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Cultura 

EDITORIA

Sette d'Italia

In un libro la denuncia sui pericoli dei gruppi pseudoreligiosi.

di Gaetano Farina

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Nel nostro Paese si concede troppo spazio al fenomeno delle sette sataniche. Certamente la loro proliferazione è inarrestabile e, dal punto di vista giornalistico, si tratta di un argomento che fa breccia nell’attenzione e curiosità della gente. Ma le sette non devono per forza essere sataniche, tanto è vero che alcune organizzazioni new age e pseudoreligiose possono risultare altrettanto pericolose per l’anima e la psiche di persone anche dotate intellettivamente.
Giovandosi dei vuoti legislativi in materia di plagio, sono centinaia i gruppi settari, di svariata estensione, che in Italia continuano a circuire persone di qualsiasi età e di qualsiasi estrazione sociale. Alcuni di questi, addirittura, sono ben conosciuti, se non famosi, ma agli occhi dei più e dell’opinione pubblica non risultano affatto una setta.
IL MOVIMENTO UMANISTA. Il caso più clamoroso è rappresentato dal Movimento umanista che ha 'attecchito' anche qui in Italia. I suoi attivisti, come in America Latina e nel resto del mondo, sono considerati dei pacifisti ed, effettivamente, la pace e la cooperazione sono alcuni dei valori su cui si regge il movimento. Quello che non sa quasi nessuno è che il movimento venera una sua specie di santo(ne), Silo, ossia lo scomparso Mario Rodriguez Cobos, capo carismatico a livello mondiale. E tutti ignorano, soprattutto, che non è proprio indolore uscirne completamente, cioè non averne più a che fare per sempre.
Almeno stando a ciò che ci raccontano nel loro libro Occulto Italia i due giornalisti d’assalto Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli che, in quasi 500 pagine edite da Bur, analizzano struttura, guru, finanza e tecniche di persuasione delle sette, non sataniche, più diffuse sul nostro territorio.

La struttura piramidale e il lavaggio del cervello degli adepti di Silo

Il Movimento umanista, come confermano i due giornalisti esperti di sette, ha raggiunto una discreta popolarità in Italia, specie nel Nord, accreditandosi alla collettività con alcune attività culturali e sociali, come giornali di quartiere oltre a una squadra di calcio che finiva sempre ultima nei in campionato, ma era simpatica a tutti per correttezza e sportività.
Il suo lato oscuro non rivelato è la rigida struttura a piramide e il presunto lavaggio di cervello, descritto da molti fuoriusciti, subito dagli adepti che progressivamente perdono le facoltà di critica e sacrificano tutto il loro tempo extra lavorativo al movimento.
Le marce mondiali pacifiste e il partito politico ispirato a ideali umanistici e umanitari, che si è avvicinato anche all’Italia dei valori di Antonio Di Pietro, nasconderebbero storie di ricatti e mobbing, e di denaro, dato che la struttura si finanzia con contribuiti degli iscritti ed eserciterebbe pressione affinché ogni iscritto impieghi quasi tutte le sue risorse per la causa.
Referenti e attivisti hanno già risposto, anche tramite vie legali, alle affermazioni di Del Vecchio e Petrelli cercando di smentire le strategie di alienazione mentale cui accennano i due autori. E hanno esaltato, all’opposto, il clima di collaborazione pacifica e confronto sereno, incontaminato da qualsiasi tipo di coercizione, che si respirerebbe in ogni gruppo e associazione umanistica.
L'ESTREMA DIFFUSIONE DI SCIENTOLOGY. Non si presta allo scetticismo, invece, la categorizzazione come setta della chiesa di Scientology, sebbene, a livello di opinione pubblica, l'etichettatura sia ancora poco resistente, anche per la sponsorizzazione di grandi star hollywoodiane come Tom Cruise e John Travolta.
Gli attivisti di Scientology non fanno nulla per nascondersi, anzi si muovono nei luoghi più importanti delle nostre città per «pescare» nuove anime, riuscendo a penetrare pure nelle istituzioni.
Un buon numero di insegnanti delle scuole statali, si è scoperto, è stato infatti educato nei centri di formazione della chiesa. Più o meno inconsapevolmente, numerosi politici e rappresentati pubblici hanno premiato iniziative, corsi, mostre della comunità che grazie ad attività di facciata come Narconon, il programma di riabilitazione dall'uso di alcool e droghe, diffonde occultamente i suoi ideali.
Come confermano Del Vecchio e Pitrelli e i fuoriusciti che hanno intercettato, i metodi utilizzati dalle comunità Narconon non hanno alcun riscontro scientifico e finiscono esclusivamente per sottomettere psicologicamente chi vi è sottoposto. Diversi decessi e suicidi all’interno della comunità di Scientology, inoltre, risultano, ancora oggi, molto sospetti.

