Zika, un allarme esagerato: Olimpiade al sicuro

Usa e Kenya pensano di disertare Rio 2016. La cautela del Coni: «Rischi bassi». Nessun pericolo di vita. Il virologo Pregliasco a L43: «L'Ebola è un'altra cosa».

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09 Febbraio 2016

Stati Uniti e Kenya hanno messo in dubbio la loro partecipazione all'Olimpiade

Stati Uniti e Kenya hanno messo in dubbio la loro partecipazione all'Olimpiade

Si fa presto a dire incubo.
Da giorni il virus Zika riempie le pagine dei giornali e, per alcuni, rischia ora di mettere a repentaglio il regolare svoglimento dell'Olimpiade estiva in programma in Brasile dal 5 al 21 agosto 2016.
Le infezioni nel Centro e Sud America, potenzialmente correlate a malformazioni e disordini neurologici, hanno spinto gli Stati Uniti a concedere ai propri atleti la libertà di scelta sulla partecipazione o meno ai Giochi.
I DUBBI DEL KENYA. E pure il Kenya starebbe valutando se ritirare la propria spedizione.
«Certamente non possiamo correre il rischio che il virus raggiunga livelli di epidemia», ha detto all'agenzia Reuters il capo del comitato olimpico Kipchoge Keino.
Mentre l'omologo australiano ha annunciato un contratto di sponsorizzazione coi produttori di un gel repellente particolarmente efficace nel tenere a debita distanza le zanzare portatrici del virus.
E ha già consigliato agli atleti qualificati per Rio 2016 di tenere braccia e gambe coperte «dove possibile», specialmente nei pressi di acqua stagnante e vegetazione fitta.
Sulla stessa lunghezza d’onda la Nuova Zelanda, che comprenderebbe eventuali ritiri da parte degli atleti.
IL CONI: «NESSUNA EMERGENZA». Eccesso di zelo o allarme giustificato?
Lettera43.it ha interpellato il Coni nel tentativo di capire l'orientamento italiano, a nemmeno sei mesi dalla cerimonia di apertura.
Da Roma, a quanto pare, nessun cambio di strategia è in programma alla luce dei ripensamenti altrui.
«Abbiamo già diramato un elenco di linee guida per i nostri atleti», spiegano, «la situazione attualmente è sotto controllo. Lo dimostra il fatto che alcuni atleti già nei prossimi gironi si recheranno a Rio per svolgere dei test».

Malattia non nuova: è conosciuta dal 1947

Allerta in Brasile per la diffusione del virus Zika  a sei mesi dall'Olimpiade

Allerta in Brasile per la diffusione del virus Zika a sei mesi dall'Olimpiade

A tal proposito, le indicazioni per evitare le punture di zanzara a rischio per la trasmissione del virus sono state illustrate dal professor Antonio Spataro, responsabile del Centro di medicina dello sport del Coni.
Tra i consigli, quello di indossare indumenti con maniche lunghe, utilizzare repellenti, tenere le finestre chiuse e usare l'aria condizionata, oltre a evitare le uscite serali dopo le gare.
Il Cio, ha spiegato Spataro, «sta lavorando con le autorità brasiliane perché ci siano condizioni di sicurezza per tutti gli atleti».
Nessuna grande rinuncia all'orizzonte, dunque, né tanto meno misure allo studio per ridurre il rischio di contagio.
«DIVERSA DA EBOLA». È il virologo Fabrizio Pregliasco, nello specifico,  a far chiarezza sulla diffusione del virus.
«Siamo di fronte a una malattia banale, conosciuta fin dal 1947», dice Pregliasco a Lettera43.it.
«È un grave errore far passare il messaggio che si rischia la vita soltanto mettendo piede in Brasile. Guai a pensare a una pandemia in stile Ebola (che ha finora fatto oltre 11 mila vittime, ndr)».
Per il presidente dell'Anpas, nel 25% dei casi Zika decorre in modo asintomatico e nella maggior parte delle circostanze «non provoca guai seri», fatta eccezione per «il rischio di microcefalia che colpisce alcuni bambini».
Un'evenienza, tuttavia, per la quale non esiste ancora una correlazione necessaria.
«COME DAVANTI A UN INCENDIO». «Occorre comportarsi come di fronte a un incendio», spiega Pregliasco, «evitando il propagarsi di focolai. In questo senso l'Olimpiade è potenzialmente rischiosa per la diffusione del virus. Ma a chi potrebbe nuocere il contagio se non alle donne incinta? E non credo che che ce ne saranno molte tra gli atleti al via».

