Salah arrestato, cosa cambia nella lotta al terrorismo

Catturato Salah, la Primula rossa del Bataclan. L'analista Dottori a Lettera43: «Credo che parlerà, può svelare dettagli importantissimi sul Califfato in Europa».

di

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18 Marzo 2016

Germano Dottori, docente di Studi strategici all'Università Luiss Guido Carli, non ha dubbi: «È un'ottima giornata per la lotta al terrorismo».
La cattura a Molenbeek di Salah Abdeslam, Primula rossa del Batalclan, dopo quattro mesi di latitanza, «ormai era nell'aria: il covo di Forest era ancora 'caldo'».
L'elemento più importante, a giudizio dell'esperto, è il fatto che Salah sia stato catturato vivo. Perché si tratta di «un soggetto che, se opportunamente interrogato, potrebbe rivelare dettagli importantissimi sull'organizzazione di Isis in Europa».

 

  • Germano Dottori (foto Ansa).

 

DOMANDA. Salah Abdeslam è stato finalmente catturato: una svolta nella lotta al terrorismo?
RISPOSTA.
Assolutamente sì. Dopo il blitz nel quartiere di Forest, il suo arresto era nell'aria. Il covo era ancora 'caldo'. Ma c'è un elemento ancora più importante.
D. Quale?
R.
Il fatto che sia stato catturato vivo.
D. Perché?
R.
Perché Salah è un soggetto che, se opportunamente interrogato, potrebbe rivelare dettagli importantissimi sull'organizzazione di Isis in Europa.
D. Cosa potrebbe raccontare?
R.
Questo al momento non è possibile stabilirlo. Ma io credo che Salah parlerà.
D. L'arresto è arrivato dopo quattro mesi dalle stragi di Parigi. Davvero può essere considerato un successo?
R.
È un'ottima giornata per la lotta al terrorismo. Finalmente possiamo smetterla di criticare la polizia belga. Dopo quattro mesi ce l'hanno fatta, questo è l'importante. E lo hanno preso vivo.
D. Chi avrà adesso il compito di far parlare Salah?
R.
È probabile che la Francia chieda l'estradizione, ed è verosimile che il Belgio la concederà (il presidente Hollande ha annunciato che Parigi chiederà l'estradizione di Salah nella serata di venerdì 18 marzo, dopo che questa intervista era già stata pubblicata, ndr). Magari prevedendo forme di collaborazione con le autorità di Bruxelles. Il reato principale è stato commesso a Parigi, ma Salah è autore di atti criminali anche in Belgio ed è lì che si è reso latitante.
D. Come potrebbe essere interrogato?
R.
Occorre ricordare che in Francia è in vigore lo stato d'emergenza. Ciò significa che, se Salah verrà estradato, nel suo caso potranno essere applicate anche tecniche piuttosto brusche.
D. Cosa sappiamo finora sull'organizzazione di Isis in Europa?
R.
Sappiamo pochissimo. Il fatto che Salah sia rimasto latitante per quattro mesi significa però che ha potuto contare su molti fiancheggiatori. Su una vasta rete di soggetti che, ad esempio, aveva nelle proprie disponibilità più di un immobile da trasformare in covo.
D. Qual è il grado di autonomia dei jihadisti europei dal Califfato di Raqqa?
R. I legami degli attentatori che hanno colpito a Parigi con la 'casa madre' in Siria e in Iraq sono l'aspetto più importante da verificare. Occore capire in che misura si siano mossi da soli e in che misura abbiano invece ricevuto direttive da mettere in pratica. Dalle parole di Salah potrebbe emergere la logistica dell'Isis nel nostro continente.
D. Molto si è scritto anche a proposito della personalità di Salah, che non si è fatto saltare in aria dopo gli attentati...
R.
Sì. Eppure è rimasto all'interno dell'organizzazione terroristica, che lo ha protetto e aiutato nella latitanza. Il mancato suicidio, a quanto pare, è stato tollerato. Anche questo è un risvolto interessante della vicenda, destinato a chiarirsi nei prossimi giorni.

 

Twitter @davidegangale

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venus 18/mar/2016 | 20 :42

Preso!!
Affiderei l 'interrogatorio a Foffo e Prato

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