Ontopsicologia, il culto dell'individualismo di Marcello Dell'Utri

Per collegarsi direttamente all’attualità, i due autori di Occulto Italia hanno indagato pure sul substrato culturale del berlusconismo imperante di cui fanno parte le astruse teorizzazioni ontopsicologiche.
L’ontopsicologia del guru Tonino Meneghetti, infatti, cura il culto dell’individualismo e del leaderismo a cui si è avvicinato da tempo Marcello Dell’Utri. I seguaci di Meneghetti sono costretti ad abbandonare ogni legame familiare (genitori, parenti, coniugi, figli, amici) e a dipendere esclusivamente dalla setta per raggiungere la propria emancipazione totale. Sono indotti a pensare ai propri legami affettivi come a vampiri di energia vitale dai quali liberarsi e nell'ideologia che viene loro propinata si mischiano concetti biblici, con quelli ufologici, psicologici o occultistici.
Il seguace più famoso è l’ex veejay di Mtv Andrea Pezzi che, non a caso, per lanciare il suo nuovo progetto Ovo (videoenciclopedia mondiale) ha chiesto un partenariato finanziario a Mediaset.
SOKA GAKKAI, PREGO DUNQUE OTTENGO. Un’altra diva coinvolta è Sabina Guzzanti che, insieme con altri vip, promuove la causa del Soka gakkai e del suo (falso) buddismo «radical chic». Un 'buddismo' che si basa sull’utilizzo di formule verbali che dovrebbero automaticamente produrre effetti, quasi come fossero formule magiche e, invece, servono solo ad addomesticare menti, a creare stati di dipendenza psicologica anche per scucire tanti soldi ai propri adepti.
Il Soka gakkai ha ottenuto molto successo per la sua semplicità, quasi banalità, dottrinaria, tanto da rasentare la superstizione. Basta pregare per ottenere quello che si desidera ardentemente: successo, soldi, amore, guarigione, felicità e tutto il resto.

Lo Stato di Damanhur fondato da Oberto Airaudi

Il primo capitolo di Occulto Italia è, però, dedicato a quella che appare come una tranquilla, silenziosa e felice comunità della provincia di Ivrea, in Piemonte. Stiamo parlando di Damanhur raccontata nel 2009 dalla trasmissione Mistero (su Italia 1): una setta molto pericolosa, come dimostrato dalle informazioni e i racconti raccolti da Pitrelli e Del Vecchio.
Lo Stato di Damanhur è stato fondato da Oberto Airaudi, un agente d'assicurazione italiano nato nel 1950, con un spiccato senso degli affari e delle capacità paranormali eccezionali, che come spiegano gli stessi damanhuriani è uno così esigente sull'ammirazione che ritiene gli sia dovuta.
Airaudi è riuscito a costruire il suo business a partire dalla costruzione, completamente abusiva, di un raffinatissimo tempio sotto terra, diventato ben presto meta di turisti da tutto il mondo. Attorno al tempio, l'agente assicurativo è riuscito a costituire una comunità devota, completamente sottomessa alla venerazione che, in questo caso, significa donazione completa di sé e dei propri averi.
La donazione pare sia, spesso, anche di tipo sessuale dato che decine di donne hanno raccontato di aver subito abusi da parte di Airaudi nei suoi lunghi e misteriosi viaggi di esplorazione del mondo e di ricerca spirituale.
L'OBBLIGO DI CEDERE TUTTO IL PATRIMONIO. I damanhuriani si impegnano a contribuire, con le loro risorse, al mantenimento economico della nazione damahuriana, senza potere pretendere di recuperare i loro patrimoni. E per il proprio benessere, i cittadini sono costretti a sperperare le residue risorse per acquistare costosissimi amuleti magici di ogni tipo e per periodiche sedute terapeutiche ovviamente prive di alcuna attendibilità medico-scientifica.
Chi prova a riavere qualcosa indietro o, addirittura, a uscire dalla comunità viene duramente perseguitato e discriminato.
Anche a Damanhur, come negli altri «movimenti religiosi alternativi» che si avvalgono di complicità istituzionali e politiche, si vive in un ghetto culturale, attorno al quale viene eretto un «cordone sanitario» invalicabile per impedire che le informazioni del mondo esterno possano penetrare nella mente dei singoli adepti. Questa precauzione fa sì che gli adepti credano - e difendano strenuamente - a concetti, idee e postulati scientifici ormai banditi dalla cultura della società civile da secoli.
Uno degli strumenti più spesso impiegati per costringere a questa tremenda forma di «lobotomia culturale» è la paura. Non quella del dolore fisico, ma la paura della disapprovazione del movimento, dell'ostracismo, della perdita dei privilegi e dell’emarginazione.
L'ATTRAZIONE TRASVERSALE PER LE SETTE. Come rimarcano, più volte, gli autori di Occulto Italia diventa rischioso sottovalutare il fenomeno, relegandolo a «problema degli sciocchi», visto che durante la loro investigazione Del Vecchio e Pitrelli hanno incontrato fuoriusciti di qualsiasi classe sociale, incluse persone di elevata istruzione e qualificazione professionale che per gli strumenti culturali che possiedono apparivano immuni da questo tipo di contaminazione.
Del resto, come si comprende in queste pagine, le reti delle sette sono così estese, intricate e pervasive che riescono a intercettare e sfruttare anche gli amici più stretti e i momenti di debolezza della potenziale vittima.

