Restauro Pompei, Renzi: «Possiamo dire basta alle opere incompiute»

Il premier inaugura sei domus: «Prima il sito faceva notizia solo per i crolli». Foto.

24 Dicembre 2015

Da un'incompiuta giunta alla sua realizzazione - la variante di Valico dell'A1 - all'inaugurazione del restauro di sei domus a Pompei (guarda la gallery). È un Natale di nastri tagliati per il premier Matteo Renzi.
«Il Paese è nelle condizioni di dire basta alle opere incompiute», ha dichiarato il premier dal sito archeologico. Aggiungendo: «L'Italia se smette di piangersi addosso può tornare a essere leader, forte, faro, quello che il mondo si aspetta che sia». Nel 2017, il 24 agosto, giorno dell'anniversario dell'eruzione, ha promesso Renzi, «dovrà finire la stagione del ritardo e del recupero dei tempi perduti. Dovrà altresì iniziare la fase due, che proseguirà gli scavi».
«L'ITALIA NON SI ARRENDE AL DECLINO». E ancora: «Indipendentemente dalle idee politiche e dalle opinioni, è bello che gli italiani possano sapere che l'Italia non si è fermata, è in marcia, non si è arresa al proprio declino».
Soddisfazione espressa pure su Twitter: «Emozione senza fine. Faceva notizie per i crolli, adesso per i restauri».
 


I restauri rientrano nel piano Grande progetto Pompei: la Fullonica di Stephanus, la Casa del Criptoportico, la Casa di Paquius Proculus, la Casa del Sacerdos Amandus, la Casa di Fabius Amandio e la Casa dell'Efebo possono essere visitate dai turisti a partire dalle 13. 
Il premier ha evitato le domande sull'attualità politica: «Oggi parliamo di restauri», ha tagliato corto.
CALDORO SI CONGRATULA. «Bene Matteo Renzi a Pompei», ha commentato sempre su Twitter l'ex governatore campano Stefano Caldoro, ora capo dell'opposizione di centrodestra al Consiglio regionale. «Valorizza e dà seguito a Grande progetto. Pensato voluto e realizzato da me, Raffaele Fitto, Fabrizio Barca e Hahn».
 

 

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