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Cultura 

Stragi, memoria di piombo

Film: la Piazza Fontana di Giordana.

CULTURA

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Dopo l'anteprima alla presenza dei parenti delle vittime di Piazza Fontana, arriva nelle sale venerdì 30 marzo l'atteso Romanzo di una strage.
I cinema italiani propongono altri sei nuovi titoli che spaziano dalla commedia all'horror, passando per avventure epiche in 3D, ma è proprio il film di Marco Tullio Giordana a essere il protagonista indiscusso del weekend nelle sale.
FILM PER FARE LUCE SUL TERRORISMO. Il regista italiano si è avvicinato con rispetto ai tragici eventi accaduti tra il 1969 e il 1972 e ha cercato di portare alla luce la verità rimasta nell'ombra per 30 anni, dissipando la nebbia che circonda la strage di Piazza Fontana, e le successive morti di Giuseppe Pinelli e Luigi Calabresi, mettendo ordine tra le tante ipotesi sull'argomento.
Non privo di difetti, Romanzo di una strage ha però il grande merito di offrire un riassunto accessibile a ogni spettatore di una pagina drammatica della nostra storia.
PELLICOLE CON TEMATICHE SOCIALI. Il weekend al cinema offre molto spazio alle commedie dalle tematiche sociali grazie a tre film.
Il francese Il mio migliore incubo! porta sullo schermo uno scontro tra due protagonisti opposti per comportamento e provenienza, mentre Marigold hotel racconta un viaggio geografico e interiore di un gruppo di anziani che scelgono una casa di riposo in India per trascorrere una nuova fase della loro vita.
Le due pellicole sono accomunate dall'essere sostenute da un cast composto da ottimi interpreti che riescono a sopperire in entrambi i casi a una storia lieve e poco originale.
Carlo Vanzina firma invece la commedia Buona giornata per ritrarre un giorno di vita quotidiana nell'Italia contemporanea da Nord a Sud. Il risultato finale è però una serie di sketch poco incisivi e l'unica attrattiva del film è la presenza di comici di grande esperienza.
GLI USA SFRUTTANO LE TRE DIMENSIONI. Cercano di sfruttare le nuove tecnologie tridimensionali l'epico La furia dei titani, sequel di Scontro tra titani uscito nel 2010, e l'horror Paranormal xperience 3D.
Il primo dei due film può contare sulla presenza di un cast stellare e di una grande cura degli effetti speciali per stupire con la sua spettacolarità, ma perde di valore a causa della sceneggiatura approssimativa e di una regia poco incisiva.
Il film horror spagnolo cerca invece di offrire un nuovo approccio ai lungometraggi di genere e riesce in parte nel suo intento, pur apparendo discontinuo e poco convincente dal punto di vista narrativo.
Lech Majewski infine offre un viaggio di grande impatto visivo all'interno del capolavoro di Pieter Bruegel La salita al Calvario: i personaggi ritratti prendono vita e la forza espressiva dell'opera originale viene enfatizzata dal regista con un approccio stilistico originale e interessante che disorienta e stupisce lo spettatore.

  • Una scena del film Buona giornata

Romanzo di una strage

Gli eventi accaduti in Italia dal 19 novembre 1969 (giorno in cui venne ucciso l'agente Antonio Annarumma) al 17 maggio 1972 (quando avvenne l'omicidio del commissario Luigi Calabresi) vengono ripercorsi da Marco Tullio Giordana nel film Romanzo di una strage.
Il regista cerca di offrire un racconto esauriente e facilmente comprensibile, anche alle nuove generazioni, di alcune delle pagine più tragiche del recente passato, provando a non trascurare nemmeno il lato più personale e intimo delle persone coinvolte in modo diretto.
Protagonisti degli eventi narrati sono Giuseppe Pinelli (Pierfrancesco Favino) e Calabresi (Valerio Mastandrea) che si muovono in due ambienti forse più ricchi di segreti di quanto si potrebbe dedurre dall'apparenza.
Dopo l'esplosione del 12 dicembre 1969 in piazza Fontana a Milano, in cui muoiono 17 persone e 88 rimangono ferite, le indagini della questura si concentrano sulla pista anarchica, ma, a distanza di 33 anni e dopo vari processi, la strage avvenuta è ufficialmente ancora senza un colpevole.
Pur rimanendo un'opera utile, necessaria e realizzata con sensibilità e rispetto, Romanzo di una strage risulta a tratti troppo distaccato dal lato emotivo e dalla situazione sociale in cui si sono svolti i tragici eventi.
Il film eccede così nella schematizzazione degli eventi per sottolineare con decisione l'esistenza di una verità e la necessità che venga riconosciuta dalle autorità per rendere giustizia alle vittime innocenti.
Romanzo di una strage è un film da non perdere per approfondire l'avvento degli anni di piombo e per avvicinarsi con efficacia a delle pagine di storia poche volte analizzate nelle scuole. Necessario.

