«I magnifici sette», 10 curiosità sul film

Oltre gli stereotipi e i topos di genere. Dieci curiosità sul remake del classico western.

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23 Settembre 2016

I magnifici sette, uno dei grandi classici della storia del cinema, ritorna ora sul grande schermo grazie al regista Antoine Fuqua, già dietro la macchina da presa in occasione di opere apprezzate come Training Day e il recente Southpaw.
La storia prende il via quando l'industriale Bartholomew Bogue (Peter Sarsgaard) decide di assumere il controllo di Rose Creek, una cittadina al centro delle sue mire economiche. La determinata Emma Cullen (Haley Bennett) decide di provare a sconfiggere l'uomo che sta terrorizzando la città e assume un gruppo di sette fuorilegge, composto da criminali di vario tipo. Sam Chisolm (Denzel Washington), Josh Faraday (Chris Pratt), Goodnight Robicheaux (Ethan Hawke), Jack Horne (Vincent D'Onofrio), Billy Rocks (Byung-Hun Lee), Vasquez (Manuel Garcia-Rulfo) e Red Harvest (Martin Sensmeier) si impegnano quindi a preparare gli abitanti al violento scontro, animati da sentimenti che vanno oltre la semplice brama di denaro.
UN FILM SENZA STEREOTIPI. Fuqua ha avuto il merito di togliere dalla storia i possibili stereotipi legati al ruolo delle donne e ritrarre dei protagonisti lontani dai canoni del western, proponendo un leader afroamericano e personaggi di varia etnia al centro degli eventi. La tematica del fare la cosa giusta anche nelle situazioni più rischiose è quindi declinata in modo diverso, mostrando come ognuno dei 'magnifici sette', senza dimenticare Emma e i suoi concittadini, affronta i propri dilemmi interiore e decide di agire.
Il film, pur proponendo spettacolari sequenze d'azione in cui gli effetti speciali sono ridotti al minimo, soffre di alcuni passaggi in cui il ritmo e la narrazione sono eccessivamente dilatati, disperdendo un po' l'energia che caratterizza i momenti più riusciti.
UN GRANDE FEELING A UNIRE IL CAST. I Magnifici 7 può però contare su un cast di altissimo livello il cui feeling è evidente, sfruttandone inoltre i talenti individuali con attenzione, conducendo così gli spettatori verso un finale esplosivo che mette in secondo piano i difetti della prima parte dell'opera.
La nuova versione della storia non raggiunge forse il livello dei suoi predecessori ma ha l'importante merito di intrattenere e introdurre al genere anche le nuove generazioni che magari non conoscono ancora I Sette Samurai o il film diretto da John Sturges negli Anni 60.
Scopriamo qualche curiosità sulla realizzazione del film e sul lavoro del cast stellare.

Regia: Antoine Fuqua; genere: azione (Usa, 2016); attori: Denzel Washington, Haley Bennett, Ethan Hawke, Chris Pratt, Vincent D'Onofrio, Byung-Hun Lee, Manuel Garcia-Rulfo, Martin Sensmeier, Peter Sarsgaard, Luke Grimes.

1. Alla ricerca del realismo: pochissimi dettagli in cgi

Chris Pratt ha spiegato che tutto quello che si vede sullo schermo è reale tranne le montagne e alcuni dettagli del paesaggio, elementi modificati in digitale essendo il film girato in Louisiana.
L'intera città è stata ad esempio costruita dal nulla seguendo le indicazioni dello scenografo Derek Hill, permettendo agli attori di muoversi all'interno e all'esterno di una ventina di edifici, creando così un ambiente autentico e spettacolare.
UN TEAM DI STUNTMEN PER LE SCENE D'AZIONE. Le scene d'azione sono invece state affidate al team di Jeff Dashnaw che ha realizzato le acrobazie, le cadute da cavallo e altri momenti spettacolari che avrebbero potuto mettere a rischio gli attori. È stata proprio la bravura delle controfigure a permettere di ridurre al minimo l'utilizzo della tecnologia in post produzione.

2. Una signora del west fuori dai canoni: il ruolo di Haley Bennett

Il personaggio di Emma va contro gli stereotipi femminili presentati in passato nei western e questa caratteristica ha affascinato Haley Bennett. L'attrice ha quindi deciso di recitare nel lungometraggio, sottoponendosi a duri allenamenti per imparare a cavalcare e a sparare in modo convincente.
PIÙ BRAVA DEI COLLEGHI MASCHI. Chris Pratt e Manuel Garcia-Rulfo hanno ammesso in più interviste che la loro collega era diventata più brava di loro con le armi.

3. Un'amicizia reale sul set: Luke Grimes e Haley Bennet

Luke Grimes, interprete di Teddy, conosce Haley Bennett da molto tempo: insieme all'attrice aveva girato, nel 2010, un pilot televisivo e da allora sono rimasti grandi amici.
LO STESSO AFFETTO DEI LORO PERSONAGGI. Nel film i loro due personaggi sono legati da un'amicizia duratura e quindi la loro esperienza personale nella realtà ha potuto riflettersi nella finzione, rendendo più semplice creare il giusto feeling per le sequenze iniziali in cui sono protagonisti.

