Hotel California, la teoria del testo satanista

Metafora dell'edonismo del rock. O omaggio alla Bibbia di Satana e ad Anton LaVey. Il brano degli Eagles e l'esoterismo.

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19 Gennaio 2016

Un brano che ha fatto la storia della musica rock, capace di raggiungere la posizione numero 1 della classifica di Billboard, conquistare un Grammy e issarsi al 49esimo posto nella lista delle 500 canzoni più belle di sempre secondo Rolling Stone.
L'ACCUSA PIÙ COMUNE DEL ROCK. Hotel California, brano degli Eagles scritto da Don Felder, Don Henley e Glenn Frey (il chitarrista e cofondatore della band morto il 18 gennaio 2016), è stata tutto questo. Eppure non è riuscita a sfuggire all'accusa più comune per le canzoni e i gruppi rock, dai Beatles ai Black Sabbath, dai Led Zeppelin ai Pink Floyd: quella di satanismo.
Gli indizi per sostenere la tesi non mancherebbero, fin dal più classico dei versi suonati al contrario.

 

  • Hotel California, al contrario, avrebbe un messaggio satanico.

 

Il testo, tradotto, suona più o meno così: «Nel bel mezzo della notte/ solo per sentirli dire». Ma mandato in play alla rovescia la frase si trasforma in qualcosa di molto simile alla seguente: «Sì Satana lo sente/ mi ha convinto a credere in lui».
UN TESTO ERMETICO E ALLEGORICO. C'è stato un momento, quando la canzone uscì nel 1976, in cui nessuno pensava potesse contenere dei messaggi demoniaci. Anzi, probabilmente erano in pochi a capire il vero significato di un testo decisamente ermetico che gli stessi autori avrebbero spiegato come una metafora dell'edonismo e del potenziale autodistruttivo dell'industria musicale americana, un'allegoria della «oscura vulnerabilità del sogno americano».
Poi qualcuno scoprì la foto del booklet in cui la band posava in mezzo alla folla nel cortile interno di un hotel di lusso. In alto, affacciato alla balconata, appariva in lontananza un volto difficile da identificare, ma che poteva sembrare quello calvo con pizzetto e baffi di Anton Szandor LaVey, autore della Bibbia satanica e fondatore della Chiesa di Satana. La band avrebbe spiegato che in realtà si trattava di una modella afroamericana ingaggiata per il servizio fotografico, ma questo non fermò le speculazioni.

 

  • Anton LaVey nel booklet di Hotel California? No, solo una modella.

 

DUE STRANE FIGURE NELLA FOLLA. Così ci fu chi in mezzo alla folla notò due figure strane, una che sembrava avere le corna, l'altra con una maschera inquietante. Un chiaro riferimento, secondo i sostenitori della tesi, ai riti satanici in cui spesso ci si traveste da animali e si sacrificano capi di bestiame al signore degli Inferi.

 


  • Due strane figure tra la folla nel booklet di Hotel California.

 

Non basta, perché l'Hotel California sarebbe stata in realtà la Black house al 6114 di California street, prima sede della Chiesa di Satana, che si dice fosse originariamente un hotel. E tanto per non farsi mancare nulla, c'è chi ha sostenuto persino che l'edificio sulla copertina dell'album fosse un manicomio, una chiesta sconsacrata, addirittura il luogo in cui LaVey scrisse la sua Bibbia. Peccato però che si tratti del Beverly Hills hotel, più noto come Pink Palace, leggendario albergo a 5 stelle sul Sunset boulevard costruito nel 1912.

 

  • Il video con testo di Hotel California degli Eagles.

 

C'è infine l'analisi del testo, apparentemente la storia di un viandante che trova riparo in un hotel, che in molti hanno riletto sotto una nuova luce, citando in particolare tre versi.
Se la frase «this could be heaven this could be hell» (questo può essere il paradiso o può essere l'inferno) non ha bisogno di alcuna interpretazione, altre restano più 'oscure' e 'criptiche'.
Verso la fine della seconda strofa, la band canta: «So I called up the captain/ please bring me my wine/ he said we haven’t had that spirit here since 1969» (Allora io chiamai il Capitano/ per favore portami il vino/ disse non abbiamo più avuto quello spirito dal 1969).
IL 1969: ANNO DELLA BIBBIA DI SATANA. Il 1969 è l'anno in cui LaVey scrisse la Bibbia di Satana, il 'capitano' menzionato sarebbe lo stesso sacerdote del diavolo, e la parola spirito non si riferirebbe al vino menzionato poco prima, ma allo Spirito Santo.
A metà dell'ultima strofa si menzionano coltelli e una bestia: «They stab it with their steely knives/ but they just can’t kill the beast». (Essi si sono radunati per la festa/ e colpiscono con i loro coltelli d'acciaio/ ma non riescono proprio ad uccidere la bestia). Lame e coltelli sono spesso presenti nei riti satanici, e la bestia sarebbe ancora Satana, immortabile e invulnerabile.
Persino gli ultimi due versi conterrebbero un riferimento alla storia della Chiesa di LaVey: «You can checkout any time you like/ But you can never leave» (Puoi saldare il conto ogni volta che vuoi/ Ma non puoi mai andartene) sarebbe una metafora dell'impossibilità di un adepto di lasciare congrega, e ricorderebbe l'episodio secondo cui LaVey impedì a chiunque di andarsene dal luogo in cui stava scrivendo la Bibbia di Satana finché non ebbe completato l'opera.
AFFASCINATI DALL'ESOTERISMO E DALLO SCIAMANESIMO. Come ogni leggenda, probabilmente, la storia ha un sottile fondo di verità. Nonostante l'ex manager della band Larry Solters avesse rivelato in un'intervista che alcuni membri della band frequentavano la Chiesa di Satana, gli Eagles hanno sempre smentito. Un collegamento tra il gruppo e l'esoterismo è però vero e confermato dai diretti interessati, che non hanno mai fatto mistero di essersi formati con gli insegnamenti dell'occultista statunitense Carlos Castaneda e dello sciamano indiano Don Juan. Lo stesso nome Eagles è ispirato e dedicato allo spirito dell'aquila, uno dei più invocati dagli indiani Cosmos. Niente a che fare col diavolo, comunque.

 

Twitter @GabrieleLippi1

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