Festival di Sanremo, Elton John ospite tra le polemiche

L'artista sbarca all'Ariston. Forse col marito. Gandolfini: «Non parli di unioni civili». L'omosessualità al Festival.

08 Febbraio 2016

(© Ansa)

Il dibattito attorno alle unioni civili irrompe anche sul palco dell'Ariston.
Alla vigilia della prima serata della 66esima edizione del Festival di Sanremo, fa discutere la presa di posizione dei comitati a favore della famiglia tradizionale sulla presenza alla kermesse ligure di Elton John.
Con le fibrillazioni nella maggioranza e il ddl Cirinnà atteso alla prova del voto in Senato, a farla da padrone sono ora polemiche preventive sulla presenza del cantante e songwriter inglese che all'Ariston potrebbe arrivare accompagnato dal marito David Furnish, con cui ha due figli, e toccare temi a lui cari come i diritti delle coppie gay.
GANDOLFINI: «CANTI E BASTA». «No a un comizio a favore dell'omogenitorialità», ha avvertito Massimo Gandolfini, presidente del comitato Difendiamo i nostri figli, rilanciando in una lettera aperta ai vertici Rai l'affondo di qualche giorno fa di Maurizio Gasparri. «Chiediamo fermamente» - ha sottolineato - «che ci si limiti alla sua performance canora, evitando accuratamente che si trasformi in uno spot pubblicitario delle cosiddette famiglie arcobaleno». «Ormai siamo all'overdose, al bombardamento mediatico», ha tuonato Carlo Giovanardi, in prima linea contro il ddl Cirinnà. «Se Elton John va lì a cantare la sua canzone bene. Non c'è problema. Ma se andasse lì a lanciare appelli sarebbe davvero scandaloso».
LEONE: «LO ABBIAMO CHIAMATO A SETTEMBRE». Sulla stessa lunghezza d'onda Matteo Salvini: «Elton John non deve parlare dal palco di coppie gay. È un cantante, che canti e non faccia politica». «Abbiamo invitato il cantante in tempi non sospetti, non credo che il dibattito nell'aula parlamentare risentirà della sua presenza», ha provato ad alleggerire i toni il direttore di RaiUno Giancarlo Leone. «Lo abbiamo chiamato a settembre per cantare, poi vedremo in diretta che succederà», ha chiosato Conti, dribblando la polemica.
ATTESA PER LA PAUSINI. Non solo mister Rocket Man, che arriverà a Sanremo solo domani, blindatissimo. Sul palco ci sarà anche Laura Pausini, che si è spesa in più di un'occasione a favore delle unioni civili. E a un festival tacciato da alcuni di essere 'gay friendly' si preparano a partecipare anche icone 'trasversali' come Patty Pravo e Renato Zero. Toccherà al 'mediano' Carlo Conti tenere il gioco in equilibrio. Di discriminazioni, a partire da quelle legate al colore della pelle, parla poi N.e.g.r.a., il brano che Cecile, 21 anni e mamma camerunense, propone in gara tra le Nuove proposte e che sarebbe stato purgato dei versi con i riferimenti a «negri e omosessuali». Ma il produttore dell'artista, Lorenzo Lombardi Dallamano, ha precisato: «Nessuna censura del testo da parte della Rai. Abbiamo semplicemente tagliato la canzone per farla rientrare nella durata dei tre minuti previsti dal regolamento. Le frasi eliminate sono state scelte solo ed esclusivamente per una questione di metrica, una per strofa, prediligendo lo scorrimento totale del brano».

Da Federico Salvatore a Povia: i precedenti

Eppure non è certo la prima volta che i temi dei diritti gay trovano cittadinanza all'Ariston, puntualmente accompagnati da polemiche. È il 1996 quando Federico Salvatore canta Sulla porta, storia di una drammatica confessione di omosessualità. «Voglio rivelare una faccia diversa da quella con cui sono arrivato al successo», spiega, sottolineando di aver «tolto alcuni riferimenti espliciti che gli autori avevano messo nel testo». In particolare, la parola omosessuale viene sostituita dal termine  uomo.
TATANGELO NEL 2008. Più di 10 anni dopo, nel 2008, Anna Tatangelo canta Il mio amico, una canzone scritta da Gigi D'Alessio, storia del suo migliore amico, un truccatore, e il tormento legato alla difficoltà del coming out: «Dimmi che il male c'è se ami un altro come te».
POVIA FA DISCUTERE. Nel 2009, Povia porta all'Ariston Luca era gay «e adesso sta con lei». Un testo discusso, che solleva un polverone prima, durante e dopo il festival e viene accusato di omofobia. Nel 2012 tocca a Gianni Morandi celebrare un matrimonio gay tra i Soliti idioti: un siparietto che non passa inosservato. «Adoro i gay», dirà poi Morandi bersagliato dalle critiche delle associazioni omosessuali. L'anno dopo al timone del Festival c'è Fabio Fazio: sul palco salgono Stefano e Federico, una coppia gay di Torino, in procinto di partire per sposarsi a New York. «La musica è da sempre vicina ai diritti civili», spiega il conduttore. «Senza dare alcun giudizio, penso che portare questa esigenza sul palco sia doveroso nel momento in cui questo tema è internazionale».
A RUBINO IL PREMIO DELLA CRITICA. Tra i Giovani in gara quell'anno c'è Renzo Rubino, con Il postino (amami uomo), per l'autore «una canzone d'amore, solo una canzone d'amore». Vincerà il premio della critica. L'anno scorso in gara si presenta Platinette, con Grazia De Michele, e propone il brano Io sono una finestra, per sfatare i pregiudizi sull'identità sessuale. Tra i superospiti arriva un'altra drag queen, con la barba, Conchita Wurst, trionfatrice dell'Eurofestival: «Non importa da dove vieni e come ti mostri, conta chi sei e io sono questo», dice sul palco dell'Ariston intervistata da Carlo Conti.
 

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