Cronaca
REPUBBLICA CECA
Praga, incubo metanolo
A 26 anni dallo scandalo italiano i liquori adulterati fanno 21 morti in Cechia. 40 ricoveri. 9 vittime in Polonia e Slovacchia.
di Pierluigi Mennitti
Un vecchio spettro che 26 anni fa causò il più grande scandalo
della produzione vinicola italiana sta agitando i sonni dei
consumatori di alcol in Europa centrale. Si tratta del metanolo,
utilizzato illegalmente per la sofisticazione dei prodotti
alcolici, i cui effetti possono causare cecità e, in caso di
assunzione di grandi quantità, la morte.
Questa volta non è il vino ad essere sotto accusa ma i liquori,
e il Paese finito al centro dello scandalo è la Repubblica Ceca
dove, come ha riportato la Zeit, «nella scorsa
settimana sono decedute 21 persone e almeno 40 risultano
ricoverate in ospedale, alcune in gravi condizioni».
STOP ALLE BEVANDE SOPRA I 20 GRADI. Da venerdì
14 settembre, in tutto il Paese è partito un controllo serrato
delle forze dell'ordine in supermercati, magazzini,
ristoranti, bar e locali notturni per accertarsi che venga
rispettato il divieto introdotto di vendere liquori con un grado
alcolico superiore al 20%: tutti i prodotti sospettati sono stati
ritirati dagli scaffali e il danno economico per l'intero
settore si annuncia già gravissimo.
«Si tratta di una misura straordinaria che resterà in vigore
ancora per molte settimane», ha annunciato il ministro della
Sanità ceco Leos Heger e, come accadde anche per i produttori di
vino italiani nel 1986, gli imprenditori del settore temono già
l'onda lunga del danno di immagine.
«È stata anche vietata la pubblicità di liquori nelle radio e
nelle televisioni nazionali», ha proseguito la Zeit,
«i commercianti lamentano un forte calo degli incassi e si stima
che lo stesso governo abbia dovuto già rinunciare a 1 milione di
euro derivante dalle imposte».
Allerta ai confini: nove decessi fra Polonia e Slovacchia
Per il momento però la preoccupazione maggiore riguarda la
salute dei cittadini. L'allarme è scattato anche nei Pesi
confinanti: in Polonia i liquori adulterati al metanolo sono
costati la vita già a 5 persone, mentre in Slovacchia 4 uomini
sono stati ricoverati d'urgenza in ospedale dopo aver bevuto
slivovice (o slivovitz, una grappa alla prugna)
proveniente dalla Repubblica Ceca.
In entrambi gli Stati è scattato il divieto di acquisto di
liquori cechi e dal 18 settembre l'allarme si è esteso anche
alla Germania, dove il ministero degli Esteri ha lanciato
l'appello ai cittadini di astenersi dal consumo di alcolici
made in Czech Republic. Finora, comunque, nessun caso di
intossicazione è stato registrato in Germania.
NESSUN CASO IN GERMANIA: MA È ALLARME. I timori
delle autorità tedesche sono concentrati soprattutto nelle
regioni orientali e meridionali del Paese, dalla Sassonia alla
Baviera, i cui confini con la Repubblica Ceca sono aperti e dove
i traffici frontalieri fra i due Paesi sono intensi e (come da
regolamento di Schengen) privi di controlli.
«Nella regione di Cheb, al confine con la Baviera, la polizia ha
scoperto una fabbrica illegale di imbottigliamento di liquori ad
alta gradazione», ha riportato la Süddeutsche
Zeitung, «sequestrando oltre 100 mila sigilli doganali
contraffatti. Non è chiaro se nella stessa fabbrica i liquori
venissero anche adulterati e poi immessi sul mercato clandestino,
ma l'allarme nei punti di controllo doganali bavaresi è al
massimo livello».
Nel Paese una fitta rete di distillerie clandestine
La contraffazione delle etichette ha reso il problema non più
circoscritto alla sola Repubblica Ceca e ha ulteriormente
complicato le indagini della polizia ceca.
INTENSE PERQUISIZIONI SUL TERRITORIO. «Finora
le indagini della polizia non hanno avuto successo», ha
raccontato ancora la Zeit, «e non è ancora stato
stabilito quali tipi di liquori siano stati adulterati. La rete
di vendita è infiltrata in modo tale da rendere oscuro il
meccanismo che la governa. Gli investigatori hanno intensificato
le perquisizioni in tutto il Paese alla ricerca di fabbriche
clandestine, hanno arrestato 20 persone e sequestrato migliaia di
litri di alcol illegale ma manca ancora una traccia che consenta
di arrivare ai responsabili principali».
CECHI, SECONDI AL MONDO PER CONSUMO DI ALCOL.
Per il piccolo Paese centro-europeo lo scandalo rischia di
assumere effetti devastanti. Nelle statistiche
dell'Organizzazione mondiale della sanità la Repubblica Ceca
si piazza al secondo posto per consumo di alcolici nel mondo,
dopo la Moldavia: ogni anno un cittadino ceco beve mediamente
16,61 litri di alcol, un record assoluto nell'Unione Europea.
La bevanda preferita è la birra, un vero e proprio orgoglio
nazionale esportato in tutto il mondo, ma anche la produzione di
alcolici più pesanti costituisce un contributo importante al
prodotto interno lordo del Paese.
AI BEVITORI LOCALI NON RESTA CHE LA BIRRA.
«Almeno la birra si è tenuta fuori dal cono d'ombra dello
scandalo», ha concluso la Zeit, «e in questi giorni,
turisti e locali sparpagliati per le strade di Praga si consolano
consumando litri della bevanda tradizionale nazionale».
Mercoledì, 19 Settembre 2012
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03/04/2013 Il presidente della Commissione vola a Praga per la firma dell'Esm.

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