Weekend, il film gay sconsigliato dalla Cei

Per la testata britannica The Independent la pellicola, uscita giovedì 10 marzo, sarebbe stata vietata in oltre 1.100 sale. Il distributore Teodora Film: «L'opera oggetto di attacco omofobo, ma non puntavamo a grandi numeri». 

 

 

14 Marzo 2016

Due uomini si incontrano in un locale e passano un intero fine settimana d'amore insieme. È il tema di Weekend, un film di Andrew Haigh uscito giovedì 10 marzo sul quale grava il bollino nero da parte della Cei che lo giudica 'non utilizzabile'. La testata britannica The Independent ha gridato allo scandalo scrivendo che il veto ha impedito la distribuzione in oltre 1.100 sale.
CHI NON SI ADEGUA RISCHIA CONSEGUENZE. «In realtà i cinema di cui si parla sono quelli del circuito cattolico e comunque, per un film indipendente, non potevamo pretendere grandi numeri», spiega a Lettera43.it Cesare Petrillo, fondatore della casa di distribuzione Teodora Film, «il problema è che non passando per i multiplex diventano fondamentali le sale d'essai. Ma molte di queste sono di proprietà della Chiesa e se un gestore non si adegua alle disposizioni rischia conseguenze».
SOLO IL 2% DEI FILM NON PASSA. La Cei, spiega Petrillo, ha una commissione che emette un giudizio sulle pellicole. Il 98% passa, il 2% non riceve il placet. «Il consiglio della Cei è di fatto un diktat perché chi dovesse contravvenire all'indicazione rischia di vedersi revocare la licenza o il contratto di affitto dei locali», spiega il patron di Teodora. 
WEEKEND, UN FILM SUL SENTIMENTO. Ma come mai tanta ostilità nei confronti di Weekend? «Quando distribuimmo Lo sconosciuto del lago sapevamo che non avrebbe ricevuto l'ok perché si trattava di un film forte, con immagini di sesso esplicite. La pellicola di Haigh è solo realistica, non ha nulla di pornografico», chiarisce Petrillo secondo cui è «un film sulla purezza del sentimento che, fosse stato tra un uomo e una donna, non avrebbe avuto problemi». In realtà il film presenta varie scene in cui i protagonisti fanno uso di droghe (in uno spezzone sniffano cocaina) che probabilmente sono state uno dei motivi che hanno portato il niet della Cei.
OGGETTO DI UN ATTACCO OMOFOBICO. Il produttore sottolinea che «Brokeback Mountain è una fantasia eterosessuale sul mondo gay, Weekend parla di due ragazzi normali, con il loro difetti. Non c'è motivo per vietarlo. È stato semplicemente oggetto di un attacco omofobo».
Per ammissione stessa di Petrillo, non si pretendeva che uscisse in mille sale ma più realisticamente «in una ventina  invece che dieci come è stato. Per un circuito indipendente una decina di sale in più fanno la differenza».
Il film, a suo modo, è diventato un piccolo caso visto che nel fine settimana dell'uscita è stato visto da 8 mila persone (dati Anica). Così il numero delle sale in cui è programmato è salito a 25. «Alla luce del successo passano le remore», conclude Petrillo. 

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