Regeni, indagini sulla morte: ombre sulla polizia egiziana

Nuovo esame sul corpo del giovane ricercatore, rimpatriato sabato 6 febbraio. «Arrestati due sospetti al Cairo».

05 Febbraio 2016

(© Ansa)

Il corpo di Giulio Regeni, trovato barbaramente ucciso in un fosso del Cairo, è atteso in Italia per sabato 6 febbraio.
Subito dopo l'arrivo, sarà sottoposto a una nuova autopsia.
A quasi 48 ore dalla macabra scoperta, dunque, non è stata ancora fatta luce sulle reali circostanze che hanno condotto alla morte del ricercatore italiano, sul cui cadavere sono state rinvenute bruciature di sigaretta, ferite da coltello e contusioni.
Sulla base delle prime ricostruzioni sembra prevalere la versione della procura: il giovane friulano è stato vittima di torture che, tra varie atrocità, gli hanno inflitto «una morte lenta».
DUE ARRESTI AL CAIRO. Una fonte della sicurezza al Cairo ha rivelato che «sono state arrestate due persone sospettate dell'omicidio» dello studente italiano. La fonte ha escluso «che l'omicidio abbia riferimenti terroristici o politici» e ha sostenuto che «si tratterebbe di un atto criminale».
OMBRE SULL'EGITTO. Non è chiaro se Regeni sia finito nelle mani di sequestratori criminali o, come più di un elemento lascia pensare, di apparati dello Stato egiziano.
Al Cairo è atteso il team di investigatori italiani che accompagnerà le autorità egiziane nelle indagini sulla morte del ragazzo.
INVESTIGATORI AL CAIRO. Gli uomini dello Sco della polizia, del Ros dei carabinieri e dell’Interpol hanno avuto una serie di contatti con i funzionari e i diplomatici italiani già presenti nella capitale egiziana, per avere un quadro della situazione il più aggiornato possibile e capire come si stanno muovendo le autorità egiziane.
ALFANO: «AL SISI COLLABORERÀ». Una volta in Egitto, gli investigatori chiederanno di vedere il corpo di Regeni e di poter accedere ai primi risultati dell’autopsia. Cercheranno inoltre di capire cosa ha fatto e dove è stato Regeni nei giorni precedenti la scomparsa, con chi ha avuto contatti, chi ha incontrato. «Noi abbiamo un solo obiettivo: la verità», ha dichiarato il ministro dell'Interno Angelino Alfano. «Stanno partendo squadre di investigatori italiani per collaborare con la polizia egiziana e sono convinto che al Sisi non si sottrarrà alla collaborazione e che i buoni rapporti con l'Egitto siano un fluidificante per aiutare nella ricerca della verità».

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