Regia: Marco Tullio Giordana; genere: drammatico (Italia, 2012); attori: Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Michela Cescon, Laura Chiatti, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio, Giorgio Colangeli, Omero Antonutti, Thomas Trabacchi, Giorgio Tirabassi.

I colori della passione

Poter entrare all'interno di un capolavoro e mostrarne i dettagli in modo inedito e originale: questa la sfida superata con grande successo dall'artista e cineasta Lech Majewski che si è messo alla prova realizzando I colori della passione.
La salita al Calvario dipinto da Pieter Bruegel nel 1564 con la sua reinterpretazione della Passione prende vita davanti agli occhi dello spettatore che percorre un viaggio nelle Fiandre del XVI secolo tra coppie di amanti, viandanti, la gente del villaggio, i cavalieri dell'inquisizione spagnola, la famiglia del mugnaio e persino un'eretica.
Le storie dei personaggi vengono narrate dallo stesso pittore (interpretato da Rutger Hauer) che ha il pieno controllo dell'azione fermando a volte il tempo, o enfatizzando i particolari e la carica drammatica dei dettagli dell'opera.
I colori della passione è un'opera che si distingue dalla cinematografia tradizionale e diventa una vera immersione nell'affascinante mondo dell'arte per chi l'ha realizzata e chi assiste, a tratti anche con difficoltà, alla sua proiezione sul grande schermo e ne può apprezzare il grande impatto visivo e la forza espressiva.
Majewski guida con estrema cura e precisione lo sguardo dello spettatore rendendo omaggio a Bruegel e proponendo con fermezza e decisione un proprio stile registico e narrativo. Ispirato.

Regia: Lech Majewski; genere: drammatico (Polonia, Svezia, 2011); attori: Rutger Hauer, Charlotte Rampling, Michael York, Oskar Huliczka, Joanna Litwin, Dorota Lis, Marian Makula.

Marigold hotel

Un gruppo di pensionati inglesi parte per l'India per trasferirsi nel residence per anziani The best exotic marigold hotel; l'impatto con la nuova realtà non è per tutti semplice e anche la lussuosa casa di riposo si rivela essere ben più decadente.
Ognuno di loro si lascia alle spalle il passato e intraprende un nuovo percorso personale: Douglas e Jean (Bill Nighy e Penelope Wilton) cercano un nuovo inizio per il loro rapporto, Norman e Madge (Ronald Pickup e Celia Imrie) puntano a una nuova giovinezza, Evelyn (Judi Dench) spera di aprire una nuova fase della sua vita, l'ex governante Muriel (Maggie Smith) di ricevere cure mediche a basso prezzo, e Graham (Tom Wilkinson) di ritrovare il suo primo amore, un ragazzo indiano condannato dalla sua comunità perché omosessuale.
Il regista John Madden, già autore di film come Shakespeare in love e il recente Il debito, sceglie di adattare il romanzo di Deborah Moggach intitolato Mio suocero, il gin e il succo di mango e si affida a un cast di grande valore ed esperienza.
La forza di Marigold hotel risiede infatti nell'interpretazione di livello di tutti i suoi attori, più che nella sceneggiatura. L'estrema caratterizzazione dei personaggi unita a molti stereotipi sulla cultura locale e il valore spirituale dell'India vengono in questo modo portati in secondo piano e il film riesce a convincere nonostante sia molto esile.
Ad affiancare alcuni dei migliori attori britannici di sempre in questa piacevole e garbata commedia è il giovane Dev Patel, conosciuto grazie al pluripremiato The millionaire di Danny Boyle, che regge con fatica il difficile confronto.
Marigold hotel è un'occasione per avvicinarsi con estrema leggerezza e simpatia al mondo della terza età grazie alla regia misurata di Madden, e per apprezzare la bellezza dell'India valorizzata da una fotografia luminosa e nitida. Attoriale.