Domenica, 12 Giugno 2011


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Commenti (10)

giulianos 21/giu/2011 | 12:03

Certo ce così è troppo facile
Ho letto con attenzione il libro citato, in quanto il capitolo del movimento umanista mi interessava particolarmente, essendo un attivista dello stesso da oltre quindici anni.
Faccio prima una considerazione personale, quindi soggettivamente ci si può credere o no.
I (pochissimi) fatti esposti e gli eventuali atteggiamenti costrittivi, economici, di difficoltà di uscita, ecc. non ne ho mai visti. Le testimonianze, basate essenzialmente su una madre apprensiva perchè non condivide le scelte della figlia (cosa assolutamente comune mi sembra) sono risibili e penose: invito gli autori, i lettori e chiunque voglia a venire a parlare con i miei genitori o quelli di decine di altri miei amici e compagni di viaggio: troveranno solo le solite beghe generazionali, e tanto amore. Io i miei li ho portati almeno un paio di volte al "famigeratissimo" parco di Attigliano e mi hanno chiesto se ci potevano venitre in ferie...

Sul fatto che non si può uscire dal movimento: diteci quanti casi vi dobbiamo portare di gente che ne è uscita e non ha avuto la minima conseguenza, e facciamola finita. Gente che è uscita, rientrata, riuscita e così via. In mezzo a tutta 'sta gente, ci sarà sempre qualcuno che ha tutta la voglia di gettare fango e veleni su quello che lascia. E' umano e comunissimo in tutte le aggregazioni umane, dalle classi del liceo ai gruppi sul muretto alla ditta della quale si era dipendenti.

L'altra cosa che volevo far notare è che con i mezzi e la macchina mediatica di una casa editrice affermata, della quale fanno parte Corriere, Repubblica, Espresso, ecc. oltre a librerie, radio, tv, ecc. è veramente facile scrivere un libro del quale si parli un minimo (qualunque sia il contenuto) e che per questo non faccia la muffa sugli scaffali. Sarei curioso di vedere se avessero pubblicato il libro con un editore minore, come fanno moltissimi autori senza i potenti mezzi dei due tizi in questione, come ben sanno tutti coloro che hanno provato a far stampare un qualcosa da qualche parte.

Lo stile narrativo, poi, mi sembra populista e gossipparo, utilizzato in maniera tale che anche se si descrivessero le Giovani Marmotte ("hanno un capo che chiamano Gran Mogol al quale sono tutti devoti adepti, un libro sacro detto subdolamente Manuale come se fosse la chiave delle risposte della vita, sono dediti a pratiche alchemiche come accendere demoniache fiamme facendo sfregare tra loro delle aste lignee,,,") o quelli che leggono l'oroscopo sul giornale ("non iniziano la giornata se l'Oracolo non si è pronunciato dispensando consigli e previsioni che condizioneranno il malcapitato, e la dipendenza è talmente tanta che se trovano un altra fonte di espressione della divinità non possono fare a meno di leggerla, e uscire da questo incatenamento è praticamente impossibile") come affiliati a logge/cosche mafiose.

