Volo Mh370, due anni fa la scomparsa: i misteri insoluti

L'8 marzo 2014 sparì il Boeing malese. Mai trovati i resti. A giugno stop alle ricerche.

08 Marzo 2016

Kuala Lumpur: un disegno del Boeing MH370 affisso sul muro dell'aeroporto.

(© Ansa) Kuala Lumpur: un disegno del Boeing MH370 affisso sul muro dell'aeroporto.

Due anni trascorsi invano.
Nel tentativo di trovare una verità che mettesse la parola fine agli interrogativi sulla sorte dei 227 passeggeri e 12 menbri dell'equipaggio a bordo del volo Malaysian Airlines decollato da Kuala Lumpur, in direzione Pechino, e scomparso nel nulla.
Oggi, 8 marzo 2016, le domande restano le stesse formulate all'indomani della scomparsa dai radar dell'aereo: dove si trovano i resti del Boeing 777 e cosa davvero è successo in quelle ore in cabina di pilotaggo?
TROVATA LA PARTE DI UN'ALA. Il premier malese Najib Razak continua a dirsi «fiducioso» che la carcassa del volo Mh370 si troverà. Per il primo ministro, la scoperta lo scorso luglio di una parte dell'ala sull'isola di Réunion, territorio francese nell’Oceano Indiano, è la prova che l'aereo è precipitato in mare.
Il relitto, noto in gergo aeronautico come «flaperon», dall’inglese «flap» e dal francese «aileron» è una superficie di controllo del velivolo posta sul bordo di uscita delle ali. Analizzato dettagliatamente dai tecnici, è stato riconosciuto come parte del volo della Malaysian Airlines.
STABILIZZATORE IN MOZAMBICO. È di pochi giorni addietro, invece, il ritrovamento di una sezione dello stabilizzatore una spiaggia in Mozambico, 2.100 chilometri a Ovest dell’isola francese.
Da due anni a questa parte, incrociando le rilevazioni dei satelliti la notte della scomparsa con i tempi di esaurimento del carburante a bordo, le ricerche si sono focalizzate su 120 mila chilometri quadrati di oceano al largo delle coste occidentali dell’Australia. Sono già stati scandagliati senza esito 80 mila chilometri quadrati di fondali inesplorati. Ne mancano oltre 30 mila. Da esplorare necessariamente nel più breve tempo possibile.

Lo spettro della fine delle ricerche entro l'estate

Malesia: militari cercano il volo MH370 scomparso.

(© Ansa) Malesia: militari cercano il volo MH370 scomparso.

Lo sccoccare del duplice anniversario, infatti, altro no fa che rimarcare l'avvicinarsi di una scadenza che angoscia.
Non dovessero essere raggiunti risultati concreti entro  fine giugno, le ricerche del volo Mh370 saranno abbandonate.
DIROTTAMENTO O GUASTO? Tra le tante teorie complottistiche che sono state accampate , due sono le principali versioni per ricostruire l'accaduto.
La prima ipotizza che i piloti abbiano dirottato il volo e lo abbiano volutamente fatto precipitare nell'Oceano Indiano. Ipotesi che non tova al momento riscontri attendibili, a differenza del disastro Germanwings che vide Andreas Lubitz responsabile in prima persona dello schianto sulle Alpi francesi.
IL MISTERO DEL TRANSPONDER. La seconda non può prescindere da una qualche forma di guasto meccanico. In base a questo scenario, i piloti avrebbero tentato di correre ai riari invertendo la rotta del volo senza tuttavia riuscuire a scongiurare la tragedia.
CHI C'ERA AI COMANDI? Che dire, tuttavia, del transponder di bordo cui spettava il compito di dialogare col radar di Kuala Lumpur e che ha misteriosamente di funzionare, quasi sicuramente disconnesso di proposito?
Gli australiani, che da mesi guidano una parte delle operazioni, per molto tempo hanno sostenuto che al momento dell’impatto ai comandi non ci fosse  nessuno.

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