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Cultura 

Nadia Marchetti

EX CATHEDRA

Maturità, il coraggio di esprimere le proprie idee

I titoli dei temi 2012 hanno permesso elaborazioni personali e non scontate.

di Nadia Marchetti

editoriale

Siamo di nuovo arrivati al valzer della maturità, che ora viene seguita con grande interesse dalla televisione, con interviste agli studenti prima, dopo e, se potessero pure durante gli scritti, commenti, indicazioni per affrontare lo stress e la tensione, in bocca al lupo a tutti eccetera.
A un primo sguardo i titoli dei temi scelti per la prima prova sembrano interessanti, le tematiche attuali, ma non banali permettono una elaborazione personale e per niente scontata a chi ha il coraggio delle proprie idee. Mi è piaciuta molto la scelta del saggio di Montale, che denuncia la mercificazione della cultura, l’omologazione e il prevalere del consumismo, che sarebbero i fondamenti di una dittatura insidiosa, perché travestita da libera scelta.
TRACCE INVIATE VIA INTERNET. La grande novità è l’invio delle tracce per via telematica alle scuole, che dovrebbe eliminare i passaggi contorti in auge fino al 2011; basta avere una password dal ministero per accedere alle prove. Dato che è la prima volta, alcuni professori erano piuttosto preoccupati, soprattutto per un eventuale blocco del sito o del collegamento a internet per cause imponderabili.
Una solerte giornalista ha attribuito invece questa preoccupazione al fatto che, si sa, gli insegnanti non hanno molta dimestichezza con l’informatica e con le nuova tecnologie, ignorando che in molti istituti ormai si usano computer e lavagne multimediali quotidianamente, così come il registro elettronico dei voti.
I pregiudizi sono duri a morire, mentre l’ignoranza, nel senso di una mancanza di informazioni corrette e verificate, dilaga in ogni settore.

Scivolone di Squinzi sulla riforma del lavoro

Ho apprezzato l’augurio del ministro dell'Istruzione Francesco Profumo agli studenti, di avere fiducia e passione, ingredienti fondamentali per tutti noi, per superare un momento di grave crisi e preoccupazioni per il futuro.
A fare da contrappunto la frase lapidaria del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che ha definito la riforma del lavoro una «boiata», con un linguaggio da filmetto natalizio caro a chi pratica un facile populismo, affermando anche che stava cercando di moderare i toni per evitare ulteriori complicazioni. Non oso pensare a quello che avrebbe potuto dire senza questo particolare riguardo.
Le critiche sono assolutamente legittime, ma dovrebbero essere costruttive; manca infatti il motivo per cui la riforma è considerata una «boiata», che potrebbe essere intuibile, ma non è assolutamente dichiarato.
NEL PAESE IL PRIMATO DELLA FURBIZIA. Intanto prevale la solita soluzione all’italiana: approviamo la riforma del lavoro per compiacere il Consiglio europeo del 28 giugno, poi cambieremo tutto quello che non ci piace. Inutile, noi vogliamo detenere il primato della furbizia, pensando che gli altri siano tutti stupidi, salvo poi lamentarci e parlare di ingiustizia quando remano contro di noi.
Ci lamentiamo della nuova tassa sulla casa, poi però vogliamo ospedali pubblici e convenzionati che funzionino, finanziamenti pubblici alle scuole private, pensioni elargite dallo Stato in caso di inabilità e finanziamenti pubblici per ricostruire la casa distrutta da calamità naturali.
Chi paga? Noi no, per carità, che paghino gli altri. Consiglierei a questi 'indignati' di farsi fare un preventivo per una assicurazione sanitaria privata e un altro per la casa contro i danni derivanti da eventi naturali e poi vedere che cosa convenga.

In Italia c'è l'omologazione sulle lingue straniere

A proposito di omologazione culturale, permettetemi un discorso di parte, a difesa della libertà di scegliere di studiare una lingua straniera piuttosto che un'altra. Negli ultimi anni, in seguito all’obbligo di studiare due lingue straniere alla scuola media e a quella superiore, abbiamo assistito al dilagare dello spagnolo, considerato trendy e facile, quasi immediato per noi italiani, scartando altre lingue più impegnative come il francese e il tedesco.
Anche qui abbiamo la soluzione all’italiana: studiare una lingua e mezza invece che due, risparmiando tempo e fatica.
Non intendo sottovalutare le difficoltà e la bellezza della lingua spagnola, che però sta diventando la seconda unica lingua straniera, limitando di fatto l'offerta formativa, soprattutto negli istituti tecnici, a dispetto delle direttive europee.
SPAGNOLO PER ATTIRARE STUDENTI. Molti dirigenti scolastici, allettati dall’idea di attirare un maggior numero di studenti, hanno puntato sullo spagnolo, che dopo l’inglese sarebbe la lingua più parlata al mondo, considerando i Paesi sudamericani.
In Africa tuttavia si parla spesso francese, nei Paesi dell’Est si studia come seconda lingua straniera il tedesco. Un’altra motivazione consiste nel fatto che alle superiori sia necessario portare avanti le due lingue studiate alle medie, cioè, tanto per cambiare, inglese e spagnolo, per un totale di ben otto anni.
Quindi, per essere aggiornata e in linea con le tendenze dilaganti, non posso fare altro che salutare così: ¡hasta luego!

Mercoledì, 20 Giugno 2012


File multimediali correlati a questo articolo

Una studentessa durante l'esame di maturità.

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