Cronaca
DIPLOMAZIA
Palestina all'Onu, Londra e Parigi dicono sì
La Gran Bretagna pone delle condizioni. Voto il 29 novembre.
La Gran Bretagna e la Francia hanno detto sì alla concessione dello status di 'Paese osservatore non membro' per la Palestina all'Onu.
Londra ha aperto con condizioni alla risoluzione delle Nazioni Unite: l'Autorità nazionale palestinese (Anp) deve impegnarsi a riprendere subito, senza condizioni, i negoziati di pace con Israele; in secondo luogo non deve chiedere processi di Tel Aviv per crimini di guerra.
Parigi invece, attraverso il ministro degli Esteri Laurent Fabius, ha fatto sapere di voler votare a favore del riconoscimento di uno Stato palestinese, ricordando la «posizione costante» francese fin dal discorso del 1982 dell'allora presidente, François Mitterrand.
ANCHE MADRID VERSO L'OK. La decisione transalpina amplifica la prospettiva di una nuova spaccatura fra i Paesi Ue su un importante dossier di politica estera. Inoltre, secondo El Pais online, anche la Spagna sarebbe pronta a dare il suo via libera a riguardo.
SVOLTA BRITANNICA. La svolta britannica ha fatto seguito a colloqui del ministro degli Esteri William Hague con il capo dell'Anp Abu Mazen, il quale ha chiesto a Londra di appoggiare la sua richiesta all'Onu invocando la speciale responsabilità della Gran Bretagna come ex potenza coloniale nei confronti della Palestina.
Finora il Foreign Office aveva sempre opposto resistenza alla risoluzione citando le obiezioni di Stati Uniti e Israele e il timore di danni a lungo termine nelle prospettive di negoziato.
VOTO IL 29 NOVEMBRE. È previsto che la richiesta dell'Anp venga messa ai voti giovedì 29 novembre all'Assemblea generale dell'Onu.
Stati Uniti e Israele hanno prospettato pesanti rappresaglie in caso di approvazione della risoluzione.
Martedì, 27 Novembre 2012
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