Romoloz, il pianista senzatetto della stazione di Napoli

Ogni mattina incanta i passanti suonando. E qualcuno gli ha già offerto dei lavoretti. La storia del clochard che è diventato una stella.

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07 Marzo 2016

Romoloz, il pianista senzatetto della stazione di Napoli.

Romoloz, il pianista senzatetto della stazione di Napoli.

Una platea di almeno mille chilometri quadrati.
Un'acustica perfetta, aiutata dal vento che trasporta le note in ogni angolo di questa porzione di cento storico.
E decine e decine di spettatori che cambiano a ogni ora, come se si fosse al centro di una festa mobile.
COMPLIMENTI E SELFIE. Sorride Romoloz mentre suona il notturno di Chopin o Strada facendo di Baglioni.
Ghigna sul volto asciutto e scavato, perché nel marasma della stazione di Napoli chiunque si ferma ad ascoltarlo: lo fa incurante di essere in ritardo o di dover fare ancora il biglietto.
E allora scattano i complimenti, le richieste, persino qualche selfie.
Romoloz, chiaramente, è un nome d'arte.
Il cognome è superfluo, non è funzionale al business.
GIÀ INVITATO ALLE FESTE. Perché neppure si è finito di ascoltare i suoi virtuosismi che un improvvisato impresario - qui tutto è scandito dal caso - fornisce il cellulare per sposalizi, comunioni e feste di compleanno. «E portiamo noi gli strumenti!».
Romolo-Romoloz è semplicemente il più famoso dei pianisti clochard che affollano la stazione di Napoli, da quando Grandi Stazioni ha installato un piano al centro della Centrale.
Per qualcuno - i pendolari, gli agenti della vigilanza, chi ha deciso di viverci in questa stazione - è già una stella.

Ha 61 anni, è divorziato e non sa leggere la musica

L'ingresso della stazione centrale di Napoli.

L'ingresso della stazione centrale di Napoli.

Come a Parigi, New York o Sydney, anche Napoli ha scoperto gli street pianos.
E come a Parigi, New York o Sydney si sono creati dei micro cosmi, storie e umanità varie, dove gli ultimi finiscono per avere piccole rivincite.
Per esempio Davide, il giovane che non può permettersi il conservatorio ma qui continua studiare.
Come gli immigrati russi o rumeni che la notte sfidano il freddo e la malinconia con vino e lunghe sonate.
E come Romoloz.
Di lui si sa poco. Ma già fioccano le leggende metropolitane.
SI PRESENTA ALLE 10.30. Faccia scarnificata, labbra sottili, cappello di pile per nascondere i capelli arruffati, si presenta oggi mattina intorno alle 10.30 munito soltanto di una borsa di tela a tracolla.
La usa come cuscino, perché la postura è un problema che colpito anche il divino Michelangeli.
Timido, 61 anni, racconta che vive a San Giovanni, prima periferia a Est di Napoli, ma che «è della Ferrovia», un tempo il cuore commerciale della città.
VIVE CON L'ACCOMPAGNAMENTO. È divorziato, campa con l'accompagnamento - ha problemi di vista - e soprattutto non sa leggere la musica.

Un ragazzo gli ha canticchiato Stairway to heaven e lui l'ha suonata

Il pianoforte a disposizione di tutti sta avendo un grande successo a Napoli.

Il pianoforte a disposizione di tutti sta avendo un grande successo a Napoli.

Un ragazzo racconta, ma chissà se è vero, che gli ha canticchiato Stairway to heaven e lui gliel'ha suonata.
L'interessato nega, ma a sua discolpa spiega: «Conosco gli accordi, avevo anche iniziato a studiare la musica, poi c'è stata la crisi. Ma se avete una festa o un battesimo, posso venire a suonare quello che volete. Ho anche il pianoforte elettrico».
STAZIONE PIENA DI GUAI. Quel che è vero è che suona divinamente nel caos di una stazione, dove gli esercenti si lamentano «perché in meno di un anno hanno chiuso la posta, il presidio medico, l'autoambulanza e la banca».
Dove le sale d'aspetto sono diventate vip room e non ci sono neppure i carrelli.
In tanta desolazione è obbligatorio fare festa con Romoloz.
Che accetta consigli, non elude mai le richieste e sogna di fare il parcheggiatore e suonare nei ristoranti.
UNA STRANA ALCHIMIA. Intanto ogni mattina dalle 10.30 si crea una strana alchimia nel salone centrale della stazione: Romoloz si siede al piano, due anziani raccolgono le richieste, altri quattro ondeggiano come per ballare e tutt'intorno 40 o 50 viaggiatori si fermano ad ascoltare delle note che li accompagneranno per tutto il viaggio.


Twitter @FrrrrrPacifico

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