Pakistan, strage nell'università

Un commando di quattro uomini armati ha fatto irruzione alla Bacha Khan University di Charsaddam, nel Nord-Ovest del Paese. Almeno 30 morti e decine di feriti. Foto.

20 Gennaio 2016

Un commando di quattro uomini ha assalito un'università nel Nord-Ovest del Pakistan, uccidendo almeno 30 persone e ferendone circa 60. La polizia ha riferito che gli uomini armati sono entrati verso le 9:30 (ora locale) nel complesso della Bacha Khan University Charsadda, e verso 12:00 le autorità hanno annunciato la conclusione delle operazioni. Ad attaccare l'università sarebbero stati quattro attentatori vestiti con giubbotti esplosivi, che hanno sfruttato la fitta nebbia per entrare nell'istituto. Non appena scoperti, hanno iniziato a fare fuoco.
Circa 3 mila studenti sono iscritti nell'ateneo e molti di loro erano all'interno del campus. Sul luogo sono subito arrivate le ambulanze e l'esercito. L'università è dedicata al fondatore di un partito regionale laico, l'Awami National Party (Anp), che è originario di Charsadda.
MORTI I QUATTRO ASSALITORI. Ingenti forze di polizia ed unità antiterrorismo pachistane hanno subito circondato la struttura dove i militanti si erano asserragliati, per poi fare irruzione all'interno. Nel corso dell'attacco si sono udite una decina di esplosioni e numerosi scambi di colpi d'arma da fuoco. Fonti ufficiali dell'esercito hanno annunciato che i quattro attentatori sono stati uccisi nel blitz.
DUBBI SULLA RIVENDICAZIONE. Non è chiaro a chi sia attribuibile l'attentato. Il gruppo di talebani pachistani, il Tehrek-e-Taliban Pakistan (Ttp), che risponde al comandante Omar Mansoor, ha rivendicato l'attacco qualche ora dopo la strage. O almeno lo ha fatto una sua fazione. Mansoor avrebbe fatto una telefonata dichiarando che «l'attacco è stato condotto da quattro uomini armati, ed è stato fatto in risposta alla recente offensiva militare contro i talebani». Circa un'ora dopo è arrivata una smentita da parte del portavoce ufficiale del Ttp, Muhammad Khurasani, che «ha fortemente condannato l'attacco», precisando che «tutte le organizzazioni centrali del Ttp e il massimo leader, Maulana Fazlullah, hanno sconfessato l'attacco e lo hanno condannato».
Se entrambe le notizie venissero confermate, potremmo essere di fronte a una divisione all'interno del movimento talebano pachistano.

 

  • Il video delle forze dell'ordine e delle ambulanze fuori dall'università.

 

 

Naseer, uno studente di 23 anni ha dichiarato al Guardian che ha visto gli uomini armati sparare indiscriminatamente a maschi e femmine: «Sparavano direttamente alla testa degli scolari».
ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL FONDATORE. L'università colpita è stata fondata da Khan Abdul Ghaffar Khan, un pacifista e rispettato leader della nonviolenza, conosciuto con il nomignolo di 'Bacha Khan' e morto nel 1988. Nel momento in cui, attorno alle 9:00 locali, i militanti sono entrati nel campus si calcola che circa 600 fra professori e studenti si apprestavano a partecipare ad un recital di poesie dedicato al fondatore nell'anniversario della sua morte.
Il primo ministro pachistano, Nawaz Sharif, attualmente in Svizzera per partecipare al Forum di Davos, ha condannato l'attacco sostenendo che «chi uccide studenti innocenti non ha fede né religione». «Siamo determinati - ha concluso - a spazzare via la minaccia del terrorismo dal nostro Paese».
ALTA CONCENTRAZIONE DI TALEBANI. Le autorità pakistane hanno ucciso e arrestato centinaia di militanti talebani negli ultimi anni, e la lotta al terrorismo si è intensificata dopo il massacro di bambini in una scuola nel dicembre 2014. Anche in quel caso, la zona presa di mira era stato il Nord-Ovest del Paese. L'area, al cui centro c'è la città di Peshawar è uno dei punti con più alta concentrazione di talebani. Proprio a Peshawar il movimento islamista ebbe origine, durante la guerra contro l'Unione Sovietica. Dalla città si arriva al passo Khyber, antica via per l'Afghanistan, dove i milizani tornavano a combattere i russi dopo essere stati addestrati ed educati nelle scuole islamiche di stampo wahabita. Le montagne tra le due nazioni confinanti sono da allora rifugio per i talebani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
prev
next