Regia: John Madden; genere: commedia (Regno Unito, 2012); attori: Judi Dench, Bill Nighy, Penelope Wilton, Dev Patel, Celia Imrie, Ronald Pickup, Tom Wilkinson, Maggie Smith, Tena Desae, Diana Hardcastle.

La furia dei titani

Dopo il primo capitolo distribuito nel 2010, Scontro tra titani, arriva nei cinema il sequel delle epiche avventure di Perseo ambientate tra dei e mitologia greca.
Perseo (Sam Worthington), dopo aver sconfitto il malvagio Kraken cerca di trascorrere la vita in tranquillità allevando suo figlio Elio (John Bell). Quando Ade (Ralph Fiennes) ed Ares (Édgar Ramírez) si rivoltano contro Zeus (Liam Neeson) e si alleano con i titani, scatenando il caos sulla Terra, Perseo è però costretto a intervenire.
Per riuscire a sconfiggere la minaccia incombente, l'eroe deve quindi intraprendere un viaggio nell'oltretomba e per farlo chiede aiuto alla Regina Andromeda (Rosamund Pike), al figlio di Poseidone Agenore (Toby Kebbell) e al dio Efesto (Bill Nighy).
La trama del film durante la visione risulta quasi irrilevante e il regista Jonathan Liebesman non fa nulla per cercare un po' di spessore narrativo.
Il miglior pregio di La furia dei titani è senza alcun dubbio la cura con cui sono stati realizzati gli effetti speciali e la spettacolarità dei combattimenti, nonostante il 3D non sia essenziale per apprezzare il lavoro compiuto.
Le creature e i protagonisti della mitologia greca prendono vita con grande impatto visivo e il film procede spedito verso la sua conclusione senza troppi intoppi o pause, grazie a un ritmo incalzante. Rispetto al primo capitolo questo sequel è più convincente, pur non sfruttando al meglio la bravura e l'esperienza del suo cast, e risulta un buona fonte di intrattenimento dall'ambientazione epica. D'impatto.

Regia: Jonathan Liebesman; genere: fantastico, azione (Usa, 2012); Attori: Sam Worthington, Rosamund Pike, Bill Nighy, Ralph Fiennes, Liam Neeson, Edgar Ramirez, Toby Kebbell, Danny Huston.

Paranormal xperience 3D

Il titolo potrebbe trarre in inganno, ma Paranormal xperience 3D non è uno dei capitoli della saga di successo Paranormal activity.
Questo film horror spagnolo cerca invece di sfruttare la tecnologia tridimensionale, pur non brillando nella qualità tecnica, per dare una nuova vita al genere slasher tra uccisioni, sangue a volontà e una sceneggiatura sulla scia dei suoi più illustri predecessori.
Al centro della storia, violenta con un pizzico di ironia, c'è un gruppo di studenti di psichiatria che si reca nella città abbandonata di Whisper su indicazione di un bizzarro e intransigente professore universitario. Lo scopo della trasferta dovrebbe essere quello di confermare o negare la presenza nel luogo di spiriti maligni, ma ben presto i giovani cercheranno solo di sopravvivere.
Il film mette in scena una lunga serie di omicidi in cui la tensione non riesce a reggere fino all'epilogo, dopo un inizio che invece colpisce e inquieta lo spettatore.
Paranormal xperience 3D è un film destinato quasi esclusivamente agli appassionati dell'horror che apprezzeranno questo prodotto europeo alla ricerca di una nuova innovazione. Intermittente.

