Zika, il virus in 5 punti

Trasmesso da una zanzara. Provoca microcefalia nei neonati. E si diffonde in tutto il Sudamerica. Paura per i turisti.

21 Gennaio 2016

Zanzare portatrici del virus Zika.

(© Getty) Zanzare portatrici del virus Zika.

Sono saliti a 3.893 i casi sospetti di microcefalia (dimensioni ridotte della testa dei neonati) causata dal virus Zika in Brasile da ottobre 2015 a metà gennaio 2016.
Lo ha rivelato il ministero della Salute brasiliano, precisando che il conteggio si riferisce al numero complessivo di casi e che al momento sono 224 quelli di cui si ha la certezza che siano stati causati dal virus trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti, responsabile anche di dengue e chikungunya, e diffuso ormai in 764 municipalità del Paese sudamericano.
CINQUE NEONATI MORTI. Nel 2014 i casi sospetti di microcefalia furono complessivamente 147. Finora i neonati deceduti sono cinque, quattro nello stato di Rio Grande do Norte e uno in quello di Ceara. Altri casi sospetti sono distribuiti negli stati di Bahia, Maranhao, Paraiba, Pernambuco, Piaui, Rio Grande do Norte e Sergipe.
PAURA PER I TURISTI A CARNEVALE. La Società brasiliana di infettivologia ha lanciato un allarme temendo che la propagazione del virus possa aumentare col turismo di massa in vista dell'imminente carnevale. Ecco in sintesi cinque punti sull'attuale situazione riguardo al virus Zika.

1. Vaccino pronto in due-tre anni

La rivista medica The Lancet considera che il virus possa diventare un'emergenza sanitaria globale nel 2016. Per il ministro brasiliano della Sanità, Marcelo Castro, quello dello Zika è «il più serio problema di salute pubblica attualmente presente in Brasile». Di qui l'importanza di un vaccino, che però secondo gli specialisti non potrà essere pronto prima di due-tre anni.
Nel frattempo, nella regione di San Paolo le autorità hanno liberato milioni di zanzare geneticamente modificate per frenare la crescita della popolazione delle Aedes Aegypti.

2. Emergenza dal Brasile a tutto il Sudamerica

Identificato per la prima volta in Uganda nel 1947, il virus si è diffuso negli anni in aree circoscritte in Africa, Sud-Est asiatico e isole del Pacifico, ma a maggio 2015 è stato individuato anche in Brasile.
L'emergenza è quindi scattata in almeno 18 Paesi del Sudamerica e i Caraibi, dalla Colombia al Venezuela, da Porto Rico al Paraguay.

3. Sintomi: febbre, dolori muscolari e alla testa

I sintomi del virus sono febbri intermittenti, eruzioni cutanee, congiuntivite, dolori muscolari, alle articolazioni e alla testa. La maggior parte delle persone contagiate sono però asintomatiche.
Inoltre Zika è sospettato di provocare danni molto gravi al feto e malformazioni alla nascita. Si è aggiunta poi la possibilità, evocata da esperti brasiliani, che l'infezione virale possa causare negli adulti la Sindrome di Guillaume-Barrè, in cui il sistema immunitario attacca i neuroni causando paralisi temporanee.

4. Il governo colombiano: «Non fate figli»

Per questo il governo colombiano ha chiesto a tutte le coppie del Paese di evitare di concepire bambini almeno fino alla metà dell'anno. A causa della costante diffusione del virus, il governo di Bogotà non esclude che possa colpire fino a 650 mila persone nel Paese. Le autorità sanitarie hanno deciso di rendere pubblica la richiesta a seguito dell'identificazione di 13.531 casi sospetti del virus in tutto il territorio nazionale.

5. Allarme anche negli Usa e per tutti i turisti

Anche gli esperti di salute pubblica negli Usa hanno lanciato un nuovo 'warning' per le donne incinte americane che hanno viaggiato di recente in aree in cui è accertata la presenza del micro-organismo e che dovrebbero recarsi dal medico per verificare il possibile contagio. Il consiglio vale per tutti i turisti, anche europei, che hanno viaggiato nei Paesi a rischio.

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