Svegliati Italia, 100 città in piazza per le unioni civili

Un milione di persone in piazza insieme per le unioni civili. Arcigay: «Giorno storico». Foto.

23 Gennaio 2016

Da Nord a Sud, da Milano a Napoli. Gli italiani che credono nel riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali si sono incontrati nelle piazze di 100 città, sabato 23 gennaio, 2016.
Un milione sparsi per il Paese, secondo l'Arcigay che ha parlato di «giornata storica per questo Paese, una mobilitazione vastissima che si è nutrita del desiderio e dell'entusiasmo di tante e di tanti che hanno a cuore il valore dell'uguaglianza».
CORTEI ANCHE ALL'ESTERO. Di più, se si considerano anche gli italiani all'estero: Londra, Copenaghen, Berlino, Francoforte, Boston, Bruxelles, Dublino, Limerick, Vienna e Monaco.
Cinque mila i manifestanti a Milano, davanti alla Scala, dopo una vigilia segnata dalle polemiche per la sfida lanciata dalla giunta della Regione Lombardia, che ha acceso le luci del Pirellone in modo da formare la scritta 'Family day' sulla facciata. «il Paese è con noi e non dalla parte di chi vuole accendere le luci e spegnere i diritti», ha commentato il sindaco Giuliano Pisapia
SFIDA AL FAMILY DAY. Una sfida che continua, quella tra due squadre che si affrontono su schieramenti opposti e inconciliabili, mentre in parlamento si gioca la partita del ddl Cirinnà, che non convince pienamente nessuna delle due parti. Il 30 gennaio, una settimana dopo la manifestazione organizzata dal Coordinamento Arcobaleno, sarà il turno del Family day che si oppone al riconoscmento delle unioni tra persone dello stesso sesso, alla stepchild adoption, alla maternità surrogata.
Simbolo della manifestazione pro-gay una sveglia che molti dei manifestanti hanno appesa al collo, disegnata su un cartello con la scritta «Sveglia Italia! Fai il primo passo verso l'uguaglianza».
A MILANO IN PIAZZA I CANDIDATI PD. In piazza oltre ai cittadini anche i candidati sindaci alle primarie del centrosinistra, Francesca Balzani, Giuseppe Sala e Pierfrancesco Majorino.
Ha scelto invece Roma Monica Cirinnà, senatrice del Pd e relatrice del disegno di legge sulle unioni civili. Il suo intervento è stato accolto da un'ovazione: «Vogliamo che l'Italia diventi finalmente civile; questa è la legge del Pd e non di Monica Cirinnà», ha sottolineato la parlamentare in mezzo a una piazza del Pantheon gremita. «In questo momento ci sono 90 città in piazza per rivendicare i diritti degli omosessuali e noi non ci fermeremo sulla via della lotta per i diritti».
«Il nostro simbolo è un cuore con l'uguale, perché crediamo che ogni amore debba avere gli stessi diritti e gli stessi doveri», hanno spiegato gli organizzatori, «per questo continueremo a lottare fino a quando non raggiungeremo la piena uguaglianza, vale a dire il matrimonio egualitario».
«È IL MOMENTO DI ESSERE CIVILI». È ora che in Italia «ogni amore venga riconosciuto e contestualmente i figli di tutte e di tutti vengano tutelati», hanno aggiunto gli organizzatori della manifestazione, secondo i quali «è venuto il momento di essere civili e di fare un primo passo verso la piena uguaglianza».
Per questa ragione tanti partecipanti hanno in mano una sveglia che in questa occasione viene mostrata per «far suonare nello stesso momento tutto quello che abbiamo, battendo il tempo con le dita sulle lancette per far capire a chi ci governa che il tempo è davvero scaduto».
Al Pantheon c'era anche Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri: «Il ddl è un provvedimento civile e liberale e ritengo che chiedere un voto segreto su questo tema rappresenti in realtà la volontà di alcuni politici di nascondersi, perché a mio giudizio è evidente che su una scelta così importante sarebbe invece utile, a livello parlamentare, contarsi». A TORINO FASSINO, A BARI EMILIANO. A Torino, ai 7 mila che hanno assiepato Piazza Carignano si è unito anche il sindaco Piero Fassino, che significativamente è anche presidente dell'Anci, l'Associazione dei Comuni italiani: «Quella per le unioni civili non è una battaglia di schieramento politico ma di civiltà», ha detto.
Ma in verità sono state molte le manifestazioni cittadine a cui hanno preso parte amministratori regionali e cittadini. Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, ha ricordato come «quella di Nazareth, agli occhi del mondo, non fu una famiglia 'regolare'»; Enrico Rossi, governatore toscano, che «c'è un grande tema dietro a questa grande mobilitazione: l'idea che si può e si deve essere uguali, e si devono rispettare le persone, l'Italia su questo fronte ha molto da recuperare».

