente il boicottaggio della pellicola, considerata «inadatta» al pubblico dei minori. «Mandare in onda il film a quell'ora è», per Elisabetta Scala, responsabile dell'Osservatorio media, «una scelta eticamente scorretta di Mediaset, decisamente lesiva per i minori che vengono televisivamente violati da una programmazione tivù non adatta a loro». E ancora: «Questa non è una televisione capace di esprimere rispetto verso le famiglie che credono nel valore sociale e culturale della tivù che utilizza concessioni pubbliche». Quindi, l'affondo definitivo:  «Chiediamo alle aziende inserzioniste di ritirare gli spot da programmi lesivi e irrispettosi dei minori».
ANNI E E ANNI DI CROCIATE. Una crociata che ai più ha fatto sorridere, dato che il film in questione, etichettato dall'associazione come «pornografico», malgrado i record al botteghino, pare ben lontanto dalle atmosfere lascive dell'omonimo romanzo da cui è stato trasposto. Tant'è che in molti si sono chiesti se i contestatori abbiano davvero presso visione della discussa messinscena che ruota attorno a Christian Gey.
C'è poco da stupirsi, tuttavia, se si pensa che le battaglie del Moige hanno fatto registrare un'impennata nell'ultimo decennio, non concedendo tregua a qualsivoglia tentativo di allusione sessale ma non solo.

Dai Simpson a Eyes wide shut, quante segnalazioni

I personaggi del cartone animato South Park

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Bisticci con Mediaset erano sorti già nel 2007, all'epoca dell'ennesima trasmissione, sempre su Canale 5, di Eyes wide shut, opera ultima di Stanley Kubrick, 'colpevole' di scene altamente riprovevoli per il Moige. Solo l'ultimo schermaglia attorno al film che vede protagonisti Tom Cruise e Nicole Kidman,  dato che nel 2002 Rete 4 fu costretta dalle proteste a cambiare il palinsesto, spostando il film nella fascia notturna. L'anno successivo fu la volta di Italia 1, obbligata a posticiparne la messa in onda alle 22, con tanto di premessa di avvertimento. Solo nel 2005 Canale 5 riuscì a  imporre la messa in onda alle 21.15, nonostante le proteste.
SOUTH PARK E GRIFFIN NEL MIRINO. Opera del Moige anche lo spostamento in seconda serata dei cartoni animati South Park e  Griffin. Per non parlare dei Simpson, tacciati anni addietro di contenuti offensivi per i credenti e disorientanti per i bambini.
BANDITO LO SPOT DI ROCCO. Di «modelli diseducativi a altamente negativi» era stata accusata pure la serie televisiva Una mamma per amica,  mentre gli sviluppi di Will e Grace, nei primi Anni 2000 erano stati giudicati inadatti dall'essere divulgati all'ora di cena per gli espliciti riferimenti all'omosessualità. Senza dimenticare la lotta serrata allo spot che vedeva Rocco Siffredi celebrare le virtù delle patatine Amica Chips, conclusa con una sonante vittoria che ha sancito il blocco della pubblicità.
Insomma, dalla fine degli Anni 90 non c'è tregua per gli indefessi genitori del Moige, i cui nobili intenti di proteggere i più piccoli da pedofilia, bullismo e violenze finiscono spesso con lo sfociare in iniziative discutibili
QUASI 15 MILA ISCRITTI. L’associazione, attiva dal 1997 e che conta su quasi 15 mila iscritti, collabora attivamente con polizia di Stato e ministero dell’Istruzione.
Ha all'attivo campagne per la sicurezza online e contro la distinzione tra droghe leggere e pesanti.
Ma a far discutere è quasi sempre l'Osservatorio media, il cui compito è sostanzialmente quello di monitorare la programmazione televisiva durante la famigerata fascia protetta.
«NON SIAMO NOI A CENSURARE, È LA TIVÙ». A Lettera43.it, tuttavia, Elisabetta Scala respinge le accuse di censura.
«Non scherziamo», si difende, «noi chiediamo semplicemente lo spostamento di progrmami inadatti ai più piccoli in una fascia oraria che consenta di tutelarli».
Il gruppo di volontari che prende visione delle segnalazioni, spiega, «si avvale dell'ausilio di numerose famiglie».
E aggiunge: «A censurare non siamo noi, ma le tivù, che come in questo caso, pur di mandare in onda 50 sfumature di grigio alle 21 non si sono fatte scrupoli nel ricorrere ai tagli».

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