Lia Celi

Sollecito, la start up sui funerali come ultima spiaggia

Raffaele lancia BeOnMemories. Un'impresa per le onoranze dei defunti. D'altronde chi gli avrebbe affidato qualcuno vivo?

di

|

09 Febbraio 2016

Raffaele Sollecito alla presentazione della sua start up sui funerali.

(© Ansa) Raffaele Sollecito alla presentazione della sua start up sui funerali.

Il Fatto ipotizza si tratti di un troll, «figura attiva in Rete che è solita attirare l'attenzione in maniera quasi violenta»: a forza di occuparsi di Beppe Grillo, il battagliero quotidiano finisce per vederlo dappertutto, anche nelle sembianze gentili e un po' fanées di Raffaele Sollecito, l'ex fidanzatino di Amanda Knox, co-imputato nell'assassinio di Meredith
Kercher e assolto in via definitiva (va ribadito).
PIATTAFORMA DIGITALE. Dei tre modi che ha oggi un giovane per diventare famoso - essere protagonista di un atroce fatto di cronaca nera, partecipare a un reality, creare una start up - a Sollecito ne restavano due, e fortunamente ha scelto la start up: la sua nuova impresa si chiama BeOnMemories ed è dedicata alle onoranze dei defunti in tutte le declinazioni praticabili attraverso una piattaforma digitale, dalla scelta della bara all'acquisto dei fiori online al ricordo dell'estinto in Rete alla geolocalizzazione del tumulo.
Una gestione «dalla tomba alla tomba», per così dire, visto che qui di culle non si può proprio parlare.
UNA MOSSA MEDIATICA? Il «cattivo gusto» che promana da una situazione che sembrerebbe presa di peso dalla leggendaria serie tivù Six Feet Under (se l'ultimo episodio non fosse del 2005, quando le start up non se le filava nessuno) ha fatto sospettare a quei malfidati del Fatto che l'obiettivo di Sollecito sia solo andare a caccia di spettacolari pesciate mediatiche.
Soprattutto perché BeOnMemories è stata presentata a Sanremo, la città dei fiori, alla vigilia del Festival, dove Raffaele Sollecito ha tratto vantaggio dall'equivoco fra il suo nome di battesimo e il cognome della spigliata conduttrice Virginia: i giornalisti sono corsi pensando di trovare lei e invece hanno trovato lui.
SANREMO, OCCASIONE GIUSTA. A uno sguardo meno superficiale non c'è cornice più appropriata per presentare un'azienda nata per commemorare i defunti sui social media.
È da anni che su Sanremo spira un odore dolciastro da camera ardente, che ha raggiunto punte imbarazzanti nel 2014 con l'ultima edizione firmata Fabio Fazio.
«Where are all the flowers gone?», dove sono finiti tutti i fiori?, si domandava Pete Seeger in quella splendida canzone contro la guerra, e forse anche contro i festival.
I fiori li hanno colti tutti i fiorai di Sanremo per decorare il palco dell'Ariston, che ormai è diventata la Redipuglia dei caduti della canzone italiana.
E i pochi fiori che avanzavano li rastrellerà Raffaele Sollecito per la sua start up.

Un progetto sponsorizzato dalla Regione Puglia con 66 mila euro

Raffaele Sollecito e Amanda Knox.

(© Ansa) Raffaele Sollecito e Amanda Knox.

A dubitare che BeOnMemories sia una trollata, seppur con una sua sinistra genialità, è il fatto che sia stata finanziata e sponsorizzata dalla Regione Puglia con 66 mila euro.
Il governatore Michele Emiliano, che forse ha letto il libro di Sollecito Un passo fuori dalla notte, ci tiene proprio a impedire che il fidanzatino di Perugia ci ricaschi (nel senso che ne scriva un altro).
LUNGHI PREGIUDIZI. Il giovane, che oggi risiede a Bisceglie insieme alla famiglia, saggiamente intende rifarsi una vita occupandosi dei morti. Anzi, come dead-sitter.
Perché i magistrati possono assolvere in via definitiva, ma i pregiudizi hanno tempi anche più lunghi della giustizia italiana, e ben pochi avrebbero ingaggiato Sollecito come baby-sitter, dog-sitter o in genere sitter di creature viventi più piccole e indifese di un grizzly.
Il motto sottinteso della sua start up è: «Fidatevi, con i morti non posso far danni».
IDEA VENUTA IN CELLA. Lui, in verità, della sua iniziativa aveva già parlato ad autunno del 2015, spiegando che l'idea di BeOnMemories gli era nata in carcere a Terni, il che non depone certo a favore dell'atmosfera di quell'istituto di pena.
O forse nella cineteca del carcere c'era La camera verde di Truffaut, la storia di un uomo che dedica la vita a tener vivo il ricordo dei propri cari appendendo le loro immagini in una cappella abbandonata illuminata da candele, e Sollecito ha deciso di trasferire La camera verde sul web.
APPROCCIO ANGLOSASSONE. Ma, senza offesa, si sente che il ragazzo ha frequentato a lungo una persona originaria di un Paese anglosassone, dove si affronta la morte, il cordoglio e i funerali e in maniera molto più aperta e laica, senza superstizioni e scaramanzie: occuparsi dei propri cari estinti e del loro ricordo è un'incombenza come un'altra, nel senso che se si può alleggerire e organizzare meglio, a vantaggio dell'efficienza e del decoro, è meglio per tutti, vivi e morti.
Auguriamogli dunque buona fortuna: se la sua start up decollerà, forse il prossimo anno sarà Raffaele Sollecito a curare l'apparato floreale del Festival 2017.
E ce ne accorgeremo perché sarà molto meno funerario del solito.


Twitter @LiaCeli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
prev
next