Zika, riunione straordinaria dell'Oms a Ginevra

L'Organizzazione mondiale della Sanità cataloga il virus come emergenza globale. Il Wellcome Trust: «Può essere più pericoloso di Ebola». Foto.

01 Febbraio 2016

Il virus Zika è un'emergenza internazionale di salute pubblica. Lo ha deciso il comitato di esperti convocato dall'Oms l'1 febbraio. «Serve uno sforzo internazionale contro il virus», ha affermato il direttore generale Margaret Chan.
Con la dichiarazione attesa da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità dello stato di emergenza, scatta ufficialmente un meccanismo di risposta globale.
«Gli esperti - ha spiegato Chan - sono stati d'accordo nell'affermare che la relazione causale tra l'infezione da virus Zika in gravidanza e la microcefalia è 'fortemente sospetta', anche se non è ancora scientificamente provata».
Il comitato, ha aggiunto Chan, non ritiene al momento che ci siano le condizioni per chiedere restrizioni nei viaggi o nei commerci per prevenire la diffusione del virus.
270 CASI SOLO IN BRASILE. Nel 2015 e nell'inizio del 2016 si è assistito a un eccezionale aumento di bambini nati microcefali, effetto della contrazione del virus - trasmesso dalla zanzara Aedes aegypti - da parte della madre, in particolare in Brasile (guarda le foto).
Nel Paese sono stati 270 i casi confermati da ottobre, ma ci sono sospetti su circa 3.500 neonati.
Ma Zika si è ormai diffuso in tutte le Americhe, eccezion fatta per Cile e Canada. Negli Usa almeno 12 casi sono stati confermati.
I PRECEDENTI DEL 2009 E 2014. Emergenze simili erano scattate, ad esempio, per la pandemia dell'influenza suina del 2009 e per la diffusione di Ebola nell'agosto 2014.
L'emergenza internazionale viene dichiarata da un comitato che offre le indicazioni sulle misure da raccomandare agli Stati per prevenire o ridurre la diffusione internazionale della malattia.
Fra gli esperti del comitato di emergenza, ne viene nominato almeno uno per ogni Paese in cui si è sviluppata l'epidemia.

 

  • Zika, la mappa del rischio (© Economist). 

 

«PEGGIO DI EBOLA». In occasione di questa riunione si sono alternate dichiarazioni piò o meno preoccupate sull'epidemia.
Il virus Zika in America Latina «potrebbe essere una minaccia più grande per la salute globale dell'epidemia di Ebola che ha ucciso più di 11 mila persone in Africa», ha affermato Jeremy Farrar, capo del Wellcome Trust, una Fondazione britannica di ricerca biomedica.
DIFFICILE TESTARE VACCINI SU DONNE INCINTE. «Il vero problema è che il tentativo di sviluppare un vaccino che dovrebbe essere testato su donne in gravidanza è un incubo pratico ed etico», ha rincarato Mike Turner, responsabile di infettivologia e immuno-biologia presso il Wellcome Trust.
Consigliando addirittura l'uso di misure estreme come quella del vecchio Ddt, pesticida efficace quanto rischioso per la salute umana e per l'ambiente.
L'allarme non convince completamente gli epidemiologi e gli infettivologi italiani, così come gli esperti di ambiente del Ispra e del Cnr, che però ammettono la possibilità teorica che il virus possa essere trasmesso anche nel nostro Paese con le zanzare tigre.

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