Federico Salvatore: «Dissi omosessuale a Sanremo e da terzo finii terzultimo»

L'ospitata di Elton John suscita polemiche a 20 anni da Sulla porta. Il cantautore napoletano: «Io fui censurato».

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10 Febbraio 2016

Nascosta tra le battute di Virginia Raffaele, nei nastri arcobaleno di Noemi, Enrico Ruggeri, Irene Fornaciari e Arisa, nelle note di Your Song e in quel «non avrei mai pensato che sarei diventato padre» di Elton John. Tra gli ospiti della prima serata del Festival di Sanremo c'era anche lei, la legge Cirinnà sulle unioni civili.
GANDOLFINI E GIOVANARDI POLIMICI. Si è infilata sul palco dell'Ariston passando dall'ingresso secondario, proprio mentre il Senato si pepara al voto del 10 febbraio, preceduta dalle polemiche preventive del presidente del Family Day 2016 Massimo Gandolfini e del senatore di Idea Carlo Giovanardi, che avevano criticato l'invito a Elton John parlando di «propaganda» e «assedio».
E polemiche sono state anche durante la serata, con il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri che su Twitter si è scagliato contro il cantautore inglese: «Ha detto che è diventato papà, in realtà ha comprato con soldi due bambini».

 


 

L'omosessualità, a Sanremo, è ancora un tabù da nascondere o relegare, al massimo, a una mezza battuta, a un arcobaleno allacciato all'asta del microfono, ai messaggi subliminali lanciati da un ospite di caratura internazionale. E pensare che sono passati 20 anni da quando, nel 1996, Federico Salvatore portò all'Ariston Sulla porta, la storia di un figlio rinnegato dalla madre in quanto gay.
IL PRIMO BRANO GAY AL FESTIVAL. Quel brano, il primo a trattare il tema al Festival in modo così esplicito, destò scalpore e venne addirittura censurato. La frase «sono diverso, mamma, un omosessuale» fu sostituita ed edulcorata con «sono diverso, mamma, e questo ti fa male», fino all'ultima serata, quando l'autore decise di contravvenire ai patti e cantarla in versione originale.
Oggi Federico Salvatore continua a caltare, ma non ha più calcato il palco di Sanremo, e in tivù lo si è rivisto ben poco. Lui, che fin quando faceva musica da cabaret era ospite fisso al Maurizio Costanzo Show, fu messo da parte dopo la sua svolta impegnata.
Eppure non se ne pente, nemmeno ora che le 500 mila copie e i due dischi di platino degli album Azz... e Il mago di Azz sono un ricordo lontano. «Ho sempre prediletto la canzone d’autore», ha spiegato a Lettera43.it, perché per lui «la musica è comunicazione» ed è giusto «utilizzarla per toccare tematiche sociali».

 

  • Federico Salvatore, cantautore napoletano.
     

 

DOMANDA. Elton John va ospite a Sanremo con il suo compagno nel giorno in cui il parlamento discute la Cirinnà. E scoppia la polemica. Si aspettava potesse succedere, in Italia, nel 2016?
RISPOSTA.
Nella nostra Italietta, la polemica è in-diretta! Da Sanremo ci si aspetta la scontata canzonetta! Ma se i gay fanno coppietta, la morale più sciacquetta, storce il naso e la faccetta e sul culo ti bacchetta!               
D. Gandolfini ha parlato di propaganda. Secondo lei è così? Ed è sbagliato utilizzare la musica e Sanremo per fare propaganda sui diritti gay?
R.
La musica è comunicazione e io sono il primo a utilizzarla, come utlizzai Sanremo, per toccare tematiche sociali, senza avere la presunzione di fare propaganda. Il mio intento era solo di fare ascoltare su un palcoscenico, nato per questo, la mia voce di artista. Se avessi voluto fare propaganda, oggi, sarei anch’io un politico.
D. Una polemica sterile, insomma, visto
R.
La presenza di Elton John all’Ariston non dovrebbe far discutere. La sua musica, la sua arte, oscura ogni diatriba e qualsiasi polemica nata.
D. Sono passati 20 anni esatti da 'Sulla porta'. Ancora non c'è una legge sulle unioni civili e l'omosessualità resta un tabù. Cosa è cambiato nel frattempo?
R.
Fortunatamente oggi c’è la possibilità e la libertà di parlarne di più, in qualunque contesto: famiglia, scuola, chiesa e televisione, senza il timore di essere 'censurati'.  
D. Come capito a lei con Sulla porta. La parola omosessuale fu cancellata. Eppure il testo restava comunque esplicito. Ci racconta come andò in quell'occasione?
R.
Che all’ultima serata del Festival, fregandomene della censura, del produttore e dell’etichetta discografica, cantai il testo originale senza omettere la parola “omosessuale”. Alla fine l’Ariston esplose in un applauso da brividi... ma, dal terzo posto della prima serata, mi classificai terzultimo.  

 

  • Sulla porta a Sanremo col testo censurato.

 

D. Il suo è stato il primo brano a parlare chiaramente di omosessualità a Sanremo. Si sente un pioniere?
R.
Se non altro ho la soddisfazione che, ogni qual volta si parli di omosessualità a Sanremo (e non solo), mi tirano in ballo. Mi sento un po' il vincitore amorale di quella edizione.     
D. Fu una scelta difficile? Qualcuno cercò di convincerla a cambiare brano?
R.
Fu una scelta precisa: non essere solo “comicità e macchietta”. Con tutto il rispetto alla grande tradizione umoristica napoletana, ho sempre prediletto la canzone d’autore e Sanremo era l’occasione e la vetrina giusta per dimostrarlo.         
D. Ci furono polemiche legate a quella canzone?
R.
Croci e delizie!                
D. Dopo di lei altri hanno parlato di omosessualità a Sanremo. Cosa ne pensa dei brani di Anna Tatangelo e Giuseppe Povia?
R.
Ai posteri l’ardua sentenza.
D. Dopo quella partecipazione lei è sparito dai circuiti televisivi. Pensa sia stata colpa di quel brano? Parlare di omosessualità a Sanremo le è costato caro in termini di carriera?
R.
Come ben sosteneva Giorgio Gaber: “C’è chi vuole passare alla cassa e chi alla storia.” Anche “Se io fossi San Gennaro”, che presentai al Festival di Napoli su Mediaset, smosse un polverone mediatico non indifferente. Sicuramente ho perso in televisione, ma ho guadagnato in teatro. La televisione ti impone al pubblico, il pubblico teatrale ti sceglie.     
D. Cosa pensa del ddl Cirinnà? E del Family Day?
R.
L’amore è il motore del mondo. Ognuno, democraticamente, ha il diritto di scegliere ciò che vuole. L’importante è che si viva in ambienti sereni, dove i valori base sono al centro di ogni famiglia, qualunque sia la sua
composizione.

 

Twitter @GabrieleLippi1

© RIPRODUZIONE RISERVATA

antonimo 11/feb/2016 | 14 :24

Mercimonio e prostituzione, della parola e dei bambini in grembo.
Gli omosessuali esistono da che mondo è mondo, la sola differenza è che in passato c'erano personaggi come Saffo od Oscar Wilde che vivevano i loro travagli di esseri umani attraverso l'arte e la poesia, mentre ora ci dobbiamo sorbire le urla, gli strepiti e gli schiamazzi di gente come Elton John, Luxuria e la Boldrina che sulla mercificazione dei nascituri e sul degrado dell'eros e della sessualità, costruiscono le loro fortune politiche, economiche e commerciali.

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