Cronaca
LA POLEMICA
Pussy Riot, Washington condanna la sentenza
Ashton, ministro Esteri Ue: Mosca rispetti gli obblighi internazionali.
La condanna a due anni di carcere senza condizionale per le tre Pussy Riot, Nadezhda Tolokonnikova (22 anni), Maria Alekhina (24) e Yekaterina Samutsevich (30), colpevoli d'aver praticato teppismo motivato da odio religioso per aver cantanto un brano contro Vladimir Putin in una chiesa ortodossa, ha scosso non poco l'opinione pubblica.
Un duro commento è arrivato da Washington (attraverso l'ambasciata a Mosca): «La sentenza sembra sproporzionata rispetto alle azioni».
LA UE NON CI STA. Per Catherine Ashton, responsabile per la politica estera europea «è sproporzionata» e ha posto «seri dubbi sul rispetto degli obblighi internazionali della Russia di processi corretti, trasparenti e independenti». Una sentenza «contraria agli obblighi internazionali della Russia per il rispetto della libertà di espressione». Si è quindi detta «profondamente delusa».
Nella polemica è intervenuta anche la Chiesa ortodossa russa che ha chiesto «clemenza». Senza mettere in dubbio la legittimità della decisione della giustizia «chiediamo alle autorità dello Stato di dar prova di clemenza verso le condannate, nella speranza che rinuncino a ripetere questo genere di sacrilegio».
Venerdì, 17 Agosto 2012

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