Una app per abbattere il lavoro nero delle colf

Con lo smartphone si possono trovare servizi di pulizia e badanti in regola.

24 Dicembre 2015

Combattere l’irregolarità nel mercato delle pulizie utilizzando lo smartphone?
È possibile, con Helpling, la piattaforma online leader per la ricerca dei professionisti del settore. Dal sito o dall’app i clienti possono prenotare servizi per la casa assicurati in pochissimi click. 
Oltre due milioni di famiglie in Italia si affidano a un collaboratore domestico, spendendo 19,3 miliardi l’anno. È quanto emerge da una ricerca del Censis Sostenere il welfare familiare commissionata da Assindatcolf.  
GLI IRREGOLARI SONO IL 55% DEL SETTORE. I collaboratori domestici (colf, badanti e baby-sitter) irregolari rappresentano il 55%, pari a 876 mila unità.
La causa di una così forte cultura del nero, radicata in Italia ma anche in quasi tutti i Paesi Europei - Germania 45%, Francia 40%, Spagna 70% - è imputabile a molteplici fattori. Prima dell’avvento di soluzioni online come Helpling, esistevano solo due possibilità per regolarizzare la colf: assunzione con contratto di categoria o pagamento tramite voucher Inps.
Ad oggi la prima non risponde alle esigenze di una società che chiede velocità e semplicità nell’approccio ai servizi per la gestione della casa, del tempo libero e della cura della persona. Rimane una soluzione ideale solo per chi ha la colf/badante convivente.
VOUCHER, FORMULA OBSOLETA. La seconda (voucher) risulta obsoleta in termini di logistica e la sua efficacia è stata recentemente messa in dubbio da diversi esponenti istituzionali. Lo stesso Boeri - presidente dell’Inps ha puntato il dito dicendo che i voucher potrebbero diventare la nuova frontiera del precariato. A spiegarlo è stato il presidente Tito Boeri perché «il loro incremento può significare problemi futuri ed è bene guardare questo fenomeno con grande attenzione». 
Si tratta di quelle tipologie di lavoro in cui si cerca di regolamentare le prestazioni occasionali, definite 'accessorie', che non sono riconducibili a contratti di lavoro perché vengono svolte in modo saltuario.

I dati sul mondo delle pulizie domestiche

«Oltre il 70% dei nostri clienti (che aveva una colf) dichiara di aver utilizzato una colf in nero prima di Helpling, solo il 3% usava i voucher, il 15% il contratto colf/badante. I dati parlano chiaro: stiamo aiutando a smacchiare non solo gli appartamenti ma anche il mercato», commenta Alberto Cartasegna fondatore di Helpling Italia. 
La maggior parte dei cittadini europei, come risulta dal report della Commissione europea del 2013, si affida a collaboratori domestici in nero perché ritiene che le conseguenze alle quali si va incontro non siano così rischiose da indurli a desistere. Solo 1 europeo su 3 è a conoscenza dei rischi. 
PER CHI SGARRA MULTE DA 5 MILA EURO. In Italia ad esempio s’incorre in una multa pari a 5 mila per ciascun lavoratore occupato irregolarmente e la reclusione da 6 mesi a 3 anni ai sensi dell'art. 22, comma 12 del D.Lgs. 286/98. 
Tutti e tre, gli europei, sanno che il nero costa meno. Le colf in Europa scelgono di lavorare nell’ombra, lo fanno perché ritengono che i salari del mercato regolare siano troppo bassi. I contributi - come forma di investimento per il futuro - non rientrano nella loro equazione decisionale considerando la (prima) necessità di consumo attuale. Esiste dunque un problema strutturale

Il buco del lavoro nero

Serve trovare una formula che risponda alle esigenze delle famiglie appartenenti alla nuova economia e che allo stesso tempo dia un nuovo ruolo sociale ai collaboratori domestici. «Utilizzare un’app come Helpling per trovare clienti e gestire i propri lavori è la soluzione che riempie l’agenda delle colf 2.0 sovvertendo la mono-committenza, offrendo libertà decisionale e fatturato diversificato e quindi più sicuro. Chiude il cerchio il cliente, l’uomo o la donna qualunque che trova tramite Helpling la sua colf di fiducia e si libera definitivamente del peso gestione casa», continua Cartasegna.
Il mondo del lavoro occasionale in senso lato sta cambiando, radicalmente. Creare opportunità di lavoro attraenti e rispondere alle nuove esigenze dei clienti, è la sfida che aziende come Helpling o Uber stanno affrontando – parliamo di Gig Economy o meglio ancora di New Economy. 
LE PIATTAFORME ONLINE UN PASSO VERSO IL FUTURO. Non solo si parla di alternative che smacchiano il nero, ma anche di nuove opportunità di lavoro, mai pensate prima.
Un recente studio McKinsey dimostra che entro il 2025 piattaforme online che incrociano domanda e offerta di talenti possano rappresentare un incremento del Pil mondiale di quasi 3 mila miliardi di dollari. Tema, quello della Gig Economy, che negli Stati Uniti ha suscitato l’attenzione di Obama e degli altri candidati e che anche in Italia sta iniziando a essere oggetto di studi e di interesse da parte di giornalisti, istituzioni e aziende che ne hanno capito l’importanza.

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