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Cultura 

Donne, la gaffe della Germania

Il presidente Gauck non condanna l'uscita sessista del capogruppo della Fdp. E scoppia la protesta.

POLITICA & SOCIETÀ

di

da Berlino

È un 8 marzo di passione quello che si appresta a vivere il presidente della Repubblica federale tedesca Joachim Gauck. Colpa di una frase pronunciata qualche giorno fa, in un colloquio con lo Spiegel, a commento dell'alzata di scudi di un gruppo di neo-femmiste tedesche in seguito al caso di sessismo che aveva coinvolto il capogruppo al Bundestag della Fdp Rainer Brüderle.
Il 67enne politico liberale era stato accusato dalla giornalista dello Stern Laura Himmelreich, 29 anni, di averle rivolto avances e frasi poco eleganti al margine di un congresso politico di partito: «Il discorso era scivolato sull'Oktoberfest», aveva ricostruito la giornalista in un articolo, «e Brüderle, buttando gli occhi sui miei seni in uno stato di eccitazione permanente, mi aveva detto che con quelli avrei potuto riempire anche un Drindl».
Il Drindl è il tradizionale vestito femminile che le bavaresi riesumano dagli armadi ogni anno in occasione della festa della birra di Monaco.
PUTIFERIO SULLA FRASE DI BRÜDERLE. Per giorni in Germania non si era parlato d'altro. L'azzardo di Brüderle aveva scatenato un caso politico, con i compagni (e le compagne) di partito pronti a difendere la leggerezza del loro capogruppo e le femministe, spalleggiate dai partiti di opposizione, scese sul piede di guerra in nome della dignità delle donne.
Alla fine si era dovuta pronunciare anche Angela Merkel, con una delle sue tipiche dichiarazioni cerchiobottiste, buone a spegnere ogni ardore: «La cancelliera è naturalmente favorevole a un rapporto professionale e rispettoso in politica e tra i politici e i giornalisti», aveva detto il suo portavoce Steffen Seibert.
GAUCK NON FA LA MORALE. Poteva finire lì. Ma poi Gauck non si è tirato indietro alle domande dello Spiegel sull'argomento e, commentando le reazioni del mondo femminile, ha gettato nuova benzina sul fuoco: «Quando scoppia un tale furore di virtù», ha detto il presidente, «divento meno moralista rispetto a quanto uno si aspetterebbe dal mio passato di pastore. Certamente c'è ancora qualcosa da fare per la questione femminile, ma qui da noi non riesco a vedere gravi mancanze di comportamento da parte degli uomini nel loro rapporto con le donne».

La protesta delle donne in Germania per le parole del presidente

Una dichiarazione che probabilmente qualsiasi maschio tedesco sottoscriverebbe, tanto è lontano dall'immaginario collettivo locale il mito dell'uomo macho. Ma le donne più giovani la pensano diversamente, ritengono che il problema sussista anche in Germania e non si sono lasciate sfuggire l'occasione di riprendere la battaglia, mirando questa volta al bersaglio più in alto.
L'iniziativa della protesta è stata assunta dalle promotrici del cosiddetto #Aufschrei-Debatte (l'Aufschrei è un grido scandalizzato), il gruppo di neo-femministe che aveva guidato su Twitter l'ondata di indignazione contro Brüderle.
In una lettera aperta recapitata personalmente al portiere di Schloss Bellevue, il Quirinale tedesco, le giovani hanno lamentato nelle frasi del presidente una mancanza di sensibilità e rispetto nei confronti di quelle donne che sono state vittime del sessismo: «Vorremmo spiegarle perché il suo atteggiamento ci ha sconvolte».
SCOPPIA LA RABBIA ONLINE. Due i punti messi in evidenza: la virtù è un concetto che appartiene a un'epoca passata, il furore richiama il solito luogo comune dell'isteria femminile.
Fra una citazione letteraria e una riflessione semantica, le autrici hanno rinfacciato a Gauck di aver utilizzato un linguaggio che ridicolizza la rabbia delle donne che hanno sperimentato il trauma del sessismo e hanno poi trovato il coraggio e la determinazione di denunciarlo.
In breve tempo, a quelle delle sette promotrici si sono aggiunte centinaia di firme e sui social media il rinnovato furore è montato a tal punto che è dovuto intervenire il portavoce di Schloss Bellevue per tentare di circoscrivere la polemica: «Il presidente si è riferito semplicemente a un aspetto del dibattito mediatico, ma è ben cosciente del problema del sessismo nella società». Pur se espressa in maniera diplomatica, è una chiara marcia indietro, nella speranza che le acque tornino a calmarsi.
IL CASO MONTATO DAI MEDIA. Chi è invece intervenuto in difesa del presidente è stato lo stesso Spiegel, con un commento in cui si è giudicata eccessiva, mediatica e autoreferenziale la polemica che è seguita all'intervista. La rilevanza di questa polemica sarebbe tutta nel mezzo utilizzato: internet.
«Così sono i tempi nuovi», ha scritto con ironia il magazine, «e se prima ci si preoccupava della fame nel mondo o del rischio atomico, oggi bastano un paio di osservazioni insensibili sul rapporto fra i due sessi per scatenare un'ondata di sdegno. Chi pensa che tutto questo sia esagerato o sorride dell'iniziativa delle sette promotrici, non ha capito nulla della realtà di internet. In questo caso non hanno parlato solo due impegnate attiviste online, ma le rappresentanti del nuovo ordine mondiale. È la consapevolezza di essere un'avanguardia del futuro che rende agli occhi dei convertiti la lettera inviata al presidente tagliente e rilevante».
In realtà non si è trattato di una tempesta, ha concluso lo Spiegel, ma di un venticello, ma i media, nella loro autoreferenzialità, preferiscono sottacere questa realtà.

Venerdì, 08 Marzo 2013 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Il presidente della Repubblica tedesca, Joachim Gauck.

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Commenti (1)

minerva 08/mar/2013 | 14:06

Come Berlusconi
il seno o il lato B.? Gli uomini in pubblico devono esser santi e di fronte ad una donna .... non dire, non fare, non pensare. Tanto sbagliano sempre.

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