Suicidi, Italia tra i Paesi a più basso rischio

Quattro mila persone si tolgono la vita ogni anno. Val d'Aosta e Sardegna con i tassi più alti.

23 Settembre 2016

In Europa e nel mondo l'Italia è uno tra i Paesi a più basso rischio di suicidio, anche se dal 2008, dopo un calo continuo, il numero di chi si è tolto la vita è tornato a crescere, in concomitanza con la crisi economica, soprattutto tra gli uomini in età lavorativa.
Ogni anno sono circa 4 mila le persone che si suicidano in Italia, pari a un tasso di 4,7 per 100 mila abitanti, contro le 800 mila persone e il tasso di 11,4 per 100 mila registrati a livello mondiale.
Sono alcuni dei dati che emergono dall'analisi di Monica Vichi e Silvia Ghirini, del Centro nazionale di epidemiologia dell'Istituto superiore di sanità (Iss), dopo la Giornata mondiale di prevenzione del suicidio, in un articolo pubblicato sul sito Epicentro dell'Iss.
MEDIE PIÙ ALTE IN VAL D'AOSTA. Secondo l'ultimo rapporto Osservasalute, c'è una grande variabilità dei tassi di mortalità per suicidio tra una regione e l'altra, che risultano molto alti in Val d'Aosta (13,06 per 100 mila), nella provincia autonoma di Bolzano (12,52) e in Sardegna (11,31). I valori più bassi invece sono stati registrati in Campania (4,51), Calabria (5,60) e Liguria (5,64). «Un numero che però non dà conto del reale effetto del fenomeno sulla società» - scrivono Vichi e Ghirini - «poiché alle vittime dirette del suicidio si deve aggiungere l'impatto del gesto su chi apparteneva alla rete di relazioni del suicida, e che necessitano a loro volta di sostegno».
PIÙ UOMINI CHE DONNE. Nel nostro Paese quello di togliersi la vita è un gesto più maschile: gli uomini infatti rappresentano ormai i tre quarti dei decessi. Circa un terzo delle delle morti per suicidio avviene tra gli over 65enni. Tuttavia, i suicidi sono solo lo 0,2% del totale delle morti tra gli italiani ultra 70enni, mentre arrivano a rappresentare il 12% delle morti tra i giovani di 15-29 anni. In questa fascia d'età, così come si registra a livello mondiale, il suicidio è tra le prime tre cause di morte. Anche la scelta del metodo usato per mettere in atto il suicidio cambia a seconda del sesso. In Italia, circa la metà dei suicidi maschili avviene per impiccagione. Molti invece scelgono di buttarsi giù da un luogo alto o le armi da fuoco. Per le donne invece precipitazione e impiccagione sono i due metodi più frequenti. Come interventi di prevenzione l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) indica il ridurre l'accesso ai mezzi utilizzati per uccidersi (pesticidi, sostanze tossiche, armi da fuoco e accesso a luoghi elevati), l'abuso di alcol e sostanze, seguire chi ha già tentato il suicidio, e la formazione di medici, psicologi, infermieri, insegnanti e studenti.

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