Piano Obama contro le armi, ma per l'industria è boom

Stretta presidenziale per decreto. Ma nel 2015 le vendite sono cresciute del 10%. E dalla sua elezione la produzione è aumentata del 140%. Una famiglia su tre, negli Stati Uniti, possiede almeno una pistola.

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05 Gennaio 2016

Il presidente Usa Barack Obama piange annunciando la stretta per decreto sulle armi.

(© Ansa) Il presidente Usa Barack Obama piange annunciando la stretta per decreto sulle armi.

Per Barack Obama le armi che circolano negli Stati Uniti «sono troppe». E ha perfettamente ragione.
A dargliela non sono le lacrime con cui ha presentato il suo piano per il gun control, scavalcando un Congresso ostile, «tenuto in ostaggio dalle lobby», come ha detto il presidente americano. Ma i numeri.
L'industria a stelle e strisce che produce pistole & affini, nel 2015, ha battuto un nuovo record. Acquisti e permessi sono cresciuti del 10% e i background checks del Fbi, utilizzati come indicatore delle vendite, hanno raggiunto quota 23,1 milioni. Nel solo mese di dicembre i controlli federali sono stati più di tre milioni: mai così tanti dalla loro introduzione, nel 1998.

 

 


VOLANO I TITOLI DELLE CASE PRODUTTRICI. Mentre il presidente si commuoveva e snocciolava i punti del suo piano, in Borsa i titoli delle case produttrici continuavano a volare, come stanno facendo già da qualche giorno. Smith & Wesson, per fare un esempio, è salita ai massimi storici, annunciando una revisione al rialzo dei ricavi previsti per il trimestre che si chiuderà a gennaio 2016. La società stima guadagni per 180 milioni di dollari, il 16% in più rispetto ai calcoli fatti a dicembre. Mentre Sturm Ruger, il maggiore produttore di armi americano, ha guadagnato nella stessa giornata il 7,28%. Il fatto è che l'annuncio di restrizioni sulla vendita delle armi provoca nel breve periodo un aumento delle vendite al dettaglio, perché i consumatori vogliono procurarsi quei 'prodotti' che un giorno ritengono potrebbero non essere più disponibili.
CRESCITA RECORD DOPO SAN BERNARDINO. Dopo la strage di San Bernardino, compiuta con armi acquistate legalmente, e in previsione della stretta annunciata dal presidente, la corsa degli americani all'acquisto di armi da fuoco ha puntualmente conosciuto un'accelerazione significativa.
Anche i controlli effettuati dal Fbi sono saliti: +38% nel mese di dicembre 2015, +56% in quello di novembre. L'ultimo Black Friday è stato il giorno in cui sono state vendute più armi nella storia americana, con 185 mila controlli eseguiti dalle autorità.
OTTO ARMI NELLE FAMIGLIE CHE LE POSSIEDONO. I dati disponibili mostrano però che il numero di famiglie che possiedono armi è stabile.
Ciò significa che ad acquistarle è chi le possiede già, ma decide di incrementare il proprio arsenale. In media, una famiglia americana che oggi è proprietaria di armi ne detiene otto, il doppio rispetto al 1994. E da quando Barack Obama è diventato presidente degli Stati Uniti la produzione è cresciuta del 140%, arrivando a 10,8 milioni di unità. Nell'anno precedente alla sua elezione, cioè nel 2008, in tutto erano state prodotte 4,5 milioni di armi da fuoco.
«L'AMERICA NON PUÒ ASPETTARE». Ecco perché, durante il discorso alla Casa Bianca che ha inaugurato l'ultimo anno della sua presidenza, Barack Obama ha attaccato le lobby e spronato il Congresso. «Oggi non siamo qui per reagire a una strage, ma per fare qualcosa per prevenire la prossima», ha detto il presidente. «Le lobby delle armi possono tenere in ostaggio il Congresso, ma non possono tenere in ostaggio l'America. Il Congresso deve agire. Annuncio queste azioni esecutive perché l'America non può aspettare».
REAZIONE IMMEDIATA DELLA NRA. La replica della National rifle association (Nra) non si è fatta attendere: «Non consentiremo che i proprietari di armi rispettosi della legge diventino un capro espiatorio per il fallimento delle politiche del presidente. Gli americani non hanno bisogno di lezioni emotive, che sono completamente prive di fatti», ha sentenziato Chris Cox, capo della potente lobby. Sono proprio i fatti, però, a smentire la sua lettura (guarda le 17 infografiche sulla violenza armata negli Stati Uniti).

 

  • Il presidente Obama piange ricordando le vittime della violenza armata negli Stati Uniti: «Ogni volta che penso a quei bambini, divento matto».

 

Cosa prevede il piano presidenziale sul gun control

Negli Stati Uniti si calcola che una famiglia su tre possieda armi da fuoco. Il numero di quelle complessivamente detenute, legalmente o illegalmente, oscilla nelle stime tra i 270 e i 310 milioni. In questo contesto estremamente difficile e per certi versi già saturo, ecco quali sono i punti principali del piano presidenziale per tentare di limitare la loro diffusione.

 

1. LICENZA PER TUTTI I RIVENDITORI. Tutti i rivenditori dovranno detenere un'apposita licenza per la vendita di armi da fuoco e condurre controlli e accurate verifiche di background sugli acquirenti. Una disposizione che elimina alcune delle eccezioni finora applicate nel caso di vendita online o presso le fiere di settore.

2. LISTE OBBLIGATORIE DEI SOGGETTI NON IDONEI. Ciascuno Stato è tenuto a fornire informazioni sugli individui considerati non idonei a possedere delle armi di fuoco. Nella casistica rientrano le persone affette da malattie mentali e disturbi psicologici, così come quelle con precedenti di violenza domestica.

3. AUMENTANO DEL 50% GLI AGENTI ADDETTI AI CONTROLLI. L'Fbi è tenuta a potenziare il personale che si occupa di effettuare controlli sui possessori di armi. Nello specifico si dispone un aumento del 50% degli agenti addetti a queste mansioni con l'assunzione di oltre 230 nuovi esaminatori nell'anno fiscale 2017.

4. PIÙ FONDI PER LA SALUTE MENTALE. Il piano Obama chiede al Congresso un investimento finanziario di 500 milioni di dollari per migliorare l'accesso all'assistenza medica nell'ambito di salute mentale.

5. RICERCA SULLE 'SMART GUN'. I dipartimenti della Difesa, della Giustizia e della Sicurezza Interna vengono incaricati di studiare le potenzialità tecnologiche delle cosiddette 'smart gun', per incrementare la sicurezza nell'utilizzo delle armi. «Se un bambino non può aprire un flacone di medicinali, non deve essere neanche in grado di azionare il grilletto di una pistola», ha spiegato il presidente Obama.

 

AL CONGRESSO L'ULTIMA PAROLA. Occorre ricordare, però, che i provvedimenti disposti da Barack Obama con la sua executive action, uno strumento legislativo simile al decreto d'urgenza, possono essere annullati nel passaggio al Congresso, dove il Partito repubblicano ha conquistato la maggioranza dei seggi alle elezioni di midterm nel novembre 2014. La partita, quindi, è destinata a continuare. E con ogni probabilità avrà un ruolo non secondario nel corso della campagna elettorale per le presidenziali del 2016.

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