Cronaca
LA TRAGEDIA
Si getta dal balcone coi figli
Brescia, i tre si sono sfracellati sulle auto. L'uomo era disoccupato. A Novara un uomo accoltella il figlio.
Un uomo si è gettato dalla finestra assieme ai suoi due bambini, Samuele (quattro anni) e Manuela (14 mesi).
I tre sono finiti sulle auto parcheggiate nel giardino interno dell'abitazione. (Guarda la photogallery).
Il 41enne è morto sul colpo, i due piccoli all'ospedale.
L'UOMO ERA DEPRESSO. La tragedia è avvenuta nella mattinata del 21 maggio in via Cremona, a Brescia.
Ancora da chiarire le motivazioni del gesto.
Marco Turrini era un pubblicitario che aveva perso il lavoro, ma in casa entrava ancora lo stipendio della moglie, e i problemi economici non erano tali da giustificare una tale reazione.
Più verosimile la pista che riporta ai problemi di salute di Turrini, che da tempo soffriva di depressione.
LA TESTIMONIANZA DELLA MOGLIE. La prima ricostruzione degli inquirenti si fonda sulla testimonianza della consorte, ricoverata in stato di choc all'ospedale. È stata proprio lei a riferire dei disturbi depressivi di cui soffriva da tempo il marito.
Nei piani del pubblicitario anche lei sarebbe dovuta morire buttata giù dalla finestra, ma è riuscita a salvarsi.
Nel suo passato non risulterebbero altri gesti violenti o autolesionistici.
E anche per questo la gente è accorsa al civico 49 incredula, nonostante la pioggia battente.
«Sembrava una famiglia normale»: è questa la frase che tanti dei residenti nella via continuano a ripetere.
«Cosa c'entravano i bambini?», ha continuato a ripetere Maurizio Turini, cugino del padre omicida-suicida.
IL PADRE DI TURRINI SI ERA SUICIDATO NEL 2011. Ed è stato lui a raccontare che il padre di Marco si era tolto la vita impiccandosi circa un anno fa, forse segnandolo in modo indelebile.
«Sono sconvolto, da non credere», ha detto tremando, «so che Marco non aveva un lavoro regolare, ma so anche per certo che non aveva grandi problemi economici».
Ed è questa la stessa impressione che la famiglia Turrini aveva dato a tutto il vicinato: «Erano persone felicissime. Li conoscevo da quattro, cinque anni. Ho visto nascere e crescere i bambini», ha raccontato Elisabetta, una vicina di casa.
«Questa mattina ho sentito le urla e sono scesa a vedere cose fosse successo», ha aggiunto.
«URLA DISUMANE». Lo stesso che ha deciso di fare un'altra vicina di casa: «Ho sentito le urla disumane della mamma e, in pigiama, sono scesa per vedere cosa stesse accadendo».
È sulle scale che la donna si è imbattuta in una scena terribile: «Ho visto lui che stava trascinando la donna, che quando mi ha visto ha urlato 'chiami il 118'. Si vede che pensava ai suoi bambini».
Non solo. «Ho sentito che continuava a urlare 'i miei bambini, me li hai ammazzati'», ha spiegato ancora la vicina.
Lunedì, 21 Maggio 2012
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Diogenetico 22/mag/2012 | 09:03
versioni
Dal titolo sembra che il poveretto si sia gettato insieme ai figli. Leggendo l'articolo però viene svelata la verità. Perché questa doppia versione?
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