Roma, Varani ucciso «per vedere l'effetto che fa»

Il movente choc di uno degli assassini del giovane, ammazzato dopo un party di alcol e coca.

07 Marzo 2016

Luca Varani

(© Ansa) Luca Varani

Massacrato «per vedere l'effetto che fa».
È questa l'atroce verità dietro l'omicidio di Luca Varani, 23 anni, ucciso al termine di un festino a base di alcol e cocaina al quale era stato invitato dai suoi carnefici, l'amico Marco Prato, universitario con piccoli precedenti per droga,  e Manuel Foffo, 29enne studente di Giurisprudenza e figlio di ristoratori.
COLTELLATE E MARTELLATE. A confessare il movente dell'omcidio, portato a termine a coltellate e martellate, proprio quest'ultimo, dopo che Prato si era rifugiato in un albergo nella zona di piazza Bologna, dove ha tentando il suicidio ingerendo barbiturici.
Il ragazzo, salvato grazie a una lavanda gastrica,ora è a Regina Coeli.
SEVIZIE E TORTURE. Foffo ha raccontato di avere seviziato e torturato la vittima, che è poi stata finita con coltellate e colpi di martello. Il delitto si è consumato  lo scorso 4 marzo, ma il corpo è stato trovato dai carabinieri soltanto la sera seguente, in un'abitazione al decimo piano di un palazzo in via Igino Giordani, nel quartiere Collatino, periferia Est di Roma.
FERITE SUL CORPO NUDO. La vittima, di origine slava, ma adottato quando aveva cinque anni da una facoltosa famiglia romana, era nudo in camera da letto con numerose ferite sul corpo.
L'allarme è scattato quando Foffo, preso dal rimorso, ha raccontato tutto al padre che ha contattato il 112.

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