Oscar «troppo bianchi», il boicottaggio di Spike Lee

Il regista: «Secondo anno consecutivo senza diversità». La protesta corre su Twitter.

18 Gennaio 2016

Il regista Spike Lee.

Il regista Spike Lee.

Oscar troppo «bianchi».
Con quest'accusa Spike Lee ha motivato la clamorosa decisione di boicottare la cerimonia in programma al Dolby Theatre di Los Angeles il prossimo 28 febbraio.
L'annuncio è stato dato dallo stesso regista di Brooklyn su Instagram, denunciando la mancanza di diversità tra gli attori candidati. Per farlo ha approfittato del giorno in cui si festeggia Martin Luther King, tuonando contro gli Oscar ancora «troppo bianchi».
«DUE ANNI E ZERO DIVERSITÀ». «Com'è possibile che per il secondo anno consecutivo» - si legge sul suo profilo - «tutti i candidati sotto la categoria attore sono bianchi? E non entriamo neanche negli altri settori: 40 attori bianchi in due anni e nessuna diversità. Per caso non siamo in grado di recitare? Che cavolo».
SOSTEGNO IMPOSSIBILE. Il regista newyorchese ha ringraziato il presidente dell'Academy Cheryl Boone Isaacs (di colore) e il Board of governors of the academy of motion pictures arts and sciences per avergli consegnato un Oscar onorario lo scorso novembre e sottolineando che la sua non è una mancanza di rispetto verso Chris Rock, il prossimo presentatore, e il produttore Reggie Hudlin (entrambi di colore) ha aggiunto che lui e la moglie non possono sostenere la cerimonia degli Oscar. «Non è una coincidenza» - ha aggiunto - «il fatto che scriva questo post nel giorno della celebrazione di Martin Luther King. Una volta disse: Ci sarà un momento in cui una persona deve perdere una posizione che non è né sicura, né politica, né popolare, ma la deve prendere perché la coscienza gli dice che è giusto».
BATTAGLIA A HOLLYWOOD. Per Lee, inoltre, la vera battaglia al razzismo non è con gli Oscar, bensì a livello esecutivo negli uffici di Hollywood e dei network, «dove si decide quale progetto va realizzato e quale no». «Gente» - ha concluso - «la verità è che noi non siamo in quelle stanze e finchè non ci saranno le minoranze gli Oscar rimarranno bianchi».
LA PROTESTA SU TWITTER. Quella sollevata da Lee in realtà è l'ultima di una serie di polemiche che esprime il generale malcontento in un anno in cui non è stato nominato neanche un candidato di colore, a meno che non si consideri tale, per via della carnagione scura, il regista di origini messicane Alejandro Iñarritu, con il film The Revenant.
Il malcontento è scoppiato anche su Twitter, dove l'hashtag #OscarsSoWhite è diventato uno dei più' popolari. Contemporaneamente a Lee, un'altra celebrità di colore, l'attrice Jada Pinkett Smith, moglie di Will Smith, ha usato Facebook per esprimere il proprio disappunto e con un video ha detto che neanche guarderà la cerimonia. Il nome del marito era in ballo per Concussion, il film sui traumi da football, ma poi non ha avuto alcuna nomination.

 


           
         
 

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