Radio Islam, blacklist di ebrei sul sito di Ahmed Rami

In homepage compare un elenco di «ebrei influenti in Italia». La procura di Roma indaga. Il fondatore è un ex militare di origine marocchina, già condannato in Svezia.

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17 Dicembre 2015

Ahmed Rami, fondatore di Radio Islam.

Ahmed Rami, fondatore di Radio Islam.

Una lista degli «ebrei influenti in Italia», che comprende imprenditori, intellettuali, giornalisti.
Una lista su cui la procura di Roma vuole vederci chiaro.
Piazzale Clodio ha aperto un fascicolo sul sito Radio Islam per minaccia e diffamazione con l'aggravante dell'odio razziale, al momento contro ignoti. Gli accertamenti sono stati delegati alla Polizia postale e non è escluso che il sito possa essere oscurato.
ACCUSATI DI «MONOPOLIO EBRAICO NEI MASS MEDIA». Tra i nomi citati nell'elenco compaiono quelli dei giornalisti Roberto Saviano, Paolo Mieli, Enrico Mentana, Gad Lerner, Clemente Mimum, Maurizio Molinari e Fiamma Nirenstein, recentemente indicata come ambasciatore designato di Israele in Italia. Tutti accusati di «monopolio ebraico nei mass media». Citati anche i nomi degli imprenditori Carlo De Benedetti, John Elkan e Franco Bernabè, tutti con la dicitura 'ebreo' scritto in rosso vicino al nome. Presenti anche i nomi di attori come lo scomparso Arnoldo Foà, Alessandro Haber, Claudio Amendola, i registi Roberto Faenza e Alessandro D'Alatri. Sul caso è intervenuto Gianluca Peciola, esponente di Sel, che ha espresso «piena solidarietà alla comunità ebraica», chiedendo «alle autorità competenti di provvedere all’oscuramento del sito».
CHI È IL CREATORE DEL SITO. Un dettaglio in più, che è possibile aggiungere semplicemente scorrendo fino in fondo la homepage del sito Radio Islam, riguarda l'identità del suo creatore.
Si tratta di Ahmed Rami, ex militare e politico marocchino, che oggi vive a Stoccolma. Noto per aver partecipato a un fallito tentativo di colpo di Stato in Marocco nel 1972 e per aver negato pubblicamente l'Olocausto.
Rami è fuggito in Svezia, dove ha ottenuto asilo politico nel 1973.

 

  • Screenshot dal sito di Radio Islam.

 

CONDANNATO PER INCITAMENTO ALL'ODIO RAZZIALE. Radio Islam, prima di essere un sito web, era un programma radiofonico che Rami stesso trasmetteva attraverso una stazione ad accesso pubblico svedese. Ha iniziato nel 1987, ma nel 1989 è stato accusato di incitamento all'odio razziale. L'accusa si basava proprio sui contenuti contro gli ebrei veicolati attraverso Radio Islam, ma anche su alcuni passaggi del suo libro Vad är Israele? (Che cos'è Israele?). Rami è stato quindi condannato a sei mesi di carcere nel 1990 e Radio Islam è stata bloccata per un anno.
Poi ha ricominciato a trasmettere, ma è stata nuovamente bloccata tra il 1993 e il 1995. Nel 1996 è tornata ancora una volta, e in quello stesso anno Rami ha fondato anche il sito web di Radio Islam.
FNSI: «LISTA RAZZISTA E INTOLLERABILE». La Federazione nazionale della stampa ha definito la lista pubblicata dal sito Radio Islam «un'iniziativa squallida, razzista e intollerabile», che offende «in primo luogo i musulmani che hanno scelto la strada del dialogo e del rispetto». Il sindacato dei giornalisti Usigrai ha parlato invece di «un gesto vergognoso», augurandosi «che arrivi subito la più netta condanna di tutto il mondo politico, culturale e religioso».

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