Stessi suggerimenti per i viaggi in Paesi a rischio malaria

Allo studio i legami tra Zika e microcefalia

(© Ansa) Allo studio i legami tra Zika e microcefalia

Zika si manifesta nella quasi totalità dei casi con «una febbriciattola» che se ne va in poco più di una settimana. Anche per questo, le misure previste dal Coni, le stesse suggerite per qualsiasi viaggio in un Paese a rischio malaria, sono più che sufficienti.
«PERIODO NON ENDEMICO». «Il periodo in cui si svolgeranno i Giochi è considerato non endemico per la trasmissione di malattie causate dalla zanzara Aedes aegypti, come Zika, dengue e chikungunya», lo ha precisato il ministero della Sanità brasiliano.
Ottimismo anche da parte del Comitato organizzatore.
IN BRASILE SARÀ INVERNO. «Lo Zika», ha sottolineato il portavoce Mario Andrada, «non sarà un problema. La delegazione degli Stati Uniti sarà completa, perché nessuno rinuncerà all'Olimpiade per via di una malattia che colpisce in estate (agosto è un mese invernale in Brasile, ndr)».

 

 

Quattro volte su cinque non va oltre febbre e sfoghi cutanei

Le donne in gravidanza sono i soggetti più a rischio

(© Ansa) Le donne in gravidanza sono i soggetti più a rischio

A detta di alcuni esperti, in casi molto rari, Zika è riconducibile alla sindrome autoimmune di Guillain-Barre, una malattia che può causare la paralisi.
Ma quattro volte su cinque non va oltre la semplice febbre o sfogo cutaneo.
IL CORPO REAGISCE. Non esiste ancora un vaccino sperimentato, per il quale potrebbero essere necessari dai due ai tre anni, ma il corpo umano può liberarsene in meno di una settimana.
E anche se in molte occasioni è stato collegato alla microcefalia nelle donne in gravidanza, nessuno ha ancora trovato un nesso causale.
Malgrado ciò, le informazioni tese a creare allarmismo non mancano.
SOLO 270 CASI CERTIFICATI. Alcuni media sostengono che il Brasile abbia fatto registrare 4 mila casi di microcefalia dall'espansione del virus Zika il mese di ottobre 2015.
Le autorità locali hanno confermato un aumento, ma nessuna fonte ufficiale ha mai certificato la cifra in questione.
E tra i 700 casi di sospetta microcefalia inizialmente testati dalla Sanità brasiliana, solo 270 hanno trovato riscontri autentici. 
La maggior parte dei bambini che nasce con questo tipo di disturbo neurologico ha anche una sorta di ritardo mentale.
Molti di loro soffrono di gravi ritardi nello sviluppo e sviluppano estrema difficoltà nel movimento.

 

 

Il 15% dei bambini nati microcefali ha una vita normale

Obama ha stanziato 1,8 miliardi di dollari contro la Zika

(© Ansa) Obama ha stanziato 1,8 miliardi di dollari contro la Zika

D'altro canto, nel 15% dei casi, i bambini affetti da microcefalia hanno un'intelligenza normale e una regolare aspettativa di vita.
Sulla scia dell'effetto Zika, i genitori di alcuni di loro si sono fatti avanti per placare i timori riguardo la loro condizione.
«Amiamo i nostri tre figli, mi sento benedetta da ognuno di loro e non cambierei una sola cosa della nostra vita o di ciò che abbiamo passato», ha testimoniato una madre di due figlie affette da microcefalia ha al Guardian.
OBAMA STANZIA 1,8 MILIARDI. E mentre Obama stanzia 1,8 miliardi dollari contro Zika, scarseggiano le risorse per affrontare le problematiche legate ad altre malformazioni dei neonati.
Ciò nonostante, il timore che il virus Zika possa diffondersi negli Usa ha spinto il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie americano ad alzare l'allerta al livello 1, il più alto.
Solo in altre tre occasioni era stato attivata una procedura simile: per l'Ebola nel 2015, per l'influenza H1N1 nel 2009 e dopo l'uragano Katrina.
 

Twitter @LorenzoMantell

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