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Cultura 

SCUOLA

Maturità, Profumo: «Greco, basta lamentele»

Contro le critiche alla seconda prova: «Si rifletta sui programmi».

Mentre i diplomandi italiani sono alle prese con la terza e ultima prova scritta di maturità, il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo è tornato a parlare delle polemiche sul secondo giorno d'esame: «Basta lamentarsi, piuttosto si rifletta su quanto fatto durante l'anno scolastico», ha dichiarato a Torino.
In particolare le parole del ministro si sono rivolte a coloro che hanno lamentato la difficoltà della versione di greco di Aristotele affidata alla traduzione degli studenti del Liceo Classico.
«POCA IMPORTANZA ALLE TRADUZIONI». «Mentre nel passato c'era molta più attività di traduzione, in questi anni si è un po' vanificata. Però», ha aggiunto, «le scuole sono scuole e quindi bisogna che non ci si lamenti della prova. Si deve eventualmente fare una riflessione se si è fatto abbastanza durante l'anno».
Colpa della perdita di importanza delle così dette 'versioni', secondo il ministro, incubo dei liceali per tutti i cinque anni di scuola.
Aristotele o non Aristotele, Profumo ha invitato gli studenti a non allarmarsi più del dovuto. «Bisogna prendere la prova con molta serenità. Nella valutazione come sempre sarà tenuto conto anche di quello che è stato il risultato medio. Se noi abbassiamo sempre i nostri livelli non credo che facciamo del bene al nostro Paese».

«Serve un forte rinnovamento. Come per le tracce via internet»

Proprio per questo Profumo ha sottolineato l'esigenza di un rinnovvamento nel sistema scolastico pubblico italiano e di un'accelerazione in questa direzione.
Secondo il ministro, con l'invio delle tracce dell'esame di maturità via internet «abbiamo avviato un processo interessante che ha dato un primo risultato di quanto il Paese sia pronto, di quanto lo siano i ragazzi e di quanto lo sia la comunità della scuola rispetto a un'innovazione profonda». «MANCA IL SENSO CRITICO». «La modalità con cui viene trasferita la conoscenza non può essere solo quella tradizionale della formazione ex cathedra. I ragazzi», ha concluso il ministro, «oggi sanno trovare le informazioni, ciò che qualche volta manca loro è senso critico e capacità di organizzarle ai fini per cui devono essere utilizzate. Credo che la scuola abbia bisogno di fare una riflessione complessiva a questo proposito».

Lunedì, 25 Giugno 2012


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