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Canoi 24/gen/2016 | 14 :55

@Matteo Zenatti. Signor Zenatti il mantenimento della specie non è una struttura sociale. Il matrimonio è una struttura sociale. L'azione distintiva, necessaria, per il mantenimento della specie è sborrare il seme, maschile, sull'ovulo, femminile. Non riguarda solo gli umani ma anche gli animali in primis i mammiferi. Le auguro tanta buona musica.

Canoi 24/gen/2016 | 14 :35

@convengo. Ho visto stamattina Il Fatto quotidiano che faceva partecipare ad un sondaggio, ebbene ho partecipato anch'io e i risultati fino a quel momento erano oltre il 60% a favore di matrimoni gay con adozioni complete; peccato che la somma dei partecipanti fosse di poche unità inferiore a 300 (somma fatta da me stesso). Vede egregio adl lei se la prende con Sinistra ed io dovrei fare lo stesso con la Destra perdendo così, tutti e due, il nostro tempo perché non esiste più né quella né quell'altra. Esiste solo marasma sociale, culturale e politico. E' possibile che noi, lei ed io, siamo dei sopravvissuti.

adl 24/gen/2016 | 11 :34

IL CAPPELLO POLITICO SUI VOTI DEI GAY...................
......mobilita la sinistra nelle sue varie componenti politiche e sindacali. E la sinistra quando si tratta di mobilitare le piazze è sempre stata a torto o a ragione sempre molto efficiente. Non riuscendo più a garantire e o difendere i diritti che storicamente ha sempre difeso, legati al mondo del lavoro o sindacale, si è appropriata di questa pseudo battaglia contro la famiglia tradizionale ormai reputata desueta o obsoleta. E' probabile che abbia più successo rispetto a quanto ne ha avuto sull'art. 18, perché sfrutta il trend del modernismo da inseguire a tutti i costi. NESSUNO DICE A COSTORO CHE IL PRESUNTO "AMORE", CHE SI DICE DI VOLER DIFENDERE AD OGNI COSTO, NON CONSIDERA IL FATTO CHE LO STESSO SIA PRETESO A DISCAPITO DEI BAMBINI, CHE A DIFFERENZA DEI GAY CHE SMANIANO PER LA LORO PATERNITA'/MATERNITA', A LORO DIRE REPRESSA, NON BENEFICERANNO DELLO STESSO AMORE MATERNO E PATERNO, DI CUI I LORO ADOTTANDI HANNO IN QUALCHE MODO GODUTO. Della serie, figlio mio diletto, per ora ti impongo l'amore che ti proviene dalla mia scelta di essere gay, per quell'altro tipo di amore, che io ho conosciuto avendo un padre ed una madre, e tu non conoscerai mai, ........ARRANGIATI !!!!!!!!!
La STORIA DELLE DEVASTAZIONI POLITICAMENTE CORRETTE, è solo all'inizio, ed il racconto delle sue conseguenze devastanti, NON E' NEPPURE INIZIATO.
FORTUNA VUOLE che parte della GENTE LO HA CAPITO E DI SUA SPONTE SI ORGANIZZA CON I FAMILY DAY, che a differenza dei flash mob non sono "ORGANIZZATI POLITICAMENTE", MA spontanei.
Caro Canoi, non so se lei ne conviene, QUI NON SI DISCUTE PIU' DEL DIRITTO DI ESSERE GAY, MA DEL DIRITTO DI NON ESSERLO SENZA ESSERE TACCIATI DI OMOFOBIA!!!!!!!

Canoi 23/gen/2016 | 16 :37

Sotto le lenzuola ognuno faccia quel che vuole con chi vuole. Ma niente famiglie e/o adozioni che sono un'altra cosa: la struttura sociale per il mantenimento della specie non una qualsiasi pratica ludica. Comunque sotto le lenzuola non in piazza. Poi un consiglio da un vecchio che di mode ne ha visto passare una all'anno: ragazzi attenzione! potrebbe capitare di fare il gay per un giorno e il frocio per il resto della vita. Meglio non fidarsi troppo di una troppo intensa campagna pubblicitaria e mediatica di distrazione di massa.

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