Stati Uniti: scontri a Charlotte, afroamericano ucciso a Baltimora

Dichiarato lo stato di emergenza. Morto il manifestante colpito dagli spari. La città del Noth Carolina può diventare una polveriera nazionale, a poche settimane dalle presidenziali.

22 Settembre 2016

Due manifestanti afroamericani davanti al cordone formato dalla polizia di Charlotte schierata.

(© Ansa) Due manifestanti afroamericani davanti al cordone formato dalla polizia di Charlotte schierata.

Charlotte è in preda a tensioni razziali senza precedenti e rischia di diventare una polveriera nazionale, innescando un'ondata di proteste in tutta l'America a poche settimane dal voto per la Casa Bianca. Dopo la seconda notte consecutiva di scontri e devastazioni, il governatore del North Carolina ha dichiarato lo stato di emergenza in città, dando il via libera all'intervento della Guardia Nazionale. Nelle prossime ore non si esclude il coprifuoco, anche perché stavolta ci sono stati degli spari che hanno ucciso un manifestante, che è morto in ospedale dopo ore di agonia in circostanze ancora tutte da chiarire.
Tutto ciò che si sa è che uno o più colpi di arma da fuoco lo avevano raggiunto. Le autorità si sono affrettate a dire che gli agenti non hanno sparato, ma sull'episodio si sta ancora indagando.
LA POLIZIA NON DIFFONDE IL VIDEO DI KEITH SCOTT. La comunità afroamericana non ci sta ad accettare la versione ufficiale dell'uccisione di Keith Scott da parte di un agente. E mentre spunta il video dell'episodio, il rifiuto da parte della polizia di renderlo pubblico non fa che esacerbare gli animi. Dalle immagini, come ha ammesso il capo della polizia, non si capisce se Scott punti davvero una pistola verso i poliziotti, come finora raccontato dalle autorità.
TAWON BOYD UCCISO A CASA SUA. Intanto a Baltimora un altro afroamericano è morto per mano della polizia. È il terzo caso del genere in pochi giorni negli Stati Uniti. L'ultima vittima si chiamava Tawon Boyd, aveva 21 anni ed era disarmato. Cinque agenti, giunti nel suo appartamento dopo una segnalazione, lo hanno affrontato e immobilizzato a terra. Non è chiaro cosa sia successo, fatto sta che dopo alcuni giorni di agonia il ragazzo è morto. I familiari accusano: c'è stato un uso eccessivo e ingiustificato della violenza.
BLACK LIVES MATTER: CAMPAGNA NAZIONALE. Tulsa, Charlotte e Baltimora. Troppi episodi in troppo poco tempo per gli attivisti del movimento Black Lives Matter, che sta lanciando una nuova campagna a livello nazionale. Le proteste si moltiplicano in tutti gli Stati Uniti. Come a New York, dove in solidarietà con i manifestanti di Charlotte in centinaia hanno avuto il coraggio di scendere in strada in una Manhattan blindata per l'Assemblea delle Nazioni Unite, bloccando la circolazione sulla Broadway e sulla Fifth Avenue.
SCENE DI GUERRIGLIA URBANA. Le immagini della seconda notte di violenze a Charlotte mostrano come la manifestazione, iniziata pacificamente, sia poi degenerata. Gruppi di manifestanti si sono lasciati andare al vandalismo, danneggiando automobili, infrangendo decine di vetrine e saccheggiando alcuni negozi, tra cui quello delle star locali del basket. Scene di vera e propria guerriglia urbana. I poliziotti in assetto antisommossa hanno lanciato gas lacrimogeni e granate stordenti, nel tentativo di disperdere la folla. Molti dimostranti hanno risposto con il lancio di pietre e bottiglie.

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