O.J. Simpson, le cose da sapere

Trovato un coltello occultato per anni da un agente di polizia in pensione. Storia del delitto che tenne gli Stati Uniti incollati alla tivù.

04 Marzo 2016

O. J. Simpson.

(© Getty Images) O. J. Simpson.

Dopo oltre 20 anni di oblio, un'improvvisa possibile svolta per il caso O.J.  Simpson.
Spunta a Los Angeles un coltello, apparentemente trovato nella casa  abitata all'epoca dall'ex giocatore di football americano e consegnato a un agente di polizia in pensione che lo avrebbe custodito per tutto questo tempo.
ARMA MAI TROVATA. Solo di recente - da circa un mese - la polizia di Los Angeles ne sarebbe al corrente e ora il 'dettaglio' è stato reso pubblico, 22 anni dopo l'omicidio di Nicole Brown e Ronald Goldman, entrambi accoltellati, per il quale non è mai stato trovato un colpevole.
L'arma utilizzata per il delitto è rimasta un mistero per anni.
La polizia sta proseguendo con l'indagine del Dna, anche se Simpson non potrebbe essere processato due volte per lo stesso crimine.

1. Il duplice omicidio

Fino al 13 giugno 1994 Simpson era soltanto un famoso ex giocatore di football americano che aveva militato a lungo nei Buffalo Bills, e che poi - una volta ritiratosi - aveva recitato in alcuni film: tra i più famosi un paio di episodi di Una pallottola spuntata.
La notizia del duplice omicidio a Brentwood, un lussuoso quartiere di Los Angeles, di Nicole Brown, ex moglie di Simpson, e Ronald Goldman scosse immediatamente l'opinione pubblica americana. I due figli dormivano al momento del crimine e non fu trovato mai alcun testimone.
Sebbene O.J. Simpson fosse tra i principali indiziati, anche per via di precedenti denunce di violenza domestica da parte della moglie con la quale aveva divorizato nel 1992, all’inizio non fu formalmente accusato per quell’omicidio.

2. I sospetti e la formulazione dell'accusa

Subito dopo aver scoperto l’omicidio, il Dipartimento di polizia di Los Angeles provò  a contattare Simpson: scoprì così che aveva preso un aereo diretto da Los Angeles a Chicago. Dopo essere stato informato della morte della ex moglie, Simpson tornò a Los Angeles nel primo pomeriggio, fu subito ammanettato dalla polizia e portato in questura per essere interrogato: lo rilasciarono poche ore dopo.
Col passare delle ore, in seguito al ritrovamento in giardino di alcune macchie di sangue compatibili con quello di Simpson, i sospetti continuarono ad aumentare: nella notte tra il 16 e il 17 giugno, quando cioè le indagini portarono alla formulazione dell’accusa per duplice omicidio di primo grado, Simpson si trovava a casa di un amico di Al Cowlings, Robert Kardashian, che abitava nella San Fernando Valley, Sud della California.

3. La fuga in diretta tivù

Il 17 giugno 1994, l’emittente televisiva statunitense Nbc interruppe le trasmissioni per trasmettere in diretta - come già stavano facendo Cbs, Abc, Cnn, e tutti i principali canali televisivi americani - l’inseguimento del popolare ex giocatore di football da parte delle macchine della polizia lungo l’autostrada Interstate 405 di Los Angeles.
Una ventina di elicotteri riprese tutto l’inseguimento.
A bordo della Ford Bronco bianca inseguita dalla polizia c’erano O.J. Simpson - sul sedile posteriore, armato di una pistola - e Al Cowlings, suo ex compagno di squadra nei Buffalo Bills, che guidava la macchina. Divenne uno dei casi mediatici più famosi e seguiti della storia della televisione americana. L'inseguimento si concluse davanti alla casa di Simpson a Brentwood, con O.J. che rimase nella macchina per circa un’ora minacciando pure di uccidersi prima della resa.

4. Il processo e l'assoluzione

Il 3 ottobre 1995 il processo si concluse con un vero e proprio colpo di scena, dopo aver catturato milioni di spettatori, dominando le prime pagine dei giornali di tutto il mondo e dividendo l’opinione pubblica americana tra innocentisti e non.
 Dopo 253 giorni di udienze e 126 testimoni, la giuria dichiarò O.J. Simpson non colpevole dell’omicidio.
Per l’ex campione, tuttavia, i guai con la giustizia non si conclusero, e, nel 1997, il processo civile ribaltò il verdetto: Simpson venne  riconosciuto colpevole della morte della ex moglie e di Goldman e condannato a pagare più di 33 milioni di dollari ai familiari.

5. I nuovi guai con la giustizia e l'arresto

Nel 2008 Simpson finì di nuovo guai con la giustizia: venne arrestato con l'accusa di furto con scasso e sequestro di persona e condannato a 33 anni di carcere.
Nel 2018 potrà chiedere la libertà condizionale, a meno che Barack Obama non decida di farlo tornare a casa prima..

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