Ellis, Stefania Grassi querela De Niro

Un corto che potrebbe andare agli Oscar. E una sceneggiatura scippata. Ora Ellis rischia di costar caro a De Niro, denunciato dall'autrice Stefania Grassi.

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03 Gennaio 2016

Una scena di 'Ellis', il film di JR al centro di una causa per plagio da parte della sceneggiatrice italiana Stefania Grassi.

Una scena di 'Ellis', il film di JR al centro di una causa per plagio da parte della sceneggiatrice italiana Stefania Grassi.

Un premio Oscar non plagerebbe mai una sceneggiatrice sconosciuta. Le avevano detto così, ma Stefania Grassi non molla. Ha deciso di andare avanti fino alla fine, senza guardare in faccia nessuno, nemmeno un gigante di Hollywood.
Così, dopo aver denunciato per truffa aggravata Danilo Mezzetti (in arte Mattei), l'intermediario che le aveva preso 6 mila dollari per portare la sua opera a Robert De Niro, e i rappresentanti dell'attore Peter Grant e Josh Lieberman, la sceneggiatrice de L'Uomo in Frac ha rilanciato querelando direttamente il fu Toro scatenato.
DENUNCIATA LA TRIBECA. La nuova denuncia è stata depositata dall'avvocato di AssoTutela Antonio Petrongolo ed è rivolta contro l'attore (che con una lettera firmata dal suo avvocato ha negato di aver mai ricevuto il manoscritto), la casa di produzione Tribeca, la produttrice Jane Rosenthal, lo sceneggiatore Erich Roth e il regista JR. Insieme hanno dato vita a Ellis, un corto che – secondo voci di corridoio – sarebbe vicinissimo alla candidatura agli Oscar, ma che presenta inquietanti similitudini con lo script de L'uomo in Frac, che l'autrice Stefania Grassi aveva inviato alla Tribeca nella speranza di vedere De Niro recitare nel ruolo del suo Giosuè Calliardo. E che si è ritrovata sostanzialmente ricalcata in Ellis. Nell'istanza presentata alla procura di Milano c'è anche una richiesta di sequestro probatorio del cortometraggio americano.

 

  • La comparazione tra Ellis e L'uomo in Frac.

 

La foto con dedica di Robert De Niro a Stefania Grassi.

La foto con dedica di Robert De Niro a Stefania Grassi.

«Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci qui», ha spiegato l'avvocato Petrongolo a Lettera43.it, «non saranno certo i nomi grossi che ci impediranno di pretendere ciò che spetta di diritto alla signora grassi». La denuncia, è stata notificata anche al Sag e al Wag, i sindacati degli attori e quello degli sceneggiatori americani, ripropone le accuse di truffa e concorso in truffa, ma aggiunge quelle di violazione del diritto d'autore e appropriazione indebita aggravata:
L'AVVOCATO: «BEN AL DI LÀ DEL PLAGIO». «Qui si parla di usurpazione di opere, quindi va ben al di là del plagio. Basta confrontare i materiali per giungere a questa conclusione», ha commentato Petrongolo.
Intanto è già stato aperto il fascicolo relativo alla prima denuncia per truffa aggravata. A gestirlo è il pm milanese Daniela Bartolucci e gli indagati sarebbero Danilo Mezzetti, Peter Grant e Josh Lieberman.
Se anche la seconda denuncia dovesse andare a buon fine, i due fascicoli potrebbero essere accorpati in un unico faldone. E anche Robert De Niro potrebbe essere indagato.

 

Twitter: @GabrieleLippi1

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