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Cronaca 

MOBILITAZIONE

Pussy Riot, dilagano cortei solidali nel mondo

Sostegno globale per le rocker. Ue e Usa: «Sentenza eccessiva»

Il mondo si schiera con il trio rock delle Pussy Riot, condannate il 17 agosto a due anni di carcere per aver interpretato il 21 febbraio 2012 una preghiera anti-Putin nella Cattedrale di Mosca.
Scendono in piazza in centinaia in tutto il globo, da New York a Parigi. Razze e culture diverse unite per un solo obiettivo: chiedere la liberazione della band russa.
Nel frattempo nel pomeriggio del 17 agosto, a seguito della sentenza si è assistito a un vero e proprio empasse diplomatico.
USA E UE: «VERDETTO SPROPORZIONATO». L'Ue e gli Usa hanno preso le distanze dalla condanna emessa dalla giustizia russa, ritenendo il «verdetto sproporzionato».
In prima fila Angela Merkel che ha considerato la decisione di Mosca addirittura contro i valori europei.
La giornata è stata caratterizzata, sin dalla prima mattina, da cortei per le Pussy Riot, ormai simbolo dell'opposizione russa nel mondo.
CORTEI IN 30 CITTÀ IN TUTTO IL MONDO. Le manifestazioni si sono svolte, oltre che a Mosca, in almeno 30 città internazionali.
A New York si è organizzata una marcia di protesta verso il consolato russo, mentre in un hotel di Manhattan, diversi volti noti, tra i quali l'attrice Chloé Sevigny, hanno partecipato a reading di solidarietà per la band. Anche Yoko Ono ha inviato una lettera aperta di sostegno.
A Parigi, in 500 hanno invaso la piazza Igor Stravinsky al grido 'Siamo tutti Pussy Riot'. A Londra, davanti al Royal Court Theatre, è stata recitata una piece dal titolo 'Pussy Riot, il verdetto finale'.
Cortei anche a Barcellona, Madrid, Bruxelles, Sofia, Budapest e Milano.
Le Femen, il gruppo femminista ucraino hanno animato le strade di Kiev, dove armate di motosega e, come da tradizione a seno nudo, hanno tagliato una croce eretta in memoria delle vittime dello stalinismo.
SOSTEGNO DA ICONE DELLA MUSICA. Senza dimenticare che, nelle settimane che hanno preceduto la sentenza, le Pussy Riot hanno avuto apertamente l'appoggio di icone della musica, da Sting a Bjork, da Vasco Rossi a Paul McCartney.
Su tutti, la star Madonna, nel suo concerto del 7 agosto allo stadio di Mosca, dove ha creato un polverone per aver difeso davanti a 80mila spettatori le rocker.
E in ultimo, sostegno anche dalla cantante Peaches che ha pubblicato sul web un video in cui si chiede il linciaggio dello «stregone» Putin.
Ma, ormai dalla musica si è passato alla politica. Il caso delle tre ragazze ha oltrepassato i confini della manifestazione di strada, fino a scomodare i grandi potenti.
Ue, Usa, Gran Bretagna e Francia hanno giudicato «eccessiva» la condanna. Un passo decisivo, che ha visto la Russia ancora più isolato dall'Europa.

Venerdì, 17 Agosto 2012


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