4. Una collaborazione di successo: il team di Training Day ancora insieme

Ethan Hawke ha lavorato insieme ad Antoine Fuqua e Denzel Washington in occasione del pluripremiato Training Day e l'interprete di Goodnight ha raccontato di aver apprezzato moltissimo l'approccio un po' revisionista del film rispetto a quanto proposto sul grande schermo in passato.
L'AUTOCANDIDATURA DI HAWKE. È stato proprio l'attore a chiedere al regista di coinvolgerlo nel progetto: durante una proiezione di The Equalizer lo ha preso da parte e gli ha rivelato di aver letto la notizia che si sarebbe occupato del remake, chiedendogli un ruolo nel film.
Ethan ha poi deciso di ritrarre il suo personaggio come se, dopo aver combattuto nella Guerra Civile, fosse affetto da Stress post traumatico, e ha lavorato con gli sceneggiatori e i filmmaker per sottolineare questa sua caratteristica.

5. Tra Training Day e nativi d'America: il coinvolgimento di Sensmeir

L'attore Martin Sensmeir ha ricordato in più occasioni di essere cresciuto guardando i film di Denzel Washington ed era proprio uno dei suoi sogni lavorare insieme all'attore. La possibilità di recitare in I magnifici 7 è stata ancora più affascinante perché Training Day è uno dei suoi film preferiti di sempre e nel progetto erano coinvolti anche il regista Antoine Fuqua ed Ethan Hawke.
UN NATIVO DELL'ALASKA. Il film, inoltre, ha offerto una rappresentazione accurata dei nativi americani grazie al suo personaggio, Red Harvest della tribù Comanche, le cui caratteristiche sono state delineate grazie alla collaborazione di un consigliere culturale, situazione che ha convinto Sensmeir, appartenente a una tribù dell'Alaska, che si trattasse di un progetto da non perdere.

6. L'approccio ai classici di Fuqua: rispetto per Kurosawa ma protagonista atipico

Quando ad Antoine Fuqua era stato offerto il progetto di riportare nelle sale I Magnifici 7 ha subito pensato che sarebbe stato necessario avere un approccio diverso rispetto ai western tradizionali e ha proposto il nome di Denzel Washington ottenendo immediatamente una reazione entusiasta da parte della produzione.
UN FAN DE I 7 SAMURAI. Un elemento essenziale nella costruzione del film è stata poi l'ammirazione di Akira Kurosawa da parte del regista, che ha più volte sottolineato come sia stato I sette samurai a fargli venire voglia di lavorare per il cinema, classico che ha influenzato moltissimo la sua idea di come ci siano dei difetti in tutti i personaggi, anche in quelli che possiamo considerare eroi e i buoni della storia.

7. Uno stile di combattimento un po' asiatico per Billy Rocks

Byung-hun Lee ha costruito il personaggio di Billy Rocks insieme ad Antoine Fuqua e a un suo amico coreano esperto in scene d'azione e coreografie, unendo quindi stili e ispirazioni diverse per dare vita a un personaggio completamente nuovo nel panorama western.
REGISTA FAN DELL'AUTORE. Il regista, inoltre, era un fan dell'attore dopo aver visto A bittersweet life, di cui voleva realizzare un remake, e si è emozionato quando ha scoperto che si era presentato al casting.

8. Il distacco dal classico e la libertà provata dal cast

Ethan Hawke ha ammesso di amare moltissimo il film originale degli anni Sessanta, pur non apprezzandone molte caratteristiche, in particolare per quanto riguarda la rappresentazione della società.
HAWKE CRESCIUTO CON I WESTERN. L'attore ha però aggiunto che essere cresciuto guardando i western tradizionali ha reso possibile realizzare un grande sogno ma soprattutto sentire meno la pressione delle aspettative di chi vuole fare un confronto con l'opera originale, considerando I Magnifici 7 un lungometraggio dall'approccio contemporaneo e quindi indipendente dal passato.

9. Ethan Hawke pianista: così gli attori sono diventati amici

Byung-Hun Lee ha svelato che i suoi momenti preferiti durante le riprese sono legati a quando sul set il cast ha trascorso diverse ore al bar ed Ethan Hawke suonava il pianoforte, creando un'atmosfera rilassante in un contesto così ricco di azione e tensione.
PRATT: «UNA GRANDE FAMIGLIA». La produzione ha inoltre dovuto fare i conti con un meteo molto variabile: la pioggia ha rallentato tante giornate di lavoro e i presenti hanno quindi trascorso il tempo libero negli edifici creati per il film, situazione che ha permesso agli attori di legare molto tra loro, tanto da portare Chris Pratt a dichiarare che sono diventati tutti una grande famiglia.
La star di Guardiani della Galassia ha inoltre ammesso in più occasioni, in modo ironico, di essersi totalmente innamorato del cavallo con cui doveva lavorare, scherzando in alcuni talk show sul fatto che il suo matrimonio con Anna Faris avrebbe potuto entrare in crisi a causa della sua adorazione per il meraviglioso equino.

10. La colonna sonora: un dono inaspettato da parte di James Horner

Antoine Fuqua aveva affidato a James Horner il compito di comporre la colonna sonora del film I Magnifici 7 ma l'artista è scomparso prematuramente durante l'estate del 2015 a causa di un incidente aereo. Durante le riprese il regista è stato però informato che Horner aveva scritto una serie di temi ancora prima di aver letto la sceneggiatura, perché era entusiasta del progetto.
LAVORO COMPLETATO DA FRANGLEN. Simon Franglen, grande amico di James e suo arrangiatore in più occasioni, ha quindi completato il lavoro rimasto incompiuto, seguendo l'approccio che aveva delineato con le sue composizioni e rispettando l'eredità lasciata anche da Elmer Bernestein, autore dell'iconico brano del western originale.

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