Regia: Sergi Vizcaino; genere: horror (Spagna, 2011); attori: Amaia Salamanca, Maxi Iglesias, Lucho Fernandez, Úrsula Corberó, Alba Ribas, Óscar Sinela, Manuel de Blas, Miguel Ángel Jenner, Eduard Farelo.

Buona giornata

Carlo Vanzina vorrebbe offrire un ritratto dell'Italia contemporanea attraverso le storie di sette personaggi ambientate in altrettante città in tempo di crisi. L'obiettivo del regista purtroppo viene subito vanificato dal consueto repertorio di stereotipi ed espedienti comici fini a se stessi.
Il cast composto da interpreti esperti diventa così protagonista di brevi ritratti senza spessore che strappano qualche risata, ma non lasciano il segno e non spingono nemmeno a riflettere sulle tematiche alla base del film.
Manager in crisi, politici corrotti, nobili decaduti, industriali evasori, emigrati, tifosi eccessivamente scaramantici e notai traditori dovrebbero rappresentare l'Italia contemporanea, ma di fronte agli episodi e agli sketch affidati a Christian De Sica, Diego Abatantuono, Teresa Mannino, Lino Banfi, Maurizio Mattioli, Vincenzo Salemme, Paolo Conticini, Chiara Francini, Tosca D'Aquino e Gabriele Cirilli non resta che augurarsi che la realtà sia ben diversa.
Vanzina firma per l'ennesima volta una satira che cerca la risata facile attraverso l'esagerazione delle situazioni e dei personaggi, ma che rimane sulla superficie degli argomenti senza cercare nulla di più profondo. Ripetitivo.

Regia: Carlo Vanzina; genere: commedia (Italia, 2012); attori: Diego Abatantuono, Lino Banfi, Teresa Mannino, Maurizio Mattioli, Vincenzo Salemme, Christian De Sica, Paolo Conticini, Chiara Francini, Tosca D'Aquino, Gabriele Cirilli.

Il mio migliore incubo!

Sulla contrapposizione tra stili di vita e classi sociali si sono basati innumerevoli film in tutto il mondo e Il mio migliore incubo!, commedia francese diretta da Anne Fontaine, non offre molti elementi inediti rispetto a quanto già visto, ma ha il merito di saper sfruttare al meglio la bravura dei suoi due interpreti principali.
Sono Isabelle Huppert e Benoît Poelvoorde a interpretare la ricca e viziata Agathe, abituata a comandare, e l'irresponsabile Patrick, padre poco presente e alcolizzato.
Le loro vite apparentemente incompatibili si incrociano grazie all'amicizia nata tra i figli ed entrambi saranno costretti a modificare abitudini e approcci alla vita per trovare un nuovo equilibrio.
La commedia gioca sugli stereotipi e sugli opposti, evidenziando le differenze in modo a volte anche eccessivo, ma la regista utilizza il talento degli attori per mostrare le sfumature dei personaggi e distruggerne gradualmente le certezze iniziali.
Le surreali descrezioni in chiave ironica del mondo dell'arte contemporanea, dei particolari tentativi imprenditoriali di Patrick o del rapporto tra l'ex compagno di Agathe e la sua nuova giovane compagna suscitano qualche risata grazie all'approccio dissacrante ben gestito da Anne Fontaine. L'epilogo e il rapporto tra Patrick e il figlio si allontanano invece dall'aspetto comico e vengono sviluppati con più sensibilità e convinzione.
Il mio migliore incubo! riesce a posizionarsi a metà tra volgarità e commedia d'autore e offre qualche momento di divertimento senza impegno; l'approccio ironico della sceneggiatura alle diverse realtà è ben riuscito e il finale riesce a non risultare troppo banale o scontato. Piacevole.

Regia: Anne Fontaine; genere: commedia (Francia, 2011); attori: Isabelle Huppert, Benoît Poelvoorde, André Dussollier, Virginie Efira, Corentin Devroey, Aurélien Recoing, Eric Berger, Philippe Magnan, Bruno Podalydès, Samir Guesmi.

Giovedì, 29 Marzo 2012 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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