Cronaca
REPRESSIONE
Siria, sangue in tutto il Paese: nove morti
Spari su un autobus nell'Idlib, irruzione ad Hama.
Undici civili uccisi soltanto nella mattinata di mercoledì 25 aprile. Il nuovo tragico bilancio delle morti in Siria mostra ancora una volta che la presenza della missione delle Nazioni Unite non sembra in grado di scoraggiare il ricorso alla violenza.
Secondo quanto hanno riferito gli attivisti dell’Osservatorio dei diritti umani, quattro persone sono state uccise dai proiettili sparati dall’esercito contro un bus a un posto di blocco vicino a Khan Sheikhun, città che si trova nell’area di Idlib, provincia nordoccidentale.
IRRUZIONE DEI MILITARI AD HAMA. Il sangue non si ferma nemmeno nella provincia di Hama. due persone sono state uccise dalle forze del presidente Bashar al Assad. A riferirlo sono stati i Comitati locali di coordinamento dell'opposizione. In città, secondo la stessa fonte, le truppe di Damasco hanno compiuto un'incursione, servendosi anche di blindati e carri armati, nel quartiere di Dahriyeh, eseguendo arresti.
ANCHE A DAMASCO INTERVIENE L'ESERCITO. Due anche i civili sono morti ad Harasta, sobborgo di Damasco e un altro a Douma, nella parte nordorientale della capitale siriana. Un bambino è stato, infine, ucciso nella provincia orientale di Dein Ezzor e un altro civile ha perso la vita a Rasan, nella provincia centrale di Homs. Dal mese di marzo dello scorso anno sono oltre 9.000 le vite stroncate dalla violenza in Siria.
JUPPÉ: PIANO DI ANNAN COMPROMESSO. Intanto il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, ha auspicato che almeno 300 osservatori Onu siano inviati in Siria «entro 15 giorni», giudicando che il piano di pace dell'inviato speciale Kofi Annan sia «fortemente compromesso».
Mercoledì, 25 Aprile 2012
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