Mah. A scivere con questi presupposti sono veramente buoni tutti, e vendere due copie con quella pubblicità e diffusione ci riuscirebbe anche uno che nel libro ci mette solo i numeri di pagina.

A rimetterci, invece, sono quelli che hanno passione in qualcosa che reputano buono e appassionante e non avranno mai le stesse possibilità mediatiche e di difesa. E questo non è assolutamente giusto.

Ralf777 21/giu/2011 | 10:02

Ma è normale
che tutte le "sette" siano in fase di crescita, siamo nel periodo più buio dopo il medioevo (allora vi era una dottrina, ora ce ne sono migliaia)...anche il periodo delle grandi guerre era più illuministico e futurista di questo, quindi le persone in crisi sociale vengono attratte da cose al di sopra delle loro vite apparentemente senza un profondo significato. Non possiamo dire che questa e quella sono sette giuste e altre no, dovremmo capire come mai le persone hanno queste necessità!

Stambecco Pesco 17/giu/2011 | 12:17

Nel commento precedente, per errore ho omesso l'indirizzo al quale trovare le considerazioni della Federazione di Damanhur sul libro in questione. Eccolo:
http://www.damanhur.info/index.php/component/content/article/65-informazione/2131-considerazioni-sul-volume-qocculto-italiaq
Grazie.

Stambecco Pesco 15/giu/2011 | 17:39

Signor Farina, guardi che “Occulto Italia” è una squallida operazione editoriale priva di fondamento alcuno. I due autori usano per lo più le voci di fuoriusciti e i pareri di esperti provenienti dai gruppi antisette. Quanto alle testimonianze dei fuoriusciti, nessun ricercatore vero userebbe le loro dichiarazioni come fonte primaria, per lo stesso motivo in base al quale nessuno fa inchieste sulla Chiesa chiedendo referenze ai preti spretati.
Quanto agli esperti-anti sette, nella maggior parte dei casi studiano i fenomeni a tavolino e per sentito dire, partendo in ogni caso da un pregiudizio negativo.
Faccio parte da trent’anni di Damanhur, e qui si possono trovare le nostre considerazioni in merito a “Occulto Italia”.
In generale, invito Lei e i lettori a documentarsi meglio e a non tenere gli occhi chiusi né sui movimenti spirituali – dai quali bisogna esigere trasparenza e correttezza come da ogni altra esperienza sociale/culturale/volontaristica/religiosa - né sui propalatori di notizie tendenziose e non verificate.

AffariPubbliciMilano 13/giu/2011 | 22:44

CRITICA AL LIBRO "OCCULTO ITALIA"
"OCCULTO ITALIA" - Inchiesta o inquisizione?
Il titolo del libro, Occulto Italia, di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, giornalisti dell'Espresso e di
Europa, organo di informazione del Partito Democratico, palesa subito il messaggio che gli autori
vogliono dare al lettore, ciò di cui vogliono persuaderlo. In esso c'è tutto il senso del loro lavoro e il teorema da dimostrare: in Italia operano gruppi che, nascostamente, cercano di realizzare obiettivi che, anche se non criminosi, sono comunque moralmente condannabili e quindi da vietare. Gli autori ne individuano cinque. Il libro li addita, li dileggia, li biasima come gruppi che non sono allineati al pensiero imperante, che non sono ortodossi, che sono "politicamente scorretti". Per gli autori sono inappellabilmente "sette". ... Per leggere l'intera critica al libro:
http://www.verbavolant.org/content/critica-al-libro-occulto-italia

ritad 13/giu/2011 | 11:59

Soka Gakkai
SOKA GAKKAI, PREGO DUNQUE OTTENGO. Un’altra diva coinvolta è Sabina Guzzanti che, insieme con altri vip, promuove la causa del Soka gakkai e del suo (falso) buddismo «radical chic». Un 'buddismo' che si basa sull’utilizzo di formule verbali che dovrebbero automaticamente produrre effetti, quasi come fossero formule magiche e, invece, servono solo ad addomesticare menti, a creare stati di dipendenza psicologica anche per scucire tanti soldi ai propri adepti.
Il Soka gakkai ha ottenuto molto successo per la sua semplicità, quasi banalità, dottrinaria, tanto da rasentare la superstizione. Basta pregare per ottenere quello che si desidera ardentemente: successo, soldi, amore, guarigione, felicità e tutto il resto.

TROPPO FACILE PER COME E' STATO DESCRITTO ESSERE IL MODO DI FARE DELLA SOKA GAKKAI, SE FOSSE COSI' SEMPLICISTICO...E MAGICO..LO USEREBBERO TUTTI...DICIAMO CHE SIAMO ABITUATI A GIUDICARE SEMPRE L'APPARENZA...ANDARE IN PROFONDITA' DELLE COSE COSTA FATICA , VERO! ?
E IL PLAGIO POI E' UN ALTRA ILLUSIONE SECONDO ME...NESSUNO MI HA MAI CHIESTO SOLDI IN 15 ANNI DI PRATICA ..LEI CHE E' TANTO SICURO DI CIO' CHE SCRIVE......CONOSCE IL SIGNIFICATO DI RIVOLUZIONE UMANA? CONOSCE IL SIGNIFICATO DI PACE NEL MONDO? E SCUOLA DEI DIRITTI UMANI?..PREGARE PER LA FELICITA' DI OGNI ESSERE VIVENTE? ....ENTRI UN PO' IN QUESTO NOSTRO MODO DI FARE ..E SCOPRIRA' DI ESSERE UNA PERSONA DIVERSA STRAORDINARIA..CHE NON SI SOFFERMA A CIO' CHE LA MENTE CHE MENTE SUGGERISCE, PER PURO GUADAGNO...MA DARE FINALMENTE UN SIGNIFICATO PROFONDO E DI VALORE A SE STESSI E AGLI ALTRI E SCOPRIRE LA VERA ENTITA' DELLA VITA!

Gianni tr 13/giu/2011 | 09:17

La religione è l'oppio dei popoli!!!
Comprese le sette!!!

Marina C. 12/giu/2011 | 21:56

Rif. Soka Gakkai
Mi dispiace molto leggere in un giornale come il vostro, un commento superficiale e non approfondito sulla Soka Gakkai. Si semplifica con un "prego dunque ottengo", mentre la Soka Gakkai promuove innanzitutto la rivoluzione umana della singola persona, cioè un cambiamento in direzione della felicità vissuta nella propria vita quotidiana, per portare armonia nella propria famiglia, luogo di lavoro, e comunità. Esattamente all' opposto di quei gruppi che chiedono di abbandonare la propria vita e ambiente sociale. Sempre all'opposto di altri gruppi, per partecipare o frequentare le riunioni non è richiesto nessun contributo economico. Infine, membri della Soka Gakkai sono tante persone di ogni estrazione sociale che decidono - ognuno con le proprie peculiarità- di contribuire all'altrui benessere. All'interno della Soka Gakkai, le persone definite "vip" sono esattamente come tutte le altre; non ci sono "radical chic" da seguire, al contrario è la scelta individuale verso un percorso di arricchimento interiore.

gillysan79 12/giu/2011 | 16:15

Rif. Soka Gakkai
Credo sia sbagliato affermare "prego, dunque ottengo" perchè se non si fa un' azione di certo non si ottiene nulla e la recitazione o invocazione di un mantra serve solo a tirare la forza vitale giusta per affrontare le le cose. Quindi non c'è niente di "magico"

agenor 12/giu/2011 | 14:08

anche lo Stato è una fede
Sette?millenni di credenze assortite (dagli dei,a Budda, tutte buone,possibile?),posizioni per lo più riverite e dominanti dei cleri,nessuno che sia tornato dall'aldilà a raccontare cosa c'è,il fatto che,con la ferocia i buoni a nulla sian soliti prendere il potere, e con la credenza, la superstizione e la fede, si mantengano il potere costituito,che le religioni si siano inventate l'ínferno per poi darlo a chi non crede: agli atei;questi sono i problemi che dovrebbero trovare risposta,non è solo teoria,in Italia l’8 per mille (per non citar altro)va alle religioni,con che costrutto?per far sostenere i partiti del potere costituito,tener buoni i sudditi?e l’applicazione di direttive ecclesiali